Omicidio di Aurora Livoli: il misterioso buco nel casellario giudiziario di Valdez

Omicidio di Aurora Livoli: il misterioso buco nel casellario giudiziario di Valdez

Omicidio di Aurora Livoli: il misterioso buco nel casellario giudiziario di Valdez

Matteo Rigamonti

Gennaio 8, 2026

Milano, 8 gennaio 2026 – Emilio Gabriel Valdez Velazco, 57 anni, peruviano, è sotto accusa per l’omicidio di Aurora Livoli, la ragazza di 19 anni trovata morta il 29 dicembre scorso in un cortile alla periferia di Milano. Ma a sorpresa, nelle ultime ore è emerso che il suo casellario giudiziale era pulito. Un dettaglio che, secondo gli investigatori, ha pesato molto: la mancata segnalazione di una condanna definitiva a cinque anni per violenza sessuale aggravata, risalente al 2019, ha fatto sì che Valdez risultasse formalmente senza precedenti. Un errore burocratico che oggi apre un capitolo inquietante sulla gestione dei dati giudiziari.

Il buco nel casellario che ha cambiato tutto

Nel provvedimento della gip di Milano, Nora Lisa Passoni, si parla chiaro: il “buco” nel casellario ha avuto un ruolo decisivo. Il documento con cui la giudice ha confermato il fermo e disposto il carcere per Valdez spiega che è “molto probabile che la mancata indicazione delle condanne nel casellario” sia dovuta a un “mancato aggiornamento”. In pratica, la condanna definitiva per violenza sessuale aggravata non era mai stata inserita nei registri consultati dalle autorità. Così, quando la procura di Monza ha chiesto il rinvio a giudizio per un’altra violenza sessuale aggravata, avvenuta a giugno scorso, Valdez appariva ancora come incensurato.

Le conseguenze di un errore che pesa

Questa non è solo una questione tecnica. La mancata registrazione ha lasciato Valdez libero di muoversi, nonostante le accuse pendenti e il processo in corso a Monza. “Se il casellario fosse stato aggiornato – ha detto una fonte vicina all’indagine – probabilmente si sarebbero prese misure più severe”. Invece, la sera del 28 dicembre, Aurora Livoli ha incontrato Valdez pochi minuti dopo che lui aveva aggredito una connazionale vicino alla stazione Cimiano della metropolitana. Secondo gli atti, proprio in quel periodo è avvenuto l’ultimo incontro tra la vittima e il suo presunto assassino.

Le parole della gip e i dettagli dell’indagine

Nel provvedimento della gip Passoni si sottolinea che l’errore nel casellario “non è un dettaglio da poco”. La giudice ha spiegato come questa mancanza abbia condizionato la valutazione del rischio e le scelte sulle misure cautelari. “Solo dopo – si legge – si è compresa la gravità della situazione”. Gli investigatori hanno ricostruito gli spostamenti di Valdez grazie alle telecamere e alle testimonianze dei residenti. Alcuni hanno riferito di averlo visto aggirarsi vicino al cortile dove è stato trovato il corpo di Aurora, poco dopo le 22.

Reazioni e domande senza risposta

La vicenda ha scosso familiari e comunità. “Non è possibile che una persona con precedenti così gravi possa girare libera”, ha detto un’amica di Aurora, visibilmente provata davanti ai giornalisti. Anche la politica è intervenuta: il deputato milanese Marco Rinaldi ha chiesto “un’inchiesta interna per capire come sia potuto succedere un errore del genere”. Il Ministero della Giustizia ha fatto sapere che sono in corso controlli sui sistemi informatici del casellario.

Banche dati e sicurezza: un nodo da sciogliere

Questo caso mette in luce un problema noto ma mai risolto: la frammentazione delle banche dati giudiziarie e i ritardi negli aggiornamenti possono mettere a rischio la sicurezza di tutti. Fonti del Ministero spiegano che negli ultimi anni ci sono stati altri episodi simili, anche se mai con conseguenze così drammatiche. “Serve un sistema più veloce e affidabile”, ha ammesso un funzionario della Direzione generale dei sistemi informativi automatizzati. Intanto, l’indagine sull’omicidio di Aurora Livoli va avanti: Valdez resta in carcere a San Vittore, in attesa dell’interrogatorio di garanzia nei prossimi giorni.

Un caso che pesa sulle istituzioni e sulla città

Milano si interroga sulle falle del sistema, mentre resta il dolore per una giovane vita spezzata e la sensazione che qualcosa non abbia funzionato come doveva. Gli inquirenti continuano a scavare per chiarire ogni dettaglio. Ma resta una domanda pesante: se il casellario fosse stato aggiornato, Aurora sarebbe ancora viva?