Vasto, 8 gennaio 2026 – Catherine Birmingham, madre dei tre bambini noti come la “famiglia nel bosco” di Palmoli, è stata descritta come “diffidente” e “infastidita” dagli operatori della casa famiglia di Vasto, dove i minori sono ospitati dal 20 novembre scorso. L’ultima relazione inviata al tribunale per i minorenni dell’Aquila poco prima di Natale fa luce su un capitolo delicato di questa vicenda che da mesi tiene banco in Abruzzo.
Operatori sociali: una madre resistente alle regole
Nel documento, firmato dall’assistente sociale e dagli educatori della struttura, si legge che la madre “non vuole che ai figli venga insegnato nulla” e si oppone alle indicazioni del personale. Fonti vicine al caso spiegano che questo atteggiamento richiama uno dei motivi che hanno portato all’allontanamento dei bambini: le condizioni igieniche precarie della casa nel bosco e la scelta educativa molto rigida della coppia.
Gli operatori sottolineano anche che Catherine Birmingham “non si prende cura degli ambienti in cui ora vive”. Questo, secondo loro, confermerebbe le difficoltà della donna ad adattarsi alle regole della comunità. La madre, che abita nello stesso edificio dei figli ma su un piano diverso, può vederli solo durante i pasti. Una misura decisa dai giudici per proteggere il percorso di inserimento dei minori.
La difesa: una madre pronta a collaborare
La versione degli operatori non è però condivisa dalla difesa della famiglia. Gli avvocati sostengono che la donna è “disponibile a iniziare un percorso di collaborazione”, come confermano anche i consulenti tecnici. Lo psichiatra Tonino Cantelmi e la psicologa Martina Aiello descrivono Catherine come una madre “molto provata dal peso emotivo”, più che intenzionalmente contraria alle regole.
“Non è ostilità a priori – spiega Cantelmi – ma una reazione comprensibile alla separazione forzata dai figli e a un ambiente completamente nuovo”. La difesa ricorda inoltre che la madre ha mostrato apertura su alcuni punti, come la disponibilità a vaccinare i bambini e l’ingresso di un’insegnante per l’istruzione a domicilio.
I bambini e il prossimo capitolo in tribunale
Per quanto riguarda i minori, la relazione evidenzia una “buona capacità di adattamento” alla vita in comunità. Tuttavia, Cantelmi mette in guardia sul fatto che i bambini tendono a “colpevolizzarsi” per la separazione dai genitori, un rischio da tenere sotto controllo. “La separazione è un trauma reale – ribadisce lo psichiatra – e va gestita con molta attenzione”.
Il prossimo appuntamento importante è fissato per il 23 gennaio: partirà la perizia disposta dal tribunale. Nel frattempo, fonti legali confermano che non sono previsti cambiamenti nelle visite tra genitori e figli né nelle condizioni di permanenza nella casa famiglia.
Una famiglia ancora divisa e sotto pressione
Intanto, la famiglia resta divisa. Il padre, riferisce il sindaco di Palmoli, ha potuto vedere i bambini solo per un’ora a Capodanno e sempre sotto controllo. Una situazione che continua a generare tensioni. “Sono deluso e preoccupato”, avrebbe confidato dopo l’incontro.
Restano aperte altre questioni: la madre ha chiesto una seconda visita pediatrica per la figlia, ma la richiesta è stata respinta dalla tutrice. E ci sono dubbi sui tempi delle decisioni giudiziarie. Nel frattempo, nella comunità abruzzese cresce l’attesa per la perizia, che potrebbe cambiare le carte in tavola.
La storia della “famiglia nel bosco”, partita tra le colline di Palmoli e ora tra tribunali e comunità protette, continua a far riflettere istituzioni e opinione pubblica su dove finisce la libertà educativa e dove inizia la tutela dei minori. Una risposta chiara, per ora, non c’è.
