Cooperazione globale: buoni risultati, ma serve un impegno maggiore

Cooperazione globale: buoni risultati, ma serve un impegno maggiore

Cooperazione globale: buoni risultati, ma serve un impegno maggiore

Matteo Rigamonti

Gennaio 8, 2026

Davos, 8 gennaio 2026 – La cooperazione globale resiste, anche se le tensioni che mettono a dura prova il multilateralismo non si placano. È questo il quadro che emerge dal Barometro della Cooperazione Globale 2026, presentato oggi dal Forum economico mondiale, a pochi giorni dall’inizio del meeting di Davos. Il rapporto segnala però che la collaborazione tra Stati resta “sotto il livello necessario” per affrontare sfide cruciali in campo economico, di sicurezza e ambientale. In un clima geopolitico incerto e segnato dalle rivalità, il messaggio è chiaro: è tempo di ripensare le strategie.

Barometro 2026: come funziona e cosa misura

Questa terza edizione del Barometro, realizzata insieme a McKinsey & Company, si basa su 41 indicatori. Cinque i settori presi in esame: commercio e capitali, innovazione e tecnologia, clima e risorse naturali, salute e benessere, pace e sicurezza. Per ogni area sono stati raccolti dati quantitativi e qualitativi dell’ultimo anno, con l’obiettivo di offrire una fotografia aggiornata delle relazioni tra Paesi.

Gli autori sottolineano che “un dialogo aperto e costruttivo rimane fondamentale per trovare vie di collaborazione basate su interessi comuni”. Il documento evidenzia che, pur resistendo, la cooperazione è ancora lontana da ciò che serve per affrontare le grandi sfide globali.

Commercio, capitali e innovazione: luci e ombre

Sul fronte del commercio internazionale e dei flussi di capitale, il Barometro parla di una stabilità relativa. Le catene di approvvigionamento globali hanno retto agli ultimi shock – dalla crisi energetica alle tensioni tra Stati Uniti e Cina – ma restano problemi strutturali. “In alcune aree sono aumentate barriere tariffarie e restrizioni agli investimenti”, si legge nel rapporto.

Per quanto riguarda innovazione e tecnologia, la cooperazione appare più divisa. Da un lato la ricerca scientifica internazionale continua a dare risultati — basti pensare ai progetti congiunti su intelligenza artificiale e salute digitale — ma dall’altro emergono nuove fratture su standard tecnologici e proprietà intellettuale. “La competizione su semiconduttori e dati digitali rischia di approfondire le divisioni”, spiegano gli analisti coinvolti.

Clima, salute e sicurezza: la sfida aperta della governance

Nel capitolo dedicato a clima e risorse naturali i progressi sono limitati. Gli impegni presi alla COP28 di Dubai sono stati giudicati “insufficienti” dagli esperti del Forum. Le emissioni restano alte e la transizione verso le energie rinnovabili procede a velocità diverse tra le grandi economie. “Serve una governance più efficiente per coordinare gli sforzi”, ha ammesso uno dei relatori.

Sul fronte della salute globale, la cooperazione ha mostrato segnali incoraggianti nelle recenti emergenze – come la risposta coordinata all’epidemia influenzale del 2025 – ma restano forti disuguaglianze nell’accesso a vaccini e cure. “La pandemia ha insegnato che nessuno può farcela da solo”, ha ricordato un funzionario dell’OMS presente alla presentazione.

Infine, il pilastro della pace e sicurezza è il più fragile. I conflitti regionali – dall’Ucraina al Medio Oriente – hanno ridotto gli spazi per il dialogo multilaterale. Secondo il Barometro, “la fiducia tra Stati è ai minimi storici”, con conseguenze dirette sulla capacità di prevenire escalation militari o attacchi informatici.

Davos 2026: il banco di prova della diplomazia

Il summit di Davos, in programma dal 21 gennaio, sarà un test cruciale per la diplomazia mondiale. I leader dovranno affrontare temi caldi come la regolamentazione dell’intelligenza artificiale, la riforma delle istituzioni multilaterali e le strategie per la decarbonizzazione.

“Nonostante le difficoltà, la cooperazione globale non è crollata”, ha detto Klaus Schwab, fondatore del Forum economico mondiale. “Ma serve un impegno comune per rilanciare il dialogo e superare le divisioni”.

Il Barometro della Cooperazione Globale 2026 offre una fotografia chiara: la tenuta c’è, ma non basta. Solo un rilancio vero del multilateralismo potrà garantire risposte efficaci alle crisi di economia, sicurezza e ambiente. E proprio da Davos potrebbe arrivare il segnale che tutti attendono.