Dnipro, 8 gennaio 2026 – Nella notte tra lunedì e martedì, oltre un milione di famiglie nella regione di Dnipropetrovsk, nel cuore dell’Ucraina centrale, si sono ritrovate senza acqua ed elettricità. Tutto a causa di una serie di attacchi russi che hanno colpito gli impianti energetici. A dare la notizia è stato Oleksii Kuleba, vice premier e ministro dello Sviluppo Comunitario e Territoriale, con una serie di messaggi pubblicati sui social nelle prime ore del mattino.
Notte di esplosioni e blackout diffusi
Le autorità locali hanno riferito che le esplosioni sono iniziate poco dopo le 2:30, colpendo diversi impianti energetici nella zona. A Dnipro, principale città della regione, molti abitanti hanno visto colonne di fumo e luci tremolanti all’orizzonte. “Abbiamo sentito un forte boato, poi è saltata la corrente in tutto il quartiere”, racconta Iryna Kovalenko, insegnante di 42 anni che abita nel distretto di Amur-Nyzhnodniprovskyi. In alcune aree, già prima dell’alba l’acqua non usciva più dai rubinetti.
Riparazioni in corso, priorità ai servizi essenziali
“I lavori di riparazione sono già cominciati”, ha scritto Kuleba su Telegram, cercando di tranquillizzare la popolazione sull’impegno delle squadre tecniche. Le priorità sono chiare: riattivare l’energia negli ospedali, nelle scuole e nei centri di accoglienza. In diversi quartieri sono stati messi in funzione i generatori mobili per garantire almeno i servizi fondamentali. “Stiamo lavorando senza sosta – ha aggiunto il vice premier – ma la situazione resta difficile”. Con le temperature intorno allo zero durante la notte, la mancanza di riscaldamento è un problema serio per migliaia di famiglie.
Il blackout colpisce milioni di persone
Secondo il governo regionale, oltre 1,2 milioni di persone sono senza corrente. Le scuole sono rimaste chiuse nella mattinata dell’8 gennaio, mentre molti negozi e uffici hanno abbassato le serrande. “Non possiamo lavorare senza elettricità – confida un commerciante del mercato centrale – e la gente teme che la situazione peggiori”. Le autorità hanno chiesto ai cittadini di limitare gli spostamenti e di usare con attenzione l’acqua rimasta.
Una regione nel mirino
La regione di Dnipropetrovsk è già stata colpita in passato da raid missilistici. È un punto chiave per la distribuzione dell’energia nell’Ucraina centrale. Negli ultimi mesi, spiega l’agenzia Ukrenergo, gli attacchi contro le infrastrutture critiche sono aumentati: solo a dicembre ci sono stati almeno sette episodi simili. “La rete elettrica è sotto pressione continua”, ha detto un portavoce della compagnia nazionale. Gli esperti temono che questi danni possano avere effetti anche sulle regioni vicine.
La risposta delle autorità e l’appello al mondo
Il governo ucraino ha chiesto aiuto alla comunità internazionale per proteggere meglio le infrastrutture energetiche. “Serve un sostegno concreto per difendere la nostra rete”, ha detto Kuleba in un’intervista alla tv pubblica. Nel frattempo, tecnici e volontari lavorano senza sosta per riportare tutto alla normalità. “Non molliamo”, ha detto un operatore della protezione civile davanti a una sottostazione danneggiata.
Il futuro resta incerto
Gli analisti avvertono: il rischio di nuovi blackout resta alto nelle prossime settimane. Le autorità invitano la popolazione a prepararsi a possibili interruzioni prolungate. “La forza della nostra gente viene messa alla prova ogni giorno”, ha detto il sindaco di Dnipro, Borys Filatov. Ma per le strade della città si respira una determinazione silenziosa. “Siamo abituati a resistere”, racconta una donna in fila davanti a una cisterna d’acqua.
Mentre si aspetta che luce e acqua tornino a Dnipropetrovsk, l’attenzione resta alta sulle condizioni della gente e sulle prossime mosse del conflitto.
