Boom di assunzioni negli Usa: 50.000 posti di lavoro a dicembre e disoccupazione al 4,4%

Boom di assunzioni negli Usa: 50.000 posti di lavoro a dicembre e disoccupazione al 4,4%

Boom di assunzioni negli Usa: 50.000 posti di lavoro a dicembre e disoccupazione al 4,4%

Matteo Rigamonti

Gennaio 9, 2026

New York, 9 gennaio 2026 – L’economia americana chiude il 2025 con il freno tirato: a dicembre sono stati creati solo 50.000 nuovi posti di lavoro, molto meno delle attese. Gli analisti puntavano infatti a un aumento di almeno 70.000. Intanto, il tasso di disoccupazione è salito leggermente, arrivando al 4,4%, secondo i dati del Dipartimento del Lavoro statunitense.

L’occupazione rallenta più del previsto

Il rapporto è arrivato venerdì mattina, alle 8:30 ora di Washington, e ha subito acceso i riflettori sui mercati. La creazione di appena 50.000 posti di lavoro è un passo indietro rispetto ai mesi scorsi, quando si superava regolarmente quota 100.000 al mese. “Ci aspettavamo un mercato del lavoro più solido, ma la frenata è chiara”, ha commentato Janet Miller, economista della Columbia University.

Disoccupazione in salita, ma senza allarmi

Il tasso di disoccupazione è salito di due decimi rispetto a novembre, quando si attestava al 4,2%. Per gli esperti resta una cifra normale, ma è un segnale che la domanda interna sta rallentando. “Non è un campanello d’allarme, però serve tenere gli occhi aperti”, ha detto David Brooks, analista a New York. I settori più colpiti sono stati la manifattura e la vendita al dettaglio, mentre servizi alla persona e sanità hanno tenuto meglio.

Mercati e politica in attesa

Wall Street ha reagito con prudenza. Il Dow Jones ha aperto in lieve calo, il Nasdaq è rimasto stabile. Gli investitori, riferiscono fonti di JP Morgan, guardano ora alla Federal Reserve per capire cosa farà con i tassi d’interesse. “La Fed dovrà decidere se continuare con la stretta o rallentare il passo”, ha spiegato un trader alle 10:15 ora locale.

Sul fronte politico, la Casa Bianca ha diffuso un comunicato nel primo pomeriggio: “Il mercato del lavoro resta solido, ma sappiamo che ci aspettano sfide importanti”, ha detto il portavoce Andrew Klein. Il presidente Biden, in visita a Detroit per incontrare i sindacati, ha ribadito l’impegno del governo a “spingere la crescita e sostenere le famiglie”.

Perché si è rallentato

Gli esperti sentiti da Reuters e Bloomberg indicano diverse cause dietro il calo dell’occupazione: la fine degli incentivi fiscali legati alla pandemia, l’aumento dei costi energetici e le tensioni commerciali con la Cina. “Le aziende stanno andando con i piedi di piombo sulle assunzioni”, spiega Susan Lee, consulente HR di Chicago.

A influire c’è anche l’attesa per le elezioni presidenziali di novembre. “Molte imprese preferiscono aspettare il voto prima di fare nuovi investimenti o assumere”, aggiunge Lee.

Cosa ci aspetta nel 2026

Gli esperti invitano a non farsi prendere dal panico. La Federal Reserve Bank di Atlanta prevede una crescita dell’occupazione ancora lenta nei primi mesi dell’anno. Ci sono però segnali incoraggianti: i salari medi orari sono saliti dello 0,3% su base mensile e città come Houston e Seattle continuano a cercare personale qualificato.

“Il mercato del lavoro americano resta vivace, ma il 2026 porterà nuove sfide”, conclude Miller. Solo col tempo si capirà se il rallentamento di dicembre è solo un momento passeggero o l’inizio di un periodo più difficile per l’economia degli Stati Uniti.