Btp Green: il Tesoro conquista 20 miliardi con una domanda record di oltre 265 miliardi

Btp Green: il Tesoro conquista 20 miliardi con una domanda record di oltre 265 miliardi

Btp Green: il Tesoro conquista 20 miliardi con una domanda record di oltre 265 miliardi

Matteo Rigamonti

Gennaio 8, 2026

Roma, 8 gennaio 2026 – Il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha reso noti oggi i risultati dell’emissione dual tranche di titoli di Stato. La domanda complessiva ha superato i 265 miliardi di euro per il nuovo Btp a 7 anni e la riapertura del Btp Green 2046. L’operazione, chiusa ieri sera, è stata condotta tramite sindacato, con sei lead manager internazionali al lavoro: tra questi Banca Monte dei Paschi di Siena, Barclays, BNP Paribas, Crédit Agricole, Morgan Stanley e NatWest.

Nuovo Btp a 7 anni, boom di richieste

Il nuovo Btp a 7 anni, con scadenza al 15 marzo 2033 e godimento dal 15 gennaio 2026, ha raccolto ordini per circa 150 miliardi di euro. L’importo effettivamente emesso è stato di 15 miliardi di euro, con un tasso annuo del 3,15%, pagato in due cedole semestrali. Il titolo è stato piazzato a un prezzo di 99,901, che si traduce in un rendimento lordo annuo all’emissione del 3,191%.

Fonti del Tesoro sottolineano come la domanda, dieci volte superiore all’offerta, rifletta la fiducia degli investitori istituzionali nella solidità del debito pubblico italiano. “Abbiamo visto una forte partecipazione da parte di fondi pensione, assicurazioni e asset manager europei”, ha detto un funzionario del MEF coinvolto nell’operazione. Il regolamento dell’emissione è previsto per il prossimo 15 gennaio.

Btp Green 2046, la risposta degli investitori è da record

Non meno rilevante è stata la risposta per la riapertura del Btp Green con scadenza il 30 aprile 2046. Il titolo, che finanzia progetti legati alla transizione ecologica e alla sostenibilità, ha raccolto una domanda superiore a 115 miliardi di euro. L’importo collocato è stato di 5 miliardi di euro, con un tasso annuo del 4,10% e godimento dal 30 ottobre 2025. Il prezzo di emissione si è attestato a 99,778, per un rendimento lordo annuo del 4,158%.

Il MEF ha evidenziato come la parte “green” del debito pubblico italiano continui ad attirare capitali da investitori attenti ai criteri ESG (ambientali, sociali e di governance). “La forte risposta al Btp Green conferma l’interesse crescente verso strumenti finanziari sostenibili”, ha commentato una fonte vicina al dossier. Tra i sottoscrittori, spiccano fondi specializzati in investimenti responsabili e banche centrali europee.

Come è andata l’operazione e il ruolo dei lead manager

Il collocamento dei due titoli è stato gestito tramite sindacato, ovvero un gruppo ristretto di banche internazionali ha raccolto gli ordini e assegnato i titoli. Oltre ai sei lead manager principali – con nomi come Morgan Stanley e Crédit Agricole – hanno lavorato anche altri specialisti in titoli di Stato italiani come co-lead manager.

Operatori del mercato primario spiegano che la scelta della doppia tranche ha permesso al Tesoro di puntare su due segmenti diversi della curva dei rendimenti: da una parte la scadenza intermedia del Btp a 7 anni, dall’altra l’orizzonte più lungo e tematico del Btp Green. “Questa strategia ha aiutato a massimizzare la raccolta senza far scendere i prezzi”, ha detto un trader londinese contattato nel pomeriggio.

Cosa significa per il debito pubblico e le reazioni degli esperti

L’operazione fa parte della gestione attiva del debito pubblico italiano, che nel 2025 dovrà affrontare scadenze per oltre 300 miliardi di euro. Gli analisti vedono il successo dell’emissione come un segnale positivo per la stabilità finanziaria del Paese, nonostante tassi ancora alti e mercati globali turbolenti.

Nei desk delle banche d’affari la notizia è stata accolta con una certa soddisfazione. “La domanda così forte dimostra che l’Italia resta un emittente affidabile per gli investitori internazionali”, ha osservato un gestore obbligazionario a Milano. Ma non mancano voci che invitano a non abbassare la guardia: “La vera sfida sarà mantenere questa fiducia anche nei prossimi mesi, quando le condizioni economiche potrebbero cambiare”.

Il regolamento delle operazioni è fissato per il 15 gennaio. Da quel momento, i nuovi titoli potranno essere scambiati sui mercati secondari.