Bruxelles, 9 gennaio 2026 – Dopo anni di trattative, gli Stati membri dell’Unione europea hanno dato l’ultimo via libera all’accordo commerciale con i Paesi del Mercosur. Un’intesa che chiude un negoziato iniziato addirittura nel 1999 e che apre una nuova fase nei rapporti economici tra Europa e Sud America. Parliamo di un mercato che coinvolge oltre 700 milioni di consumatori. Il mondo industriale, rappresentato da Confindustria, accoglie con entusiasmo questa svolta, evidenziandone il valore strategico per l’industria europea.
25 anni di trattative, ora si corre verso la firma
La firma congiunta è dietro l’angolo: dovrebbe arrivare a Bruxelles nei prossimi giorni, insieme alla presidenza di turno del Mercosur, che ora spetta al Paraguay. Questo passo formale anticipa la ratifica definitiva da parte del Parlamento europeo. Gli industriali italiani chiedono che il processo vada spedito, per dare subito modo all’accordo di dare i suoi frutti. Dopo un quarto di secolo, la posta in gioco è alta: si punta all’integrazione dei mercati, a nuove occasioni per l’export e a una maggiore sicurezza nell’approvvigionamento di materie prime essenziali.
Industria europea e italiana, cosa cambia
Confindustria sottolinea che l’intesa “dà una spinta forte alla presenza globale dell’Europa” e apre nuovi sbocchi per le nostre aziende, con un occhio di riguardo per quelle italiane. Nel 2025, l’interscambio di beni tra Italia e Mercosur ha superato i 13 miliardi di euro. Una cifra che si prevede in crescita, visto che oltre il 94% di questi scambi riguarda beni industriali. “L’accordo fa ben sperare in surplus sempre maggiori”, spiegano da Viale dell’Astronomia, “perché la diversificazione dei mercati è fondamentale per le nostre imprese”.
Materie prime al centro: una questione di sicurezza
Uno dei punti chiave riguarda l’accesso a materie prime e minerali critici, un tema che negli ultimi anni ha preso sempre più importanza, soprattutto per le tensioni globali. L’accordo, secondo Confindustria, “assicura un approvvigionamento più stabile” e spinge verso collaborazioni industriali in settori chiave per l’innovazione. Si guarda con particolare attenzione ai comparti legati alla transizione energetica e alla digitalizzazione, dove la domanda di materiali come litio e terre rare non smette di crescere.
Agricoltura protetta, ma con regole chiare
Non mancano però le garanzie per l’agricoltura. L’intesa prevede tutele precise per i settori agricoli più delicati, con contingenti tariffari specifici e una clausola di salvaguardia bilaterale. Questi strumenti servono a proteggere le produzioni europee – e italiane in particolare – da eventuali squilibri causati dall’apertura dei mercati. “Il sistema di protezione è solido e funziona”, dice Confindustria, “riesce a bilanciare apertura, competitività e tutela delle nostre produzioni”.
Una mossa strategica in tempi incerti
La scelta arriva in un momento che gli esperti definiscono “complesso e decisivo” per l’economia mondiale. Da Bruxelles arrivano parole di apprezzamento: si parla di una “scelta strategica di grande lungimiranza”, soprattutto in un clima segnato dalle tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina. Per l’Europa, rafforzare la propria posizione economica è diventato fondamentale. Solo col tempo si potrà capire l’impatto reale dell’accordo sulle industrie europee.
Cosa succede adesso: avanti con la ratifica
Nei prossimi giorni ci sarà la firma ufficiale tra Unione europea e Mercosur. Poi toccherà al Parlamento europeo dare il via libera definitivo. Solo allora questo nuovo mercato integrato tra Europa e Sud America potrà prendere davvero forma. Restano però alcune incognite, dal calendario della ratifica alle reazioni dei settori più esposti alla concorrenza. Per ora, però, a Bruxelles come a Roma, la convinzione è una sola: questo accordo può segnare una svolta per la competitività europea.
