Milano, 8 gennaio 2026 – Emilio Gabriel Valdez Velazco, 57 anni, ha confessato questa mattina nel carcere di San Vittore l’omicidio di Aurora Livoli, la ragazza di 19 anni trovata morta pochi giorni fa in un appartamento alla periferia nord di Milano. Durante l’interrogatorio con il pubblico ministero Antonio Pansa e la collega Letizia Mannella, l’uomo ha ammesso anche di aver abusato della giovane. A dare la notizia è stato il suo avvocato, Massimiliano Migliara, che ha parlato di “ammissioni inserite in un quadro meramente indiziario”.
La confessione in carcere: cosa ha detto Valdez Velazco
Secondo il legale, Valdez Velazco avrebbe raccontato di non aver capito subito cosa aveva fatto. “Solo il giorno dopo, guardando i servizi in tv, ha realizzato di averla uccisa”, ha spiegato Migliara ai giornalisti fuori dal tribunale. L’uomo ha detto anche di aver vegliato a lungo sul corpo della ragazza, convinto che fosse solo “addormentata”. Un particolare che, secondo gli investigatori, confermerebbe il suo stato di confusione dopo i fatti.
Le indagini: gli elementi raccolti finora
Gli agenti della Squadra Mobile di Milano, coordinati dalla Procura, avevano già raccolto diversi indizi contro il 57enne. In particolare, le telecamere di sorveglianza e alcune testimonianze dei vicini hanno ricostruito gli ultimi spostamenti di Aurora e di Valdez Velazco. Stando alle prime ricostruzioni, la giovane è stata vista entrare nell’appartamento di via Padova intorno alle 20 di sabato scorso. Da quel momento nessuno l’ha più vista uscire.
Le parole dell’avvocato e la posizione dell’indagato
“Il mio assistito ha collaborato con gli inquirenti, rispondendo a tutte le domande”, ha detto Migliara. Tuttavia, il difensore ha sottolineato che le ammissioni sono “in un quadro indiziario”, lasciando intendere che la difesa potrebbe puntare a una diversa interpretazione dei fatti o a una valutazione dello stato mentale dell’uomo al momento del delitto. “Ha detto di non aver avuto piena consapevolezza di quello che è successo”, ha aggiunto, aprendo la strada a una possibile perizia psichiatrica.
La reazione del quartiere e della famiglia
Nel quartiere dove abitava Aurora Livoli, la notizia della confessione ha scosso profondamente la comunità. Alcuni residenti di via Padova si sono fermati davanti al portone dell’edificio dove è avvenuto il delitto, lasciando fiori e biglietti. “Era una ragazza solare, sempre gentile con tutti”, ha raccontato una vicina, visibilmente commossa. La famiglia della vittima, assistita dall’avvocato Giulia Rinaldi, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali ma, secondo fonti vicine, ha chiesto “rispetto e silenzio” in queste ore difficili.
Cosa succede ora: gli sviluppi attesi
La Procura di Milano ha annunciato che nelle prossime ore saranno fatti nuovi accertamenti tecnici nell’appartamento e sugli oggetti sequestrati. Gli investigatori attendono anche i risultati degli esami tossicologici e autoptici disposti sul corpo della ragazza. Saranno fondamentali per capire meglio cosa è successo e se ci fossero sostanze in grado di influenzare lo stato di coscienza dei protagonisti.
Milano sotto shock: un caso che fa discutere
La vicenda di Aurora Livoli ha riacceso il dibattito sulla sicurezza nelle periferie e sulla protezione dei giovani. Il sindaco Giuseppe Sala, incontrato a Palazzo Marino, ha espresso “vicinanza alla famiglia” e chiesto “più attenzione da parte delle istituzioni”. Nel frattempo, la comunità locale si interroga sulle cause di questa tragedia, che ha lasciato senza parole chi conosceva la ragazza.
Le indagini continuano senza sosta. Gli inquirenti non escludono nuovi sviluppi già nei prossimi giorni.
