L’Europa lancia 65 satelliti nel 2026: 48 occhi puntati sulla Terra

L'Europa lancia 65 satelliti nel 2026: 48 occhi puntati sulla Terra

L'Europa lancia 65 satelliti nel 2026: 48 occhi puntati sulla Terra

Matteo Rigamonti

Gennaio 9, 2026

Roma, 9 gennaio 2026 – L’Agenzia Spaziale Europea si prepara a un anno da record: nel 2026 saranno ben 65 i satelliti lanciati, un numero mai visto prima. A darne notizia questa mattina è stato il direttore generale Josef Aschbacher durante la conferenza stampa di inizio anno nella sede ESA di Parigi. “È un record assoluto rispetto agli anni passati”, ha detto, sottolineando le nuove priorità dell’agenzia per i mesi a venire.

Un anno di grandi sfide e investimenti

Sono cinque i traguardi principali che l’ESA si è messa in testa per il 2026. Al primo posto c’è la protezione della Terra e lo studio del clima, con ben 48 satelliti dedicati all’osservazione del nostro pianeta – più del doppio rispetto ai 22 previsti per il 2025. Seguono poi l’esplorazione dello spazio con 12 nuove missioni, il rafforzamento dell’indipendenza europea nel lancio dei razzi grazie al debutto del nuovo Ariane 64, lo sviluppo dell’industria spaziale europea e l’impegno a “ispirare i giovani”, come ha spiegato Aschbacher.

Dal punto di vista dei fondi, la parte del leone spetta all’osservazione della Terra con 2,4 miliardi di euro. Poi c’è la navigazione satellitare (1,2 miliardi), la connettività e la sicurezza delle comunicazioni (996 milioni), l’esplorazione umana e robotica (818 milioni), il trasporto spaziale (698 milioni) e i programmi scientifici (692 milioni). “La sfida è mantenere l’Europa al vertice in settori strategici”, ha aggiunto il direttore.

Missioni e alleanze globali

Si parte a febbraio con la missione dell’astronauta Sophie Adenot, a bordo dell’equipaggio Crew 12. Il lancio, previsto non prima del 15 febbraio, darà il via agli eventi spaziali europei dell’anno. La Luna resta un obiettivo chiave: l’ESA prenderà parte alla missione Artemis 2, diretta verso l’orbita lunare, in collaborazione con la NASA. “La cooperazione con gli Stati Uniti è quotidiana e molto positiva”, ha detto Aschbacher, ricordando anche i progetti in comune sulla Stazione Spaziale Internazionale e nella ricerca scientifica.

La NASA ha confermato il suo supporto al rover Rosalind Franklin, che partirà nel 2028 con la missione ExoMars. Lo scopo? Cercare tracce di vita passata o presente sul suolo marziano.

Tecnologie nuove e debutti importanti

Tra le novità più attese c’è il volo inaugurale della versione a quattro booster del lanciatore Ariane 6 (Ariane 64), previsto nella prima metà dell’anno. Sarà un volo commerciale, pensato per rendere più solido il ruolo dell’Europa nel lancio dei razzi. Intanto, continuano i test sullo Space Rider, la prima navetta riutilizzabile tutta europea.

A maggio inizieranno le operazioni di Flyeye, il telescopio pensato per tenere d’occhio gli asteroidi. Attualmente si trova a Matera, ma sarà trasferito in Sicilia per coprire meglio il cielo del Sud. Nella seconda metà dell’anno arriverà il lancio della missione Pluto, che cercherà pianeti simili alla Terra.

Scienza e formazione: i momenti da non perdere

Nel secondo trimestre del 2026 è in programma il lancio di Smile, una missione dedicata allo studio del vento solare, mentre si concluderà l’addestramento dei nuovi astronauti ESA. Nel terzo trimestre toccherà al satellite meteorologico Mtg-12, e il 12 settembre gli occhi saranno puntati sull’eclissi totale di Sole.

In ottobre arriveranno i dati delle missioni scientifiche Euclid, mentre a dicembre sarà la volta di quelli raccolti da Gaia. Sempre a fine anno, la missione Hera raggiungerà l’asteroide Dimorphos per proseguire gli studi sulla difesa planetaria.

Europa protagonista nello spazio

“Il 2026 sarà un anno di svolta per l’Europa nello spazio”, ha concluso Aschbacher davanti ai giornalisti. L’obiettivo è chiaro: consolidare il ruolo europeo tra i grandi protagonisti della corsa allo spazio, puntando su innovazione, sicurezza e sostenibilità. Un percorso che passa anche dalla formazione delle nuove generazioni: “Abbiamo bisogno di giovani che guardino alle stelle con curiosità e competenza”, ha confidato il direttore.

Il conto alla rovescia è già iniziato. E questa volta, l’Europa vuole esserci – non solo come spettatrice.