Debito comune Ue: la chiave per sostenere l’Ucraina secondo Lane della Bce

Debito comune Ue: la chiave per sostenere l'Ucraina secondo Lane della Bce

Debito comune Ue: la chiave per sostenere l'Ucraina secondo Lane della Bce

Matteo Rigamonti

Gennaio 9, 2026

Francoforte, 9 gennaio 2026 – L’area euro si trova a fare i conti con una grave carenza di safe asset, quei titoli considerati a basso rischio, indispensabili nei portafogli degli investitori. A lanciare l’allarme è stato ieri pomeriggio Philip Lane, capo economista della Banca Centrale Europea, durante una conferenza a Kolding, in Danimarca. Lane ha spiegato che la scarsità di titoli sicuri europei, in particolare i bund tedeschi, non basta a soddisfare la domanda e rappresenta un punto debole anche per il ruolo internazionale dell’euro.

Safe asset, il tallone d’Achille della stabilità finanziaria europea

Secondo Lane, la mancanza di safe asset nell’area euro non è solo un problema tecnico. Si tratta di un fattore che mette a rischio la stabilità dei mercati e limita la capacità dell’euro di competere con le altre valute mondiali. “L’attuale struttura del sistema finanziario europeo crea una carenza di safe asset”, ha detto Lane alla conferenza. I dati confermano la sua analisi: i titoli di Stato tedeschi, la vera garanzia di sicurezza nell’Eurozona, coprono solo una parte della domanda complessiva. Per il resto, si ricorre spesso a strumenti meno liquidi o più rischiosi.

Lane ha sottolineato come questa situazione renda difficile per gli investitori istituzionali – come fondi pensione, compagnie di assicurazione e banche centrali straniere – detenere quantità importanti di debito europeo senza esporsi a rischi troppo elevati. “È un punto debole per il ruolo internazionale dell’euro”, ha spiegato, aggiungendo che la moneta unica fatica a imporsi come valuta di riserva globale.

Debito comune europeo: la proposta per colmare il vuoto

Per Lane, la soluzione è chiara: serve un debito comune europeo. Un tema che torna spesso nel dibattito politico e finanziario dell’Unione, ma che oggi assume un’urgenza maggiore. “Alcuni impegni politici condivisi, come il finanziamento urgente dell’Ucraina, richiedono anche un indebitamento comune”, ha detto Lane, riferendosi al sostegno economico necessario per Kiev e alle sfide geopolitiche che coinvolgono l’Europa.

L’idea non è nuova: durante la pandemia, con il piano Next Generation EU, Bruxelles ha già emesso titoli comuni per finanziare la ripresa. Ma allora si era detto che si trattava di una misura eccezionale e temporanea. Oggi, secondo Lane, serve un salto di qualità: “Solo avendo a disposizione una solida base di safe asset europei – ha spiegato – si può rendere il sistema finanziario più resistente e rafforzare il ruolo dell’euro sui mercati globali”.

Il dibattito si accende tra i governi europei

Le parole del capo economista della BCE hanno subito acceso il dibattito tra gli esperti e i governi. Da Berlino, fonti vicine al ministero delle Finanze hanno ribadito la tradizionale prudenza tedesca verso ogni forma di mutualizzazione del debito. “La disciplina fiscale resta un pilastro fondamentale”, ha spiegato un funzionario tedesco contattato in serata. Ma in altri Paesi – in particolare Francia e Italia – la proposta di Lane viene vista come un passo indispensabile per rafforzare l’Unione monetaria.

Sul fronte dei mercati, gli operatori hanno seguito con attenzione le dichiarazioni della BCE. Secondo alcuni analisti ascoltati da alanews.it, un aumento dell’offerta di safe asset europei potrebbe ridurre la volatilità e attirare nuovi investitori internazionali. “C’è una domanda latente che ancora non trova risposta”, ha commentato un gestore di fondi di Milano.

L’euro tra politica e vincoli tecnici: quale futuro?

Resta da vedere se e quando i governi dell’Eurozona riusciranno a trovare un accordo su questo tema. La questione del debito comune tocca nervi scoperti: da una parte la solidarietà europea, dall’altra la responsabilità fiscale. Lane, da parte sua, ha invitato a superare le divisioni nazionali: “Solo così – ha concluso – l’euro potrà davvero giocare un ruolo centrale nel panorama globale”.

Per ora la discussione è aperta. Ma il messaggio della BCE pesa già sulle decisioni che si prenderanno nelle prossime settimane a Bruxelles e nelle riunioni dei ministri delle Finanze europei.