La Russia attacca due navi cargo nel Mar Nero: l’allerta cresce a Kiev

La Russia attacca due navi cargo nel Mar Nero: l'allerta cresce a Kiev

La Russia attacca due navi cargo nel Mar Nero: l'allerta cresce a Kiev

Matteo Rigamonti

Gennaio 9, 2026

Odessa, 9 gennaio 2026 – Due navi cargo sono state colpite ieri da missili russi nel Mar Nero, a poca distanza dalla costa meridionale dell’Ucraina. A darne notizia è stato il ministro della Restaurazione, Oleksiy Kuleba, che ha confermato la morte di un membro dell’equipaggio, un cittadino siriano. L’attacco, avvenuto all’alba, ha riacceso la tensione sulle rotte commerciali marittime, già messe a dura prova dal conflitto in corso.

Missili russi colpiscono due navi cargo nel Mar Nero

Le autorità ucraine hanno spiegato che la prima nave mercantile stava andando verso il porto di Chornomorsk per caricare grano. La seconda, che trasportava soia, si trovava vicino al porto di Odessa quando è stata colpita. “Purtroppo, un membro dell’equipaggio è morto”, ha scritto Kuleba su Telegram, aggiungendo che sono in corso le operazioni di soccorso e la messa in sicurezza delle imbarcazioni.

Sui social circolano immagini che mostrano colonne di fumo nero all’orizzonte, mentre le squadre di emergenza ucraine lavorano intorno ai moli. Un marinaio, raggiunto telefonicamente da alanews.it, ha raccontato: “Abbiamo sentito un’esplosione fortissima, poi è scoppiato il caos. Alcuni colleghi sono rimasti feriti”. Nei porti del sud la tensione è palpabile: le autorità hanno rafforzato i controlli e limitato l’accesso alle zone più a rischio.

Un nuovo colpo al traffico marittimo nel Mar Nero

L’attacco alle due navi cargo è un duro colpo alla già fragile sicurezza del traffico marittimo nel Mar Nero. Da mesi, le navi civili che trasportano cereali e altre materie prime sono bersagli di raid e mine. Secondo il Ministero delle Infrastrutture ucraino, solo nell’ultimo trimestre si sono registrati almeno sette episodi simili tra Odessa e Chornomorsk.

Il rischio per gli equipaggi è concreto. “Non sappiamo più se è sicuro salpare”, ha detto un comandante di una compagnia locale. Le assicurazioni hanno già alzato i premi per le rotte ucraine, mentre alcuni armatori stanno pensando di deviare verso porti rumeni o bulgari. Intanto, il prezzo del grano sui mercati internazionali ha fatto un piccolo salto, segno che gli operatori temono ulteriori tensioni.

La comunità internazionale reagisce all’attacco

Il governo ucraino ha condannato l’attacco e chiesto un intervento urgente delle Nazioni Unite e dell’Organizzazione Marittima Internazionale. “Colpire navi civili è una chiara violazione delle convenzioni internazionali”, ha detto il ministro degli Esteri Dmytro Kuleba (nessun legame con Oleksiy), invitando la comunità internazionale a rispondere con decisione.

Mosca, invece, non ha rilasciato dichiarazioni ufficiali. Fonti vicine al Ministero della Difesa russo hanno però fatto capire che le operazioni contro obiettivi “potenzialmente militari” andranno avanti finché Kiev non accetterà nuove condizioni. Intanto, l’ambasciata siriana a Kiev ha espresso cordoglio per la morte del connazionale e chiesto chiarimenti sull’attacco.

Mar Nero, la situazione resta incerta

La situazione nel Mar Nero è ancora molto delicata. Le autorità ucraine hanno rafforzato i controlli lungo la costa e invitano gli equipaggi stranieri a mantenere la massima prudenza. Secondo fonti portuali di Odessa, almeno tre navi sono rimaste bloccate in rada in attesa di istruzioni. “Non possiamo permetterci altre vittime”, ha detto un funzionario locale.

Nelle ultime settimane, la tensione tra Russia e Ucraina si è tradotta in una serie di attacchi mirati contro infrastrutture portuali e convogli commerciali. Gli analisti temono che, se il conflitto continuerà, sarà a rischio l’intera filiera agroalimentare della regione. Per ora, la priorità è garantire la sicurezza degli equipaggi e far ripartire la navigazione nei tratti più esposti.

La morte del marinaio siriano, a poche miglia dalla costa ucraina, mette in luce la vulnerabilità dei lavoratori del mare in un contesto di incertezza e paura. Mentre le indagini vanno avanti, Odessa si prepara a nuove misure di emergenza. “Siamo pronti a tutto”, assicurano dal municipio. Ma resta una domanda sospesa tra i moli: quanto potrà ancora reggere il fragile equilibrio del Mar Nero?