Inchiesta della procura di Roma sulla misteriosa strage di Crans Montana

Inchiesta della procura di Roma sulla misteriosa strage di Crans Montana

Inchiesta della procura di Roma sulla misteriosa strage di Crans Montana

Matteo Rigamonti

Gennaio 9, 2026

Roma, 9 gennaio 2026 – La Procura di Roma ha avviato un’inchiesta sull’incendio di Crans Montana, in Svizzera, dove nella notte di Capodanno hanno perso la vita 40 persone e altre 116 sono rimaste ferite. Tra le vittime, ci sono sei giovani italiani: Sofia Prosperi, Chiara Costanzo, Achille Barosi, Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti ed Emanuele Galeppini, tutti tra i 15 e i 17 anni. Un dolore immenso per le famiglie e le comunità, mentre le autorità italiane cercano di capire cosa abbia scatenato questa tragedia.

Procura di Roma al lavoro: si indaga per omicidio colposo e incendio

Il fascicolo, aperto subito dopo aver confermato i nomi delle vittime italiane, è nelle mani del procuratore aggiunto Michele Prestipino. La Procura di Roma, che segue i casi che coinvolgono cittadini italiani all’estero, indaga per omicidio colposo e incendio. Già nelle scorse ore, gli investigatori hanno preso contatti con le autorità svizzere per ottenere documenti, testimonianze e rilievi fatti sul posto.

Fonti investigative spiegano che l’obiettivo è capire se ci sono state negligenze nella sicurezza della struttura o ritardi nei soccorsi. “Dobbiamo ricostruire ogni singolo momento di quella notte”, ha detto un magistrato coinvolto. Solo allora si potrà valutare se ci siano responsabilità penali, sia in Italia che in Svizzera.

Sei adolescenti italiani: storie spezzate troppo presto

I nomi dei sei ragazzi – Sofia Prosperi, Chiara Costanzo, Achille Barosi, Giovanni Tamburi, Riccardo Minghetti, Emanuele Galeppini – sono stati confermati dal Ministero degli Esteri il 2 gennaio. Venivano da diverse città: Roma, Milano, Firenze. Erano arrivati a Crans Montana il 29 dicembre, ospiti di una residenza per giovani organizzata da un’associazione internazionale.

Secondo le prime ricostruzioni, i ragazzi erano al secondo piano quando è divampato l’incendio, poco dopo la mezzanotte. Testimoni raccontano di averli visti alle finestre, con il fumo che li circondava, mentre gridavano aiuto. “Abbiamo sentito urla e vetri infranti”, ha raccontato una ragazza francese sopravvissuta.

L’incendio: prime ipotesi e rilievi in corso

Le autorità svizzere stanno cercando di capire come sia scoppiato l’incendio di Crans Montana. La polizia cantonale del Vallese parla di un focolaio partito dal piano terra, probabilmente in una sala comune dove si festeggiava il Capodanno. Tra le ipotesi, un cortocircuito o una candela dimenticata accesa.

I vigili del fuoco sono arrivati intorno alle 00:40, ma il fuoco si è diffuso così in fretta da rendere difficili i soccorsi. Alcuni ospiti si sono salvati calandosi dalle finestre con lenzuola annodate, altri sono rimasti bloccati dal fumo nei corridoi. “Era un caos totale, non si vedeva nulla”, ha raccontato un volontario della Croce Rossa.

Il dolore delle istituzioni e delle comunità italiane

La morte dei sei adolescenti ha lasciato un segno profondo nelle loro famiglie e nelle comunità di origine. Nelle scuole frequentate dai ragazzi sono stati osservati minuti di silenzio, mentre in alcune parrocchie sono state organizzate veglie di preghiera. Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha espresso “vicinanza e dolore per una tragedia che lascia senza parole”.

Anche il Ministro degli Esteri, Antonio Tajani, si è recato all’aeroporto di Fiumicino per incontrare i familiari al loro rientro in Italia. “Faremo tutto il possibile per chiarire le responsabilità”, ha detto ai giornalisti.

Prossimi passi: l’inchiesta si allarga, collaborazione con la Svizzera

Nei prossimi giorni la Procura di Roma manderà una rogatoria internazionale alle autorità svizzere per ottenere documenti e sentire i testimoni chiave. L’obiettivo è ricostruire passo dopo passo cosa è successo quella notte.

A Crans Montana continuano i rilievi tecnici: gli investigatori stanno analizzando i resti dell’edificio e ascoltando decine di sopravvissuti. Solo dopo queste verifiche si potrà dire se ci sono state mancanze nei sistemi antincendio o errori umani.

La comunità italiana aspetta risposte. E chiede giustizia per quei sei ragazzi che avevano scelto di festeggiare il nuovo anno in montagna, senza immaginare che quella notte sarebbe stata l’ultima.