Milano, 8 gennaio 2026 – Le Borse europee hanno iniziato la settimana con un passo incerto, mentre gli investitori restano con gli occhi puntati sulle tensioni geopolitiche, soprattutto quelle che arrivano dal Venezuela. Intanto, i mercati attendono con attenzione una serie di dati macroeconomici in arrivo dagli Stati Uniti, che potrebbero cambiare l’umore degli operatori.
Energia in affanno dopo la mossa di Trump
La giornata si è aperta con un’atmosfera di incertezza, in particolare nel settore energetico. Il presidente americano Donald Trump ha annunciato che dagli scali di Caracas partirà verso gli Usa una fornitura di petrolio tra i 30 e i 50 milioni di barili. La notizia ha subito fatto sentire i suoi effetti: il prezzo del WTI è sceso dell’1,2%, fermandosi a 56,4 dollari al barile, mentre il Brent ha perso lo 0,8%, restando poco sopra i 60 dollari. A sorpresa, il gas naturale ha guadagnato il 2,56%, salendo a 29 euro al megawattora.
Secondo alcuni esperti di Piazza Affari, questa mossa americana potrebbe scuotere anche le strategie delle grandi compagnie europee. “Il mercato vuole capire se si tratta di un’operazione isolata o l’inizio di un cambiamento nei rapporti tra Washington e Caracas”, ha detto un trader milanese poco dopo l’apertura.
Milano senza slanci, utilities in evidenza
A Piazza Affari la cautela è di casa. L’indice Ftse Mib ha segnato un piccolo rialzo dello 0,12%, a quota 45.810 punti verso le 11.30, senza particolari scossoni. A brillare sono state soprattutto le società delle utilities: Italgas ha messo a segno un +5,4%, seguita da Snam (+2%), A2a (+2,7%), Hera (+2,6%) ed Enel (+2%). In calo invece i titoli legati al settore energetico tradizionale: Tenaris ha lasciato sul campo il 3,2%, Saipem il 3% e Eni il 2,3%.
Un operatore della City milanese ha commentato: “Le utilities stanno beneficiando della risalita del gas e di una domanda interna ancora solida. Sull’oil pesa invece la volatilità internazionale”.
Le altre piazze europee e i metalli preziosi
In Europa la situazione è mista. A metà mattina, Parigi cedeva lo 0,27%, mentre Londra arretrava dello 0,5%. Meglio andava a Madrid (+0,1%) e soprattutto a Francoforte, che guadagnava lo 0,45%. Attenzione anche ai metalli preziosi: l’oro è salito dello 0,3%, raggiungendo i 4.465 dollari l’oncia, mentre l’argento ha fatto un balzo del 2,2%, a 79,5 dollari l’oncia.
Fonti di mercato londinesi spiegano che la domanda d’oro resta forte, visto che gli investitori cercano un porto sicuro in un momento di incertezza geopolitica. “Cercano protezione e diversificazione”, ha detto un analista della City.
Titoli di Stato e valute: lo spread non si muove
Sul fronte dei titoli di Stato si è registrata una lieve discesa dei rendimenti. Il decennale italiano scende al 3,49%, più del calo dell’Oat francese, stabile poco sotto il 3,52%. Il Bund tedesco si attesta al 2,8%, mentre i futures sui Treasury americani restano al 4,15%. Lo spread tra Btp e Bund resta fermo a 69 punti base, segno che per ora gli investitori internazionali non mostrano particolare preoccupazione per l’Italia.
Sul mercato dei cambi, l’euro si mantiene stabile sul dollaro, con un cambio intorno a 1,1683, senza variazioni importanti rispetto alla chiusura precedente.
Attesa per i dati Usa: cosa succederà?
Gli operatori guardano con attenzione ai dati americani in arrivo nel pomeriggio, tra cui quelli su occupazione e inflazione, che potrebbero dare una direzione più chiara ai mercati nelle prossime ore. “La situazione resta fragile e molto dipenderà dalle mosse delle banche centrali”, ha confidato un gestore di fondi europeo.
Per il momento, la parola d’ordine è prudenza. Con uno sguardo fisso alle notizie che arrivano da Caracas e Washington.
