Spread Btp-Bund crolla a 66 punti: cosa significa per l’economia italiana?

Spread Btp-Bund crolla a 66 punti: cosa significa per l'economia italiana?

Spread Btp-Bund crolla a 66 punti: cosa significa per l'economia italiana?

Matteo Rigamonti

Gennaio 8, 2026

Milano, 8 gennaio 2026 – All’apertura dei mercati, lo spread tra Btp e Bund è sceso fino a 66 punti base, toccando il minimo da mesi sui listini europei. Il dato, registrato alle 9.15 nelle sale operative di Piazza Affari, racconta di una giornata di calma per i titoli di Stato italiani. Il rendimento del decennale italiano si è fermato al 3,5%, mentre quello tedesco è rimasto al 2,84%. Un divario che, secondo gli addetti ai lavori, riflette la fiducia degli investitori nella solidità dei conti pubblici italiani in questa prima settimana dell’anno.

Spread Btp-Bund ai minimi: cosa dicono i mercati

Il livello dello spread – cioè la differenza tra il rendimento dei titoli italiani e quelli tedeschi – è sempre sotto la lente di analisti e istituzioni. Un valore così basso non si vedeva da tempo, spiegano fonti di mercato contattate da alanews.it. “Scendere sotto i 70 punti base è un chiaro segnale che il rischio percepito sull’Italia è calato”, spiega un trader di una grande banca di Milano, che preferisce restare anonimo. “Gli investitori stanno tornando a puntare sui Btp, anche grazie a una minore turbolenza sui mercati globali”.

Secondo i dati Bloomberg raccolti in mattinata, il rendimento del Btp decennale si è stabilizzato intorno al 3,5%, mentre il Bund tedesco – considerato il titolo più sicuro dell’Eurozona – offre un rendimento del 2,84%. La differenza tra i due, appunto lo spread, resta uno degli indicatori più importanti per capire la solidità finanziaria dell’Italia.

Europa tranquilla, operatori cauti

La discesa dello spread arriva mentre la Banca Centrale Europea tiene una linea prudente sulla politica monetaria. Nei giorni scorsi, Christine Lagarde, presidente della BCE, ha ribadito che “le decisioni sui tassi saranno guidate dai dati”, lasciando intendere che per ora non sono previsti cambiamenti improvvisi. Questo ha dato un po’ di respiro ai mercati, spingendo la domanda di titoli italiani.

A Piazza Affari, la notizia è stata accolta con un cauto ottimismo. “Non ci sono tensioni particolari sul debito sovrano italiano”, racconta un gestore di fondi obbligazionari contattato alle 10.30. “Il calo dello spread rispecchia anche l’assenza di eventi politici o economici turbolenti nelle ultime settimane”. Ma l’allerta resta alta: “Basta poco per far girare la situazione”, avverte il gestore, “soprattutto se arrivano nuovi segnali di incertezza a livello internazionale”.

Cosa significa per i conti pubblici e le famiglie

Un spread basso si traduce in costi più bassi per finanziare il debito pubblico italiano. Secondo le stime del Ministero dell’Economia, ogni punto base in meno vuol dire risparmi importanti per le casse dello Stato. “La riduzione dello spread aiuta a contenere la spesa per interessi”, ha spiegato un funzionario del Tesoro ieri sera, durante un incontro riservato a Roma con alcuni giornalisti economici.

Per famiglie e imprese, un clima di stabilità sui titoli di Stato può significare condizioni migliori per ottenere credito. Le banche tendono a offrire prestiti a tassi più bassi quando il rischio-Paese cala. Ma, come ricordano diversi esperti, i benefici non arrivano subito. “Ci vuole tempo perché la fiducia dei mercati arrivi davvero all’economia reale”, osserva un economista della Bocconi.

Occhi puntati sulle prossime sfide

Nonostante il dato positivo di oggi a Milano, sullo sfondo restano alcune incognite. Le trattative sulla riforma del Patto di Stabilità europeo e le elezioni politiche in alcuni Paesi chiave dell’Unione potrebbero riportare nervosismo sui mercati obbligazionari nei prossimi mesi. Gli operatori invitano alla prudenza: “Lo spread è un termometro molto sensibile”, conclude il trader milanese. “Basta una notizia inattesa per cambiare tutto in fretta”.

Per ora, però, la fotografia di questa mattina mostra un’Italia che – almeno sul fronte dei titoli di Stato – gode di una fiducia ritrovata tra gli investitori internazionali. Un segnale che il governo segue con attenzione, consapevole che la partita per la stabilità finanziaria è tutt’altro che chiusa.