Argento in altalena: da quasi 83 dollari a un ritiro a 80

Argento in altalena: da quasi 83 dollari a un ritiro a 80

Argento in altalena: da quasi 83 dollari a un ritiro a 80

Giada Liguori

Gennaio 8, 2026

Milano, 8 gennaio 2026 – L’argento vola ai massimi da tempo, toccando nella notte tra lunedì e martedì quota 82,7 dollari l’oncia sui mercati internazionali. Un livello che non si vedeva da un po’, dicono gli operatori. Nelle prime ore del mattino, il prezzo ha fatto un piccolo passo indietro, ma si è comunque mantenuto in rialzo del 2,7%, intorno agli 80 dollari l’oncia. È la conferma di una fase di grande instabilità che sta attraversando il mondo dei metalli preziosi.

Argento in volata: cosa sta succedendo davvero

Il nuovo sprint dell’argento arriva in un momento di forte incertezza sui mercati. Gli analisti di Borsa Italiana spiegano che la domanda di beni rifugio resta alta, spinta dalle tensioni geopolitiche e dai timori sull’inflazione. “Si cerca costantemente di trovare asset alternativi”, racconta un trader della City di Londra, contattato poco dopo la chiusura delle borse asiatiche. “L’oro resta il punto di riferimento, ma l’argento sta prendendo terreno anche per le sue applicazioni industriali”.

Secondo i dati di Bloomberg, negli ultimi giorni i volumi di scambio sull’argento sono saliti del 15%. Un segnale chiaro di nervosismo e attesa tra gli investitori. Non solo i piccoli risparmiatori: anche i grandi fondi stanno puntando di più sul metallo bianco, come mostrano le statistiche della Commodity Futures Trading Commission.

Perché l’argento corre così tanto?

Dietro la corsa dell’argento ci sono almeno due motivi principali. Da una parte, la domanda industriale che cresce. Il metallo è fondamentale per produrre pannelli solari, batterie e componenti elettronici. “La transizione verso le energie pulite sta cambiando le regole del gioco”, spiega ieri mattina Giovanni Ferri, analista di Intesa Sanpaolo. “Le aziende si stanno facendo scorte per non rischiare problemi nelle forniture”.

Dall’altra, c’è il fattore finanziario. Con i tassi d’interesse ancora alti e un’inflazione che non molla – negli Stati Uniti è al 3,4% secondo il Bureau of Labor Statistics – molti investitori cercano rifugio nei metalli preziosi. L’argento, meno caro dell’oro ma più mosso, è la scelta per chi vuole giocare sulle oscillazioni a breve termine.

Reazioni e cosa aspettarsi

La risposta del mercato non si è fatta attendere. A Piazza Affari, le società minerarie che estraggono argento hanno aperto in rialzo: Fresnillo e Polymetal hanno guadagnato rispettivamente il 3% e il 2,5% nelle prime ore di contrattazione. Anche a New York si è visto un aumento degli scambi sui titoli legati ai metalli preziosi.

Non tutti però sono convinti che questa corsa durerà a lungo. “Il mercato è molto sensibile alle notizie macro”, ammette un gestore milanese che preferisce restare anonimo. “Basta una parola della Federal Reserve o un dato sull’inflazione e tutto può ribaltarsi nel giro di poche ore”. In effetti, nelle ultime settimane abbiamo visto salite rapide seguite da correzioni altrettanto veloci, con oscillazioni anche del 5% in una sola giornata.

Banche centrali in gioco e incognite geopolitiche

Un altro fattore da tenere d’occhio sono le mosse delle banche centrali. Un report della World Silver Survey uscito ieri rivela che alcune stanno aumentando le riserve di metalli preziosi per diversificare. Questa tendenza potrebbe tenere su i prezzi, soprattutto se dovessero continuare le tensioni tra Stati Uniti e Cina o peggiorare le crisi in Medio Oriente.

In questo scenario, gli esperti invitano alla prudenza. “L’argento è un investimento interessante, ma molto volatile”, sottolinea Ferri. “Chi ci mette i soldi deve essere pronto a gestire grandi oscillazioni”.

Mercato in fermento: cosa ci riservano le prossime settimane

Per ora, il dato certo è uno: l’argento ha raggiunto in piena notte i 82,7 dollari l’oncia, poi si è stabilizzato poco sopra gli 80 dollari. Un livello che mancava da mesi e che ha riacceso l’attenzione degli investitori. Le prossime settimane saranno decisive per capire se si tratta di un fuoco di paglia o dell’inizio di una nuova fase di crescita per il metallo bianco. Nel frattempo, a Milano come a Londra, occhi fissi sui grafici e telefoni sempre caldi: nel mondo dei metalli preziosi, basta un niente per cambiare tutto, anche da un giorno all’altro.