Cina critica il sequestro arbitrario della petroliera russa da parte degli Stati Uniti

Cina critica il sequestro arbitrario della petroliera russa da parte degli Stati Uniti

Cina critica il sequestro arbitrario della petroliera russa da parte degli Stati Uniti

Matteo Rigamonti

Gennaio 8, 2026

Washington, 8 gennaio 2026 – Il sequestro della petroliera Marinera, ex Bella 1, da parte delle autorità statunitensi al largo delle coste caraibiche ha riacceso la tensione tra Stati Uniti, Venezuela, Russia e Cina. La nave, battente bandiera russa e collegata a società venezuelane, è stata fermata con l’accusa di violare le sanzioni imposte da Washington contro il regime di Caracas. L’episodio, avvenuto in acque internazionali, ha provocato una dura reazione di Pechino.

Cina: “Un atto arbitrario che viola il diritto internazionale”

Durante il consueto briefing con la stampa, la portavoce del ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha definito il sequestro “un atto arbitrario contro navi di altri Paesi in alto mare”. Per Pechino si tratta di una “grave violazione del diritto internazionale”, che riporta in primo piano il tema delle sanzioni unilaterali. “La Cina si è sempre opposta a sanzioni illegali, senza basi giuridiche e non approvate dal Consiglio di Sicurezza Onu”, ha detto Mao Ning, sottolineando la contrarietà del governo cinese a “qualsiasi azione che vada contro gli obiettivi e i principi della Carta delle Nazioni Unite”.

Questa posizione non è una novità. In passato Pechino ha già criticato le restrizioni imposte dagli Stati Uniti a paesi terzi, soprattutto quando non sono sostenute da un mandato Onu. “Queste misure ledono la sovranità e la sicurezza di altri Stati”, ha ribadito la portavoce, lasciando intendere che la Cina potrebbe portare la questione anche in sedi internazionali.

Sanzioni e tensioni: un quadro già carico

Il sequestro della Marinera arriva in un momento di forte tensione tra Washington e Caracas. Gli Stati Uniti accusano il governo di Nicolás Maduro di violazioni dei diritti umani e di mettere a rischio la democrazia, giustificando così le sanzioni al settore petrolifero venezuelano. Secondo fonti americane, la petroliera trasportava greggio venezuelano verso mercati esteri, violando le restrizioni decise dal Tesoro degli Usa.

La presenza della bandiera russa ha complicato ulteriormente la situazione. Mosca, alleata storica di Caracas, ha espresso preoccupazione per quelle che definisce “azioni provocatorie” degli Stati Uniti nella regione. Fonti diplomatiche russe avvertono che questo fermo potrebbe diventare “un precedente pericoloso” nelle relazioni internazionali.

Reazioni dal mondo e possibili sviluppi

La vicenda della Marinera rischia di allargare la crisi. Da Mosca a Pechino, passando per Caracas, i toni si sono fatti più duri. Il governo venezuelano ha parlato di “pirateria internazionale”, mentre la Russia ha chiesto chiarimenti ufficiali attraverso i canali diplomatici. A Washington, invece, la linea è netta: “Le sanzioni sono uno strumento legittimo per contrastare regimi che minacciano la stabilità regionale”, ha detto un portavoce del Dipartimento di Stato.

Alcuni analisti indicano che il caso potrebbe finire sul tavolo del prossimo Consiglio di Sicurezza Onu. Non è escluso che la Cina porti la questione davanti agli organismi internazionali. Intanto, la petroliera resta sotto sequestro in un porto caraibico, mentre le autorità americane continuano a indagare sulla provenienza e la destinazione del carico.

Il nodo delle sanzioni unilaterali

Al centro della disputa resta il tema delle sanzioni unilaterali. Pechino insiste sulla necessità di rispettare il diritto internazionale e i meccanismi multilaterali previsti dalla Carta Onu. “Solo il Consiglio di Sicurezza può autorizzare misure restrittive di questo tipo”, ha ricordato Mao Ning ai giornalisti.

Gli Stati Uniti, dal canto loro, difendono le loro mosse come necessarie per proteggere gli interessi nazionali e la sicurezza globale. Una posizione che però continua a suscitare critiche, non solo dai governi direttamente coinvolti, ma anche da osservatori internazionali.

Una crisi dai confini incerti

La crisi diplomatica nata dal sequestro della Marinera mette in luce quanto sia fragile l’equilibrio tra le grandi potenze su temi delicati come il commercio energetico e la sovranità nazionale. Nelle prossime settimane si attendono nuove prese di posizione e possibili sviluppi sul piano legale e politico. Per ora, l’attenzione resta alta sulle mosse di Stati Uniti, Cina, Russia e Venezuela.