Roma, 8 gennaio 2026 – La domanda globale di viaggi aerei è tornata a crescere a novembre 2025, segnando un +5,7% rispetto allo stesso mese dell’anno scorso. Lo ha annunciato l’Associazione Internazionale del Trasporto Aereo (Iata), che ha pubblicato i dati più recenti sul settore. Nel dettaglio, la capacità totale – cioè i posti chilometro offerti – è salita del 5,4% su base annua, mentre il fattore di riempimento ha toccato l’83,7%, un record per novembre.
Domanda internazionale in ripresa, motore del settore
A spingere la crescita è stata soprattutto la domanda internazionale, salita del 7,7% rispetto a novembre 2024. Anche la capacità su queste rotte è aumentata, con un +7,1% annuo. Il fattore di riempimento internazionale ha raggiunto l’84%, in leggero rialzo (+0,4%) rispetto all’anno precedente. Un segnale chiaro, secondo gli esperti, della voglia di viaggiare oltre confine, dopo anni segnati da pandemia e restrizioni.
Sul fronte della domanda interna, invece, la crescita è stata più modesta: +2,7% rispetto a novembre 2024. La capacità interna ha seguito lo stesso andamento (+2,7%), mentre il fattore di riempimento domestico è rimasto stabile all’83,2%, praticamente invariato rispetto a un anno fa.
Record di riempimento e problemi di produzione
Il dato più interessante riguarda proprio il fattore di riempimento complessivo: con l’83,7% tocca il livello più alto mai registrato a novembre. “A novembre 2025 la forte domanda di viaggi aerei è proseguita, con una crescita annua del 5,7%. I fattori di carico hanno raggiunto un nuovo record del 83,7% per il mese”, ha spiegato Willie Walsh, direttore generale della Iata.
Walsh ha sottolineato che le compagnie sono riuscite a far fronte alla domanda crescente “nonostante le limitazioni di capacità causate da problemi nella catena di fornitura”. Un chiaro riferimento ai ritardi e alle difficoltà che da mesi affliggono il settore aeronautico: consegne in ritardo, mancanza di componenti e una filiera ancora sotto pressione dopo anni turbolenti.
Oltre 17.000 ordini in sospeso: la sfida per il 2026
Secondo la Iata, uno degli obiettivi principali del 2026 sarà “aumentare la produzione per rispondere alle esigenze delle compagnie”. Il settore deve infatti fare i conti con un arretrato di oltre 17.000 ordini di aeromobili accumulati nel 2025. “Questo arretrato va smaltito nel 2026”, ha ribadito Walsh, sottolineando la necessità di un’accelerazione da parte dei costruttori.
Le grandi aziende – da Airbus a Boeing – stanno cercando di recuperare terreno, ma i tempi restano incerti. Fonti industriali sentite da alanews.it raccontano che alcune compagnie europee hanno già rivisto i piani di crescita per i prossimi due anni proprio a causa di questi ritardi nelle consegne.
Cosa significa per i passeggeri e cosa aspettarsi
Per chi viaggia, la domanda alta e la capacità limitata si traducono spesso in voli più pieni e prezzi in aumento rispetto al passato. Le prime stime degli operatori parlano di un incremento medio dei biglietti tra il 3 e il 5% sulle principali rotte intercontinentali. E questa tendenza potrebbe continuare anche nei primi mesi del 2026, almeno finché la produzione di nuovi aerei non tornerà a livelli normali.
Gli addetti ai lavori restano prudenti. “La ripresa c’è, ma è ancora fragile”, confida un manager di una compagnia europea che preferisce non farsi nominare. “Servono stabilità nella filiera e investimenti mirati per evitare nuovi intoppi”.
Nel frattempo, le compagnie puntano a sfruttare al meglio le flotte esistenti e a gestire con flessibilità le rotte. Un modo per tenere il passo in un mercato che, dopo anni difficili, sta tornando a correre, anche se senza ancora una vera certezza sul futuro.
