Mosca, 8 gennaio 2026 – Il ministero degli Esteri russo ha annunciato oggi di aver informato ufficialmente Washington della proprietà russa della petroliera Marinera (ex Bella 1), prima che ieri le forze speciali americane salissero a bordo della nave in acque internazionali dell’Oceano Atlantico. L’episodio, che ha riacceso la tensione tra Mosca e Washington, è avvenuto nelle prime ore del mattino, quando il comando statunitense ha avviato l’operazione sostenendo che la nave fosse “apolide”.
Mosca: la Marinera è nostra, lo abbiamo detto per tempo
L’agenzia Ria Novosti ha riportato una nota del ministero russo dove si afferma di aver fornito agli americani “prove chiare dell’appartenenza della nave alla Russia e del suo ruolo civile e pacifico”. Secondo fonti diplomatiche di Mosca, questa comunicazione sarebbe arrivata giorni prima dell’azione delle forze speciali statunitensi. “Abbiamo seguito tutte le procedure internazionali”, ha detto un funzionario del Cremlino, che ha preferito restare anonimo. “La nave stava svolgendo attività commerciali regolari”.
Gli Stati Uniti: “La nave non aveva bandiera”
Dall’altra parte dell’Atlantico, la Casa Bianca ha confermato che la petroliera è stata considerata “apolide”, cioè senza una chiara registrazione nazionale. Un portavoce del Dipartimento di Stato ha spiegato che l’operazione si è basata sulle informazioni disponibili al momento. “Non c’era nessuna bandiera riconosciuta”, ha detto, sottolineando che tutto si è svolto nel rispetto delle regole internazionali sulla sicurezza in mare.
L’abbordaggio in acque internazionali
L’episodio è successo a circa 300 miglia nautiche dalle coste del Portogallo, in una zona dell’Oceano Atlantico molto frequentata da navi commerciali dirette in Europa. Secondo le prime ricostruzioni, la Marinera procedeva lentamente quando un’unità americana l’ha raggiunta. I militari sono saliti a bordo poco dopo le 7 del mattino (ora italiana), senza scontri con l’equipaggio. “È andato tutto liscio e veloce”, ha raccontato un marinaio portoghese che si trovava su una nave vicina.
Le reazioni di Mosca e le tensioni politiche
L’abbordaggio ha scatenato una pronta reazione a Mosca, dove il ministero degli Esteri ha convocato l’ambasciatore americano per chiedere spiegazioni. “È una violazione delle norme internazionali”, ha detto la portavoce Maria Zakharova durante un incontro con la stampa. Fonti diplomatiche russe parlano di un possibile intervento al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite nei prossimi giorni. Nel frattempo, il governo russo ha chiesto il rilascio immediato della petroliera e del suo equipaggio.
Un nuovo capitolo nelle tensioni per le rotte energetiche
Questo episodio si inserisce in un clima già teso tra Russia e Stati Uniti, soprattutto per il controllo delle rotte energetiche e le sanzioni imposte a Mosca dopo il conflitto in Ucraina. Negli ultimi mesi, diverse navi russe sono state fermate o sequestrate dalle autorità occidentali, spesso con l’accusa di violare restrizioni commerciali. “Non è la prima volta che succede qualcosa del genere”, ha ricordato un esperto marittimo di Londra. “Le tensioni geopolitiche si riflettono anche sul traffico in mare”.
Cosa succede adesso
Al momento la Marinera è sotto custodia americana in un porto non specificato dell’Atlantico. L’equipaggio, secondo fonti russe, sta bene e ha potuto parlare con le famiglie nelle ultime ore. Resta da vedere se i documenti forniti da Mosca basteranno per ottenere la liberazione della nave. Intanto, a Washington e Mosca si aspettano le prossime mosse diplomatiche. Una partita ancora aperta, che potrebbe avere conseguenze importanti nei rapporti tra i due Paesi nelle settimane a venire.
