Rabat, 8 gennaio 2026 – Due mandibole parziali, diversi denti e alcune vertebre trovati nella “Grotta degli Ominidi”, dentro la cava Thomas Quarry I in Marocco, potrebbero essere i resti più vicini all’antenato comune degli esseri umani moderni mai scoperti finora. Il ritrovamento, datato intorno a 773mila anni fa, è stato presentato oggi sulla rivista Nature da un team internazionale guidato da Jean-Jacques Hublin (Collegio di Francia) e Abderrahim Mohib (Insap), con un contributo fondamentale da parte dei ricercatori italiani delle università di Milano e Bologna. Un passo avanti importante, dicono gli esperti, per capire come è nato Homo sapiens e quando si è separato dai Neanderthal e dai Denisova.
Un ritrovamento che cambia le carte in tavola sull’evoluzione umana
I nuovi fossili marocchini arrivano proprio in un momento cruciale per la ricerca sulle origini dell’uomo. “Il periodo tra 1 milione e 600mila anni fa è ancora poco conosciuto”, spiega Serena Perini, che si è occupata delle analisi di datazione all’Università di Milano. “Questi resti ci aprono una finestra rara su un’epoca in cui la nostra linea evolutiva si stava separando da quella dei Neanderthal e dei Denisova”. La datazione, ottenuta con la magnetostratigrafia – cioè lo studio delle inversioni del campo magnetico terrestre – colloca i reperti attorno a 773mila anni fa, proprio durante una grande transizione geomagnetica.
Africa o Europa? Il dibattito sulle origini torna al centro
Da tempo la comunità scientifica discute su dove sia nato l’ultimo antenato comune di Sapiens, Neanderthal e Denisoviani. Alcuni ritrovamenti in Spagna, come quelli di Homo antecessor, avevano suggerito un’origine europea. Ma fossili africani di quel periodo erano finora molto rari. “Questa scoperta sposta di nuovo l’attenzione sull’Africa nord-occidentale”, dice Rita Sorrentino dell’Università di Bologna. “I sedimenti che abbiamo studiato si sono depositati proprio durante il momento chiave della nostra evoluzione”. Un dettaglio che, secondo gli autori, rafforza l’idea di un’origine africana per la nostra specie.
Un mix tra antico e moderno nei resti marocchini
I fossili trovati in Marocco sono stati attribuiti a una forma evoluta di Homo erectus, ma mostrano tratti sia antichi che più moderni. “Le dimensioni dei molari sono simili a quelle dei primi Sapiens e dei Neanderthal”, spiega Perini, “mentre la forma della mandibola ricorda Homo erectus e altri ominidi più vecchi”. Una combinazione che fa pensare a una separazione già avvenuta tra le popolazioni europee e nordafricane quasi 800mila anni fa. Stefano Benazzi, dell’Università di Bologna, commenta: “Questi risultati indicano che c’era una popolazione africana alla base della strada evolutiva che ha portato a noi”.
L’Italia in prima linea nella ricerca
Non è solo il Marocco a brillare in questa scoperta. L’Italia ha avuto un ruolo chiave, con i laboratori di Milano e Bologna direttamente coinvolti. Le analisi fatte negli ultimi mesi hanno permesso di fissare con più precisione la data dei reperti e di confrontarli con altri fossili europei. “È un caso raro trovare sedimenti così ricchi proprio nel momento della separazione evolutiva”, osserva Sorrentino. Gli scavi alla cava Thomas Quarry I sono durati settimane, con turni intensi e il sostegno delle autorità locali.
Cosa cambia per la storia dell’uomo moderno
Secondo gli studiosi, i fossili marocchini potrebbero non essere l’ultimo antenato diretto dell’uomo moderno, ma sono comunque molto vicini a quella figura. “I dati indicano un’origine africana per la nostra specie”, conclude Perini. La scoperta dà nuove chiavi per capire l’antenato comune tra Sapiens, Neanderthal e Denisoviani e apre nuovi scenari su come si sono mosse e differenziate queste popolazioni nel Pleistocene.
Fino a quando non arriveranno nuove analisi genetiche – ancora non disponibili per questi resti – la Grotta degli Ominidi in Marocco si candida a diventare un sito centrale per studiare l’evoluzione umana. Un luogo dove, tra polvere rossa e antichi strumenti di pietra, si racconta una storia ancora tutta da scoprire.
