La pelle sintetica che cambia colore: l’innovazione ispirata al polpo

La pelle sintetica che cambia colore: l'innovazione ispirata al polpo

La pelle sintetica che cambia colore: l'innovazione ispirata al polpo

Giada Liguori

Gennaio 9, 2026

Stanford, 9 gennaio 2026 – Un gruppo di ricercatori dell’Università di Stanford ha messo a punto una pelle sintetica che cambia colore e texture in modo autonomo, ispirandosi al polpo e alla sua incredibile capacità di mimetizzarsi. La scoperta, raccontata sulla rivista Nature, apre la strada a nuove applicazioni in tessuti mimetici, robotica soffice e display di ultima generazione.

Il polpo come modello: una sfida per la scienza

Il team guidato da Mark Brongersma spiega che controllare in modo dinamico l’aspetto di un materiale è una delle sfide più difficili nel campo dei materiali. “Abbiamo guardato la pelle del polpo, capace di cambiare velocemente colore e consistenza”, racconta Brongersma. Da lì è nata l’idea di creare delle pellicole sottili che cambiano aspetto su richiesta.

Queste pellicole partono da uno stato piatto e uniforme e vengono incise con fasci di elettroni per disegnare motivi colorati sulla superficie. Quando si bagnano, si gonfiano e mostrano i disegni nascosti, proprio come fanno alcuni animali marini. Il tutto accade in meno di 20 secondi, dicono i ricercatori.

Cambiare colore e texture, ma separatamente

Una novità che ha colpito tutti è la possibilità di modificare colore e texture in modo indipendente, semplicemente scegliendo quale lato della pellicola bagnare. “Nessun materiale artificiale era mai riuscito a fare questo prima”, sottolinea uno degli scienziati.

La pellicola regge bene anche dopo centinaia di cicli di attivazione, senza perdere efficacia. Nei test di Stanford, il materiale ha mantenuto le sue prestazioni, un punto chiave per applicazioni dove serve resistenza e durata.

Dove potrà arrivare questa pelle sintetica

Le possibilità sono tante. Gli studiosi immaginano la pellicola nei tessuti mimetici per abbigliamento militare o sportivo, ma anche in robot soffici capaci di adattarsi all’ambiente. “Pensiamo a robot che si confondano con il fondale marino o con superfici urbane”, spiega Brongersma.

In più, i motivi colorati programmabili possono aprire la strada a display flessibili e interattivi. Al momento la pellicola mostra un solo disegno quando si bagna, ma i ricercatori sono fiduciosi: in futuro si potranno gestire motivi più complessi e controlli elettronici più avanzati.

I limiti di oggi e le sfide di domani

L’articolo su Nature chiarisce che la tecnologia è ancora agli inizi. La pellicola mostra un solo motivo alla volta e la trasformazione dipende dall’acqua. Però il gruppo di Stanford lavora già a prototipi con più disegni e sistemi di controllo elettronico per rendere il materiale più flessibile.

“Vogliamo arrivare a una pelle sintetica programmabile in tempo reale”, confida uno degli autori. Un traguardo che potrebbe rivoluzionare non solo i materiali intelligenti, ma anche la sicurezza, la moda e l’intrattenimento.

L’interesse che supera i confini

La notizia ha fatto scalpore anche fuori dagli Stati Uniti. Vari istituti europei hanno già chiesto informazioni su brevetti e possibili collaborazioni. “Siamo solo all’inizio”, ammette Brongersma, “ma crediamo che questa tecnologia possa fare davvero la differenza”.

Per ora la pelle sintetica resta nei laboratori di Stanford. Ma la strada verso applicazioni concrete è tracciata: dalla robotica ai tessuti intelligenti, fino ai nuovi display, il mimetismo del polpo potrebbe presto entrare nella nostra vita di tutti i giorni.