Manila, 7 gennaio 2026 – Una forte scossa di terremoto di magnitudo 6.4 ha fatto tremare questa mattina, poco dopo le 9 ora locale, le acque al largo delle coste meridionali delle Filippine, ha reso noto l’Istituto geologico statunitense (USGS). Il sisma è stato avvertito distintamente in diverse province di Mindanao, ma per ora non si segnalano né danni gravi né vittime. Le autorità filippine non hanno lanciato alcun allarme tsunami.
Terremoto a Mindanao, epicentro in mare e a quasi 60 km di profondità
L’epicentro è stato localizzato a circa 58,6 chilometri di profondità, in mare, a sud-est di Santiago, nella provincia di Agusan del Norte. Secondo l’USGS, il punto esatto si trova a circa 70 chilometri dalla costa orientale dell’isola. La profondità relativamente elevata, quasi 60 chilometri sotto il livello del mare, ha attenuato l’impatto sulla terraferma, spiegano gli esperti.
“Abbiamo ricevuto diverse segnalazioni di tremori in varie località, ma per ora non risultano danni a case o infrastrutture”, ha dichiarato un portavoce della Philippine Institute of Volcanology and Seismology (Phivolcs). Le autorità invitano comunque tutti alla calma e a seguire le indicazioni dei soccorsi.
Niente tsunami, scuole e uffici aperti
Nonostante la magnitudo superiore a 6, il Centro di allerta tsunami del Pacifico ha escluso la possibilità di onde anomale sulle coste filippine. “Il terremoto non ha le caratteristiche per generare uno tsunami”, hanno spiegato i tecnici dal centro alle Hawaii. Scuole e uffici pubblici nelle zone interessate hanno continuato a funzionare regolarmente, mentre alcune aziende private hanno deciso per brevi evacuazioni precauzionali.
A Santiago, dove la scossa si è sentita più forte, alcuni abitanti sono usciti in strada per qualche minuto. “Si è sentito il pavimento tremare, poi è tornato tutto alla normalità”, racconta Maria Lopez, insegnante in una scuola elementare del centro città. Nessuna chiamata ai vigili del fuoco per feriti o crolli.
Filippine, un territorio sempre a rischio terremoti
Le Filippine si trovano sull’Anello di Fuoco del Pacifico, una zona con frequenti attività sismiche e vulcaniche che abbraccia gran parte dell’Asia orientale e l’Oceania. Nel 2025, secondo il Phivolcs, sono stati registrati oltre 10mila terremoti di diversa intensità nell’arcipelago. La maggior parte è troppo debole per essere percepita, ma eventi come questo ricordano quanto le strutture e i piani di emergenza debbano essere sempre pronti.
“Il rischio terremoti è una realtà quotidiana per il nostro Paese”, ricorda Renato Solidum, direttore del Phivolcs. “Per questo investiamo costantemente nella formazione della popolazione e nel miglioramento degli edifici pubblici”. Nel 2019, un sisma di magnitudo 6.6 aveva causato danni e vittime nella regione di Cotabato, sempre a Mindanao.
Controlli in corso e raccomandazioni alla popolazione
Dopo la scossa di stamattina, le autorità hanno attivato squadre di controllo per verificare eventuali danni secondari o frane nelle zone vicine all’epicentro. Il Phivolcs invita i cittadini a segnalare crepe negli edifici o problemi ai servizi pubblici.
“Anche senza danni gravi, è fondamentale restare attenti”, ha sottolineato Solidum. Le linee di emergenza sono rimaste aperte tutto il giorno. Nei centri urbani sono stati distribuiti volantini con le indicazioni da seguire in caso di nuove scosse.
Al momento, il governo filippino conferma che la situazione è sotto controllo. Nessun ferito, nessun danno serio. Solo qualche minuto di paura e poi la vita che riprende, normale, nelle strade affollate di Mindanao.
