Nel 2025 il box office sfonda il tetto dei 496 milioni di euro

Nel 2025 il box office sfonda il tetto dei 496 milioni di euro

Nel 2025 il box office sfonda il tetto dei 496 milioni di euro

Matteo Rigamonti

Gennaio 8, 2026

Roma, 8 gennaio 2026 – Il cinema italiano chiude il 2025 con numeri che confermano una ripresa ormai solida. Secondo i dati Cinetel presentati oggi nella capitale, gli incassi al botteghino hanno toccato quota 496.552.723 euro, mentre i biglietti venduti sono stati 68.361.056. Un risultato che, secondo gli addetti ai lavori, resta stabile rispetto al 2024 (+0,5% incassi, -2% presenze) e al 2023 (+0,2% incassi, -3,2% presenze). La vera sorpresa arriva dalla produzione nazionale, che ha segnato il miglior risultato degli ultimi dieci anni.

Cinema italiano in crescita: i numeri che contano

Nel dettaglio, la quota di mercato dei film italiani ha raggiunto il 32,7% degli incassi e il 33,3% delle presenze, con oltre 162,4 milioni di euro incassati e 22,7 milioni di biglietti staccati. Sono i dati più alti dal 2016, sia in valore assoluto sia in percentuale. Un traguardo che supera di gran lunga la media del decennio precedente (2010-2019), quando la quota si fermava al 26,2% sugli incassi e al 27,1% sulle presenze.

Durante la presentazione a Roma, con sala piena di operatori e addetti del settore, gli analisti di Cinetel hanno sottolineato come la crescita sia stata costante tutto l’anno. Già a metà dicembre la quota delle presenze italiane aveva superato il 29%, prima ancora dell’arrivo dei film natalizi.

“Buen Camino” e Checco Zalone: il colpo grosso di fine anno

A fare la differenza negli ultimi giorni è stato soprattutto “Buen Camino”, il nuovo film di Gennaro Nunziante con protagonista Checco Zalone. Uscito il 25 dicembre, in appena una settimana ha incassato 36 milioni di euro e attirato oltre 4,4 milioni di spettatori. Un boom che ha dato una spinta decisiva alla produzione italiana per chiudere l’anno in bellezza.

“È il frutto di un lavoro di squadra e della capacità del cinema italiano di parlare al grande pubblico”, ha commentato Nunziante durante l’incontro con la stampa. Zalone, presente all’evento, ha scherzato: “Non immaginavo tanta gente in sala dopo le feste. Sarà stata la voglia di ridere… o magari i panettoni erano finiti”.

Un bilancio stabile, con qualche segnale di ripresa

Guardando ai numeri complessivi, il 2025 conferma un anno di sostanziale stabilità per il cinema italiano. Gli incassi sono saliti dello 0,5% rispetto al 2024 e dello 0,2% rispetto al 2023. Le presenze, invece, hanno segnato un leggero calo (-2% sul 2024, -3,2% sul 2023), ma restano vicino ai livelli pre-pandemia.

Gli esercenti sottolineano che la ripresa è stata spinta soprattutto dai film italiani e da alcune produzioni internazionali di richiamo. “Il pubblico sta tornando in sala con fiducia”, ha detto un gestore romano. “C’è voglia di vivere insieme l’esperienza del cinema, anche se i numeri non sono ancora quelli degli anni d’oro”.

Cosa ci aspetta nel 2026

Le prime stime degli addetti ai lavori lasciano pensare che il trend positivo possa continuare anche nel 2026. Le case di produzione puntano su una programmazione varia e su titoli capaci di attirare diversi tipi di pubblico. “La sfida sarà mantenere alta la qualità e investire su storie che sappiano coinvolgere”, ha confidato un produttore milanese.

Intanto, i dati Cinetel confermano che la sala resta il cuore dell’esperienza cinematografica italiana. Nonostante la concorrenza delle piattaforme streaming e i cambiamenti nelle abitudini, il pubblico premia ancora i film che riescono a creare attesa e partecipazione collettiva.

La produzione italiana come motore del settore

In questo quadro, la crescita della produzione nazionale è un segnale importante per tutto il settore. “Abbiamo dimostrato che il cinema italiano può reggere anche nei momenti più difficili”, ha detto un rappresentante dell’ANICA. “Ora serve continuità: investimenti mirati e attenzione alle nuove generazioni di autori”.

Il 2025 si chiude così con un bilancio positivo per l’industria cinematografica italiana. I numeri parlano chiaro: la sala resiste e il pubblico risponde. Una fotografia che lascia spazio a un cauto ottimismo per i mesi a venire.