Roma, 8 gennaio 2026 – Quattro militanti di Gioventù Nazionale sono stati aggrediti nella notte tra il 7 e l’8 gennaio in via Tuscolana, a Roma, mentre affiggevano manifesti per la commemorazione di Acca Larenzia. È successo intorno alle 2 del mattino, vicino a un supermercato. Un gruppo di una ventina di persone ha colpito i giovani con spranghe e aste. Gli aggressori sono spariti prima che arrivassero le forze dell’ordine. Dalle prime ricostruzioni, l’attacco sembra legato alla tensione che ogni anno accompagna il ricordo della strage del 1978.
Aggressione nella notte: spranghe e aste contro i militanti
A parlare è stato Francesco Todde, presidente di Gioventù Nazionale Roma. Racconta che i quattro stavano mettendo manifesti in memoria dei caduti di Acca Larenzia quando sono stati accerchiati da un gruppo numeroso. “Denunciamo una gravissima aggressione – ha detto Todde – ad opera di oltre venti persone, professionisti dell’odio politico, armati di coltelli e persino di radio per comunicare senza essere intercettati”. I ragazzi sono stati colpiti con violenza mentre cercavano di difendersi e di chiedere aiuto. Sul posto sono arrivate le volanti della polizia, che hanno raccolto testimonianze e avviato le indagini. Per ora nessuno degli aggressori è stato preso.
Acca Larenzia: una memoria che accende le tensioni
La commemorazione di Acca Larenzia, prevista il pomeriggio del 7 gennaio in via Evandro (quartiere Appio-Latino), è ogni anno un momento delicato per Roma. Nel 1978, proprio davanti alla sede del Fronte della Gioventù, furono uccisi a colpi d’arma da fuoco due giovani militanti, Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta. Un terzo, Stefano Recchioni, morì poco dopo durante scontri con la polizia. “Il manifesto che abbiamo diffuso – ha spiegato Todde – parla di libertà e ricordo, con l’obiettivo di onorare come figli d’Italia tutti i ragazzi caduti in quegli anni di violenza infame”. La tensione tra gruppi politici opposti, specie in occasione di anniversari come questo, resta alta. Episodi simili ci sono già stati in passato, ma l’aggressione di ieri notte sembra stata particolarmente organizzata.
Meloni: “Serve una vera pacificazione nazionale”
Sulla vicenda è intervenuta anche la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, con un messaggio sui social. “Oggi ricorre il 48esimo anniversario della strage di Acca Larenzia. Una pagina dolorosa della storia della nostra Nazione, che ci richiama al dovere della memoria e della responsabilità”, ha scritto. La premier ha ricordato che “quegli anni di terrorismo e odio politico sono stati bui, con troppo sangue innocente versato da tutte le parti”. “L’Italia merita una vera e definitiva pacificazione nazionale”, ha aggiunto Meloni, sottolineando quanto sia fragile il confine tra confronto e odio. “Quando il dissenso diventa aggressione, quando si zittisce un’idea con la forza, la democrazia perde. Sempre”, ha concluso.
Indagini in corso: la polizia cerca gli aggressori
Le forze dell’ordine hanno già acquisito le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona e stanno ascoltando i testimoni presenti in via Tuscolana durante l’aggressione. Gli investigatori non escludono nessuna pista: si cerca di capire se il gruppo abbia legami con ambienti antagonisti o se si tratti di una frangia isolata. Al momento, nessuno dei militanti aggrediti ha riportato ferite gravi; uno di loro ha avuto contusioni al volto e alle braccia, ma è stato dimesso dopo le cure al pronto soccorso del San Giovanni.
Un anniversario che continua a dividere
La commemorazione di Acca Larenzia resta una ferita aperta per Roma e per l’intero Paese. Ogni anno, tra cortei autorizzati e presidi spontanei, la tensione è sempre alta nei quartieri coinvolti. “Non si combatteva una guerra – ha ricordato Todde – ma l’odio politico portava al massacro di chi credeva nelle sue idee”. Sullo sfondo c’è sempre il tema della memoria condivisa e della necessità, ribadita anche dalle istituzioni, di evitare che il confronto politico sfoci ancora una volta in violenza.
