Roma, 8 gennaio 2026 – Sono 22.688 gli studenti che hanno superato il test di Medicina per l’anno accademico 2025/2026, a fronte di 17.278 posti disponibili nelle università italiane. Il dato, diffuso ieri dal Ministero dell’Università e della Ricerca, segna un cambio di passo rispetto al passato: per la prima volta, grazie a una recente modifica normativa, il numero di candidati idonei supera quello delle posizioni offerte. Una novità che, secondo il dicastero guidato da Anna Maria Bernini, dovrebbe assicurare che tutti i posti vengano coperti.
Medicina, più idonei che posti: cosa cambia davvero
La riforma, varata nella primavera del 2025, nasce per rispondere a un problema vecchio: in passato, molti posti rimanevano vuoti perché non tutti superavano le prove. Ora invece la situazione è cambiata. “Abbiamo voluto garantire che ogni posto a Medicina venga effettivamente occupato”, spiega una fonte del Ministero. Il rovescio della medaglia? Circa 5 mila candidati idonei rimarranno fuori e dovranno orientarsi verso corsi simili come Biotecnologie, Professioni sanitarie o Scienze biologiche.
Veterinaria e Odontoiatria: boom di idonei
Non solo Medicina. Anche Veterinaria e Odontoiatria vedono crescere i numeri: sono 1.535 gli idonei per Veterinaria e 1.072 per Odontoiatria, secondo i dati ufficiali pubblicati ieri pomeriggio. Le graduatorie sono state rese disponibili online intorno alle 15, con centinaia di studenti connessi in tempo reale per controllare la propria posizione. “Ho passato il pomeriggio a ricaricare la pagina”, racconta Martina, 19 anni, di Firenze. “Quando ho visto il mio nome tra gli idonei per Odontoiatria non ci volevo credere”.
Tra gioie e delusioni: le reazioni degli studenti
Le reazioni degli studenti sono state contrastanti. Chi è entrato parla di “sollievo” e “grande soddisfazione”. Chi invece si trova tra i 5 mila esclusi esprime delusione e incertezza. “Abbiamo studiato per mesi per arrivare fin qui”, racconta Luca, 20 anni, di Bari, “e ora dobbiamo pensare a un piano B”. Le associazioni studentesche chiedono maggiore chiarezza sui criteri di selezione e più investimenti per aumentare i posti: “Il sistema resta troppo rigido”, sottolinea l’Unione degli Universitari.
Perché è stata fatta la riforma e cosa aspettarsi
Secondo il Ministero, la modifica era necessaria per evitare che ogni anno centinaia di posti restassero vuoti, proprio mentre il Paese soffre una grave carenza di medici. “Solo nel 2024 sono rimasti scoperti oltre 1.200 posti”, ricorda una nota diffusa ieri sera. Con la nuova procedura – che prevede tre prove distinte e una graduatoria nazionale – si punta a scegliere meglio i futuri medici. Rimane però il problema degli esclusi: molti chiedono di rivedere il numero programmato o di puntare su percorsi alternativi.
I prossimi passi: scorrimenti e conferme
Nei prossimi giorni partiranno le assegnazioni dei posti. Chi ha superato il test dovrà confermare la propria scelta entro il 15 gennaio, termine fissato dal Ministero. Solo allora si capirà quanti studenti si iscriveranno davvero a Medicina, Veterinaria o Odontoiatria. Se ci saranno rinunce o mancata iscrizione, si procederà con gli scorrimenti delle graduatorie. “Siamo pronti a seguire la situazione”, ha assicurato il Ministero.
Il quadro attuale: speranze e dubbi tra i giovani
In attesa dei dati definitivi sulle immatricolazioni, emerge l’immagine di un sistema che cerca di adattarsi alle esigenze del Paese e alle aspettative dei ragazzi. Medicina resta uno degli sbocchi più ambiti – e difficili – dell’università italiana. Ma la domanda è più alta dell’offerta, e molti giovani si trovano davanti a scelte complicate. “Non mi arrendo”, dice Giulia, 18 anni, di Milano, “proverò ancora”. Un sentimento che molti condividono, tra speranza e qualche incertezza in più.
