Roma, 8 gennaio 2026 – È arrivato al Ministero dell’Economia e delle Finanze il decreto attuativo che regola l’accesso all’iper e super ammortamento per le imprese, previsto dalla recente legge di bilancio. A trasmetterlo è stato il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), che ora attende il via libera dalla Ragioneria generale dello Stato. Solo dopo questo passaggio, il testo sarà inviato alla Corte dei Conti per la registrazione. Una misura molto attesa da molte aziende, pensata per spingere la trasformazione tecnologica e digitale e incentivare l’autoproduzione di energia rinnovabile.
Tempi e modalità delle comunicazioni: cosa devono fare le imprese
Il decreto stabilisce che le imprese interessate dovranno inviare una o più comunicazioni preventive per ogni struttura produttiva coinvolta negli investimenti. Questi avvisi andranno trasmessi tramite una piattaforma digitale, la cui apertura sarà fissata da uno o più decreti direttoriali del Mimit. Dopo che il Gestore dei Servizi Energetici (Gse) avrà dato parere positivo, le aziende avranno due mesi per inviare la comunicazione di conferma. Infine, una comunicazione di completamento dovrà essere presentata “al termine degli investimenti e comunque entro il 15 novembre 2028”.
I requisiti tecnici e i controlli: cosa serve per accedere al beneficio
Il decreto, suddiviso in undici articoli, spiega nel dettaglio come funziona la procedura per ottenere il beneficio. Gli investimenti agevolabili riguardano l’acquisto di beni strumentali nuovi, utili alla digitalizzazione dei processi produttivi o all’autoproduzione e autoconsumo di energia da fonti rinnovabili. Un punto importante: i beni devono essere prodotti in uno degli Stati membri dell’Unione europea o in Paesi che fanno parte dell’Accordo sullo Spazio economico europeo.
Per dimostrare che i beni rispettano i requisiti, le imprese dovranno presentare una perizia asseverata, accompagnata da un’analisi tecnica dettagliata. Inoltre, serviranno attestazioni che confermino la provenienza comunitaria dei beni oggetto di maggiorazione. Il Gse si occuperà di effettuare verifiche documentali e controlli sugli investimenti agevolati, per assicurare che tutto sia in regola.
Quando si perde il diritto al beneficio
Il decreto elenca sei casi che portano alla decadenza dal diritto al beneficio. Tra questi, mancanza di uno o più requisiti, mancata presentazione delle comunicazioni nei tempi previsti, o irregolarità emerse durante i controlli. Se dovessero emergere problemi, le aziende rischiano di perdere l’agevolazione e di dover restituire quanto già ottenuto.
Cosa si vuole ottenere e quali sono i prossimi passi
Il governo punta a sostenere la competitività delle imprese italiane, spingendo su investimenti in tecnologie avanzate e nella produzione autonoma di energia pulita. La finestra per gli investimenti va dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028. “Vogliamo accompagnare il tessuto produttivo verso una transizione digitale ed energetica concreta”, ha detto una fonte del Mimit.
La piattaforma digitale per gestire le domande sarà attivata solo dopo l’adozione dei decreti direttoriali. Nel frattempo, le imprese dovranno aspettare indicazioni precise sulle procedure. Dopo il controllo della Ragioneria generale dello Stato e il passaggio alla Corte dei Conti, il decreto entrerà in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.
Che impatto avrà sulle imprese
Secondo le stime degli addetti ai lavori, la nuova disciplina sull’iper e super ammortamento potrebbe coinvolgere migliaia di aziende, soprattutto nel settore manifatturiero e in quello energetico. L’incentivo punta a far crescere gli investimenti in macchinari innovativi, sistemi digitali e impianti per la produzione di energia rinnovabile, con un’attenzione particolare alla filiera nazionale ed europea.
Le associazioni di categoria hanno accolto positivamente la misura, chiedendo però “tempi certi e procedure snelle”, come ha sottolineato Marco Falcinelli, presidente di Confindustria Energia. Solo così, spiegano gli esperti, si potrà capire davvero se l’intervento sarà in grado di rilanciare la competitività del sistema produttivo italiano.
