Il misterioso addestramento degli astronauti cinesi: sei giorni tra le grotte per la Luna

Il misterioso addestramento degli astronauti cinesi: sei giorni tra le grotte per la Luna

Il misterioso addestramento degli astronauti cinesi: sei giorni tra le grotte per la Luna

Matteo Rigamonti

Gennaio 8, 2026

Pechino, 8 gennaio 2026 – Ventotto astronauti cinesi hanno passato sei giorni e cinque notti nelle profondità di grotte naturali nel sud-ovest della Cina, immersi in un buio totale e tra pareti umide, per un addestramento senza precedenti. L’obiettivo, spiegano fonti ufficiali, è preparare gli equipaggi alle missioni lunari che la Cina vuole realizzare entro il 2030. Un test duro, pensato per mettere alla prova non solo la resistenza fisica, ma anche la forza mentale degli astronauti, messi a dura prova dall’isolamento e dallo stress.

Addestramento in grotta: la Cina punta dritto alla Luna

Il programma si è svolto in una zona montuosa della provincia di Chongqing. I partecipanti, divisi in quattro squadre, hanno affrontato temperature fisse a 8 gradi e un’umidità quasi al 99%. Nessuna luce naturale, comunicazioni ridotte al minimo, simulazioni di emergenze mediche e mappatura di ambienti sconosciuti: tutto studiato per riprodurre la solitudine e le difficoltà tipiche delle missioni spaziali di lunga durata.

Secondo la China Central Television, l’istruttore Jiang Yuan, del Centro cinese per la ricerca e l’addestramento degli astronauti, ha sottolineato che “i dati raccolti saranno fondamentali per mettere a punto sistemi di supporto psicologico per gli astronauti che in futuro opereranno sulla stazione spaziale o sulla Luna”. La salute mentale è diventata un tema centrale negli ultimi anni, soprattutto nella preparazione degli equipaggi internazionali.

Un modello europeo, ma fatto alla cinese

Non è la prima volta che si fa un addestramento del genere. L’Agenzia Spaziale Europea (ESA) porta da anni gli astronauti a lavorare in grotte e giungle con il programma Caves. Per la Cina, però, è una novità assoluta. Tra i responsabili del progetto c’è l’astronauta Guangfu Ye, veterano delle missioni sulla stazione Tiangong, che nel 2016 aveva partecipato proprio a una sessione Caves dell’ESA.

Ye ha spiegato che “rispetto all’addestramento europeo, il nostro team di supporto è intervenuto il meno possibile. Così abbiamo spinto gli astronauti a fare affidamento sulle proprie capacità, a prendere iniziative e risolvere problemi da soli”. Una scelta studiata per riprodurre le condizioni reali in cui gli equipaggi dovranno decidere in autonomia, a migliaia di chilometri dalla Terra.

Isolamento, stress e squadra: le nuove sfide dei Taikonauti

Durante i giorni trascorsi nelle grotte, i taikonauti – così si chiamano gli astronauti cinesi – hanno dovuto fare i conti con turni di riposo ridotti, pasti controllati e comunicazioni intermittenti con il centro di controllo. Le squadre si sono alternate nella mappatura degli spazi sotterranei, affrontando anche esercitazioni di pronto soccorso in condizioni estreme.

“Non è stato facile restare concentrati”, ha raccontato uno dei partecipanti ai media locali, “ma proprio queste difficoltà ci hanno fatto capire quanto sia importante lavorare insieme, soprattutto quando si è tagliati fuori dal resto del mondo”. I primi bilanci degli istruttori parlano di punti deboli individuati, ma anche di strategie efficaci per affrontare lo stress prolungato.

Verso il 2030: la corsa cinese allo spazio profondo

La Cina ha messo nel mirino di portare un proprio equipaggio sulla Luna entro la fine del decennio. Il piano prevede la costruzione di una base permanente e missioni con altri Paesi asiatici. L’addestramento nelle grotte è solo una tappa di un percorso più ampio, che include anche prove in ambienti desertici e polari.

Fonti governative dicono che i dati raccolti in questa sessione saranno analizzati nei prossimi mesi per migliorare i criteri di selezione e la preparazione degli astronauti. “Solo così capiremo fino a che punto può spingersi l’uomo in missioni spaziali di lunga durata”, ha ammesso Jiang Yuan.

In attesa del prossimo lancio verso la stazione Tiangong, la Cina continua a puntare su formazione e ricerca. Il silenzio delle grotte di Chongqing ha fatto da sfondo a una sfida che guarda dritto al futuro dell’esplorazione spaziale.