Borsa asiatica in ribasso: segnali di debolezza per i future europei

Borsa asiatica in ribasso: segnali di debolezza per i future europei

Borsa asiatica in ribasso: segnali di debolezza per i future europei

Matteo Rigamonti

Gennaio 8, 2026

Shanghai, 8 gennaio 2026 – Le Borse asiatiche hanno chiuso in rosso per il secondo giorno di fila. A trascinare il mercato verso il basso è stata soprattutto Hong Kong, che ha perso l’1,2%. L’incertezza ha contagiato anche gli altri principali listini della regione. A far scattare l’allarme sono state soprattutto le crescenti tensioni diplomatiche tra Giappone e Cina, che hanno spento l’entusiasmo degli investitori e bloccato ogni tentativo di ripresa dopo un inizio d’anno già turbolento.

Giappone e Cina: il gelo che mette in crisi i mercati

La giornata è partita con il segno meno sui mercati asiatici. A Tokyo si è registrato un calo dell’1,6%, mentre a Shanghai la chiusura è stata appena sotto la parità, con un -0,07%. Gli operatori parlano chiaro: a frenare gli scambi sono le tensioni tra Pechino e Tokyo, nate da questioni commerciali e dai contrasti territoriali nel Mar Cinese Orientale. “Gli investitori preferiscono stare alla finestra”, racconta un analista di Nomura Securities, “in attesa di capire come si muoveranno le autorità politiche”.

Shenzhen risponde con un segnale positivo grazie ai chip Nvidia

A fare eccezione è stato il mercato tecnologico di Shenzhen, che ha chiuso in leggero rialzo, +0,17%. Il motivo? La decisione delle autorità cinesi di permettere l’importazione dei chip Nvidia. Una mossa che potrebbe dare una boccata d’ossigeno alle aziende locali impegnate nello sviluppo dell’intelligenza artificiale e dei semiconduttori. “È un segnale importante, anche se la situazione generale resta delicata”, commenta un trader di Shenzhen. Il settore tech cinese, da mesi sotto pressione per le restrizioni americane e l’incertezza normativa, ha accolto la notizia con un cauto ottimismo.

Mercati globali: Wall Street tiene, Europa in affanno

L’apertura cinese ai chip Nvidia ha avuto un riflesso anche oltre oceano. I future sugli indici americani sono rimasti praticamente fermi nelle prime ore della mattina europea, segno che Wall Street potrebbe reggere dopo i recenti scossoni. Dagli Stati Uniti arrivano voci di una possibile opportunità per i produttori locali di semiconduttori, ma resta alta la guardia per le tensioni geopolitiche.

In Europa, invece, la giornata si annuncia difficile. I future sull’Euro Stoxx 50 hanno perso lo 0,06% intorno alle 7:45 italiane. Gli esperti delle grandi banche avvertono che l’incertezza dall’Asia potrebbe pesare sui mercati europei, già alle prese con dati economici poco incoraggianti e un rallentamento della crescita nei primi mesi del 2026.

Gli operatori restano cauti, la paura pesa sui mercati

“Il mercato sta scontando diversi fattori negativi”, spiega al telefono un gestore di fondi a Singapore. “Non solo le tensioni tra Cina e Giappone, ma anche i timori sull’inflazione globale e le mosse delle banche centrali”. Tra gli operatori asiatici, molti stanno riducendo l’esposizione ai titoli più rischiosi, in attesa di segnali più chiari da politica e economia.

A Hong Kong, la giornata si è svolta con scambi contenuti e un clima nervoso tra i piccoli risparmiatori. “Non sappiamo cosa aspettarci nei prossimi giorni”, confida una giovane investitrice davanti alla sede della Borsa centrale. “Ogni notizia sembra cambiare tutto in un attimo”.

Tutti gli occhi puntati sulle prossime mosse di Pechino e Tokyo

Gli operatori restano in attesa delle prossime decisioni di Cina e Giappone. Solo allora si potrà capire se la debolezza delle Borse asiatiche è solo un passaggio momentaneo o l’inizio di una fase più complicata. Nel frattempo, la parola d’ordine è prudenza. “Meglio aspettare”, ammette un broker di Hong Kong poco prima della chiusura. “Ora nessuno vuole correre rischi inutili”.