Londra, 9 gennaio 2026 – Regno Unito, Germania e Francia hanno lanciato un durissimo monito contro il lancio del super missile Oreshnik, che le autorità ucraine attribuiscono alla Russia nella zona di Leopoli nelle ultime ore. In una nota ufficiale diffusa ieri sera da Downing Street, i tre Paesi europei – due dentro l’Unione Europea, uno fuori – hanno ribadito il loro sostegno a Kiev, in un momento delicato per gli equilibri geopolitici dell’area.
E3 compatto: “Attacco inaccettabile”
Il comunicato congiunto di Londra, Berlino e Parigi arriva poche ore dopo che Kiev ha denunciato il lancio di un nuovo missile, chiamato Oreshnik, con capacità di colpire a lunga distanza. “Condanniamo con forza questo attacco – si legge nel testo diffuso alle 19.30 ora locale –. È un gesto inaccettabile che mette a rischio i civili e blocca ogni possibilità di dialogo”.
Fonti diplomatiche britanniche raccontano che la decisione di parlare apertamente è arrivata dopo un confronto serrato tra i tre governi nel pomeriggio. “Non possiamo restare fermi davanti a una simile escalation”, ha detto un funzionario del Foreign Office. Secondo le prime ricostruzioni, il missile ha colpito una zona periferica di Leopoli poco dopo le 6 di mattina, senza causare vittime ma danneggiando alcune infrastrutture.
Pieno appoggio a Kiev, appello a Mosca
Nella stessa nota, i leader di Regno Unito, Germania e Francia ribadiscono il loro “pieno sostegno all’Ucraina” e chiedono a Mosca “un impegno concreto per calmare la situazione”. Il premier britannico ha invitato la Russia a “fermare subito tutti gli attacchi contro obiettivi civili”. Il cancelliere tedesco ha parlato di “una grave violazione del diritto internazionale”.
A Parigi, l’Eliseo ha confermato che il presidente Macron è stato informato già nelle prime ore del mattino e segue con attenzione l’evolversi degli eventi. In serata, fonti francesi hanno fatto sapere che sono in corso consultazioni con gli alleati della NATO per valutare possibili nuove mosse diplomatiche.
Il missile Oreshnik, un campanello d’allarme per l’Europa
L’episodio riaccende i timori sulla capacità russa di usare armi sofisticate anche nelle zone più occidentali dell’Ucraina. Lo Stato Maggiore ucraino ha spiegato che il missile Oreshnik è una delle ultime novità dell’arsenale russo: può colpire a più di 1.500 chilometri di distanza e trasportare testate convenzionali o carichi più pesanti.
“È un segnale che fa preoccupare tutta l’Europa”, ha detto un esperto del Royal United Services Institute di Londra. “Colpire vicino al confine con la Polonia non è un caso: vogliono capire come reagisce l’Occidente”. Finora il Cremlino non ha rivendicato l’attacco. Ma fonti ucraine rimangono ferme nel dire che dietro c’è Mosca.
Reazioni internazionali e cosa succede ora
La condanna dell’E3 arriva in un clima già teso. Negli ultimi giorni, con l’aumento degli attacchi missilistici russi, diversi Paesi europei hanno rafforzato la collaborazione militare con Kiev. A Bruxelles, la Commissione UE ha espresso “preoccupazione” e chiesto “un’inchiesta indipendente” sull’accaduto.
Intanto, a Leopoli la popolazione resta in allerta. Stamattina alcune famiglie sono state evacuate dalle zone più a rischio, mentre i soccorsi hanno lavorato per ripristinare la corrente elettrica interrotta dall’esplosione. “Abbiamo sentito un boato fortissimo – racconta Olena, residente nel quartiere Sykhiv –. I bambini si sono spaventati, ma per fortuna nessuno è rimasto ferito”.
Solo nelle prossime ore si potrà capire meglio l’impatto dell’attacco e le risposte diplomatiche che arriveranno. Ma il messaggio dei tre governi europei è chiaro: “Non lasceremo sola l’Ucraina”. Eppure, la tensione lungo il confine orientale dell’Europa resta alta e palpabile.
