Dieci anni dopo la scomparsa di Regeni: un documentario che non puoi perdere

Dieci anni dopo la scomparsa di Regeni: un documentario che non puoi perdere

Dieci anni dopo la scomparsa di Regeni: un documentario che non puoi perdere

Giada Liguori

Gennaio 9, 2026

Udine, 9 gennaio 2026 – Il 2, 3 e 4 febbraio arriva nelle sale italiane il documentario “Giulio Regeni – Tutto il male del mondo”, firmato da Simone Manetti e distribuito da Fandango. L’anteprima nazionale è fissata per il 25 gennaio a Fiumicello Villa Vicentina, nel paese natale di Giulio Regeni, proprio a dieci anni dalla sua scomparsa al Cairo. Un anniversario che ancora pesa, forte, sulle coscienze e sulle pagine dei giornali.

La storia della famiglia Regeni al centro del racconto

Il film, scritto insieme a Emanuele Cava e Matteo Billi, prova a ricostruire la verità su una vicenda che ha segnato profondamente il nostro Paese: il rapimento, la tortura e la morte di Giulio Regeni, giovane ricercatore friulano, tra il 25 gennaio e il 3 febbraio 2016. Dietro la produzione ci sono Ganesh Produzioni (Agnese Ricchi e Mario Mazzarotto) e Fandango (Domenico Procacci e Laura Paolucci). La famiglia Regeni ha collaborato direttamente, insieme all’avvocata Alessandra Ballerini, che segue il caso da anni.

La narrazione segue il filo delle udienze processuali, le testimonianze in aula e le parole di chi ha vissuto da vicino questa tragedia. “Speriamo che questo documentario faccia conoscere la nostra lunga lotta per la verità e la giustizia”, ha detto la famiglia Regeni in una nota diffusa ieri. “Ci auguriamo che la consapevolezza di ‘tutto il male del mondo’ che ha colpito Giulio e noi tutti renda più difficile che una cosa simile si ripeta”.

Processo, testimonianze e silenzi che pesano

Il documentario ripercorre i momenti chiave dell’inchiesta: dal sequestro al Cairo, alle torture subite da Regeni, fino al ritrovamento del corpo senza vita. Il racconto si intreccia con il processo italiano, partito nel marzo 2024, con quattro agenti della National Security egiziana imputati. Manetti ha seguito da vicino ogni passo, filmando le udienze e accompagnando in aula i genitori di Giulio e l’avvocata Ballerini.

“Abbiamo voluto dare voce non solo al dolore della famiglia – ha spiegato il regista – ma anche alle responsabilità delle istituzioni, alle omissioni e alle verità nascoste che hanno segnato questa vicenda”. Nel film trovano spazio anche le parole di magistrati, avvocati e testimoni che in questi anni hanno cercato di far luce su quello che è successo. Ma, come spesso succede, molte domande restano aperte.

Riconoscimenti che spingono a non dimenticare

“Giulio Regeni – Tutto il male del mondo” è stato scelto tra i progetti del Bio to B – Industry Days 2025 e ha vinto sia il Mia Market Bio to B – Doc Award 2025 sia il Visioni Incontra Bio to B – Doc Award 2025. Un riconoscimento importante per un lavoro che vuole tenere alta l’attenzione su una storia che rischia di cadere nell’oblio.

L’avvocata Ballerini, che nel 2023 ha portato a processo i quattro agenti egiziani, ha raccontato come “la battaglia per la verità sia ancora lunga”. E ha aggiunto: “Ogni occasione pubblica serve a non dimenticare Giulio e tutti i Giuli e le Giulie del mondo”.

Un anniversario che non si dimentica

A Fiumicello Villa Vicentina, dove tutto è cominciato dieci anni fa, l’attesa per l’anteprima è forte. La proiezione sarà non solo un momento di memoria collettiva, ma anche un modo per rinnovare la richiesta di giustizia. In paese se ne parla ovunque: “Speriamo che questa volta qualcosa cambi davvero”, ha detto un’amica di famiglia uscendo dalla chiesa parrocchiale.

Il film arriverà poi nelle principali città italiane nei primi giorni di febbraio. Un percorso che coincide con le date più dolorose per la famiglia Regeni e per chi continua a chiedere risposte. Perché – come ripetono i genitori di Giulio – “la verità non può essere sepolta”.