La Nasa accelera il rientro della missione Crew 11 a causa di un problema medico sulla Iss

La Nasa accelera il rientro della missione Crew 11 a causa di un problema medico sulla Iss

La Nasa accelera il rientro della missione Crew 11 a causa di un problema medico sulla Iss

Giada Liguori

Gennaio 9, 2026

Houston, 9 gennaio 2026 – L’equipaggio della missione Crew 11 a bordo della Stazione Spaziale Internazionale (ISS) tornerà sulla Terra prima del previsto. La decisione è stata presa dopo che uno degli astronauti ha avuto un problema di salute. A confermarlo ieri sera è stato l’amministratore della Nasa, Jared Isaacman, che ha parlato di una misura precauzionale, senza però allarmare: “Non è un’emergenza”.

Salute a rischio, la Nasa anticipa il rientro

La notizia è arrivata poco dopo le 20 ora italiana, con un comunicato ufficiale della Nasa. Isaacman ha detto: “Abbiamo individuato un rischio persistente per uno degli astronauti”, ma non ha voluto entrare nel dettaglio. Nessun allarme, però la scelta di far tornare la Crew 11 prima del previsto è stata giudicata la più sicura. “Non ci sono condizioni critiche – ha aggiunto – ma preferiamo non correre rischi inutili”.

A bordo della ISS, che orbita a circa 400 chilometri dalla Terra, ci sono quattro astronauti della Crew 11. La Nasa non ha reso noti i nomi in relazione al problema, proteggendo la privacy del personale come sempre accade in queste situazioni.

Come avverrà il rientro e cosa prevede il protocollo

Il rientro anticipato è previsto “nei prossimi giorni”, quando le condizioni meteo e le finestre per l’atterraggio lo permetteranno. A riportare gli astronauti sarà la capsula Dragon di SpaceX, già usata in altre missioni con equipaggio. I tecnici del Johnson Space Center di Houston seguono la situazione in tempo reale, in contatto diretto con la ISS.

Fonti interne hanno riferito che l’astronauta colpito dal malessere è “cosciente e collaborativo”. Per ora, nessun sintomo grave. Ma nello spazio anche un piccolo problema può diventare serio, a causa della microgravità. “La sicurezza viene prima di tutto”, ha sottolineato un portavoce della Nasa.

La missione si ferma, la scienza aspetta

La Crew 11 era partita lo scorso ottobre dal Kennedy Space Center in Florida e avrebbe dovuto rimanere in orbita fino a marzo. Anticipare il rientro significa interrompere alcuni esperimenti scientifici. Tra i ricercatori coinvolti, c’è chi ha capito la decisione. “La salute degli astronauti è la priorità”, ha detto il professor Paolo Ferri, ex responsabile delle operazioni ESA.

La comunità scientifica segue con attenzione. “Problemi medici nello spazio non sono rari – spiega l’astrofisica Laura Bignami – ma ormai le emergenze sono ben gestite”. Nel 2022 un altro equipaggio aveva dovuto cambiare i piani per motivi simili.

Non è la prima volta: cosa prevede la Nasa

Non è la prima volta che un equipaggio viene richiamato a terra per motivi di salute. Nel 2015, un astronauta russo rientrò per forti dolori addominali, ma senza conseguenze. La Nasa ha un protocollo preciso: ogni missione ha kit medici avanzati e un collegamento costante con specialisti a terra.

Ora si lavora per fissare la data esatta del rientro e organizzare il recupero, probabilmente al largo della Florida. Le autorità promettono aggiornamenti appena possibile.

Privacy e futuro: il volto nascosto del cosmo

Per il momento, il nome dell’astronauta resta riservato. “Rispettiamo la privacy dei nostri equipaggi”, ha ribadito Isaacman durante il briefing. Solo dopo il ritorno si valuteranno le condizioni di salute e i possibili trattamenti.

Questo episodio mette di nuovo in luce i rischi delle missioni spaziali lunghe. Ma come ricordano gli esperti, ogni imprevisto è previsto nei manuali. “Fa parte del mestiere”, confida un ex comandante della ISS. E solo quando tutto sarà finito, si potrà finalmente tirare un sospiro di sollievo.