Roma, 9 gennaio 2026 – Lo spread tra Btp e Bund ha chiuso oggi ai livelli più bassi dal 2008, fermandosi a 63,2 punti base. Un dato che, secondo gli operatori di Piazza Affari, segna una tappa importante per il mercato obbligazionario italiano. Il rendimento del Btp decennale è sceso al 3,49%, mentre il corrispondente titolo tedesco si è attestato al 2,86%. Un movimento seguito con attenzione fin dalle prime ore nelle sale operative di Milano e Francoforte.
Spread Btp-Bund ai minimi dal 2008: cosa dicono i numeri
Il differenziale tra i titoli di Stato italiani e tedeschi – lo spread – è da tempo un termometro della fiducia degli investitori internazionali verso il debito pubblico italiano. Oggi, alle 17:30, la chiusura a 63,2 punti base ha riportato alla mente dei mercati valori simili a quelli di quasi diciotto anni fa. Era il 2008, prima della lunga stagione di turbolenze finanziarie che ha segnato l’Eurozona.
I dati di Bloomberg mostrano un calo del rendimento del Btp decennale al 3,49%, in discesa rispetto ai giorni scorsi. Il Bund tedesco, considerato il titolo più sicuro dell’area euro, si è fermato al 2,86%. “Un segnale di fiducia verso l’Italia”, commenta un analista di una banca d’affari milanese, che preferisce restare anonimo. Ma tra gli investitori stranieri c’è ancora prudenza: “Il quadro macroeconomico europeo resta fragile”, spiega un gestore londinese.
Perché lo spread è sceso
A influire sul calo dello spread Btp-Bund sono stati diversi fattori. Prima di tutto, la percezione di una maggiore stabilità politica in Italia, dopo settimane di confronto parlamentare sulla legge di bilancio. Il Tesoro, guidato da Giancarlo Giorgetti, ha ribadito l’impegno a tenere sotto controllo i conti pubblici. “La disciplina fiscale resta una priorità”, ha detto ieri sera il ministro dell’Economia durante un incontro con la stampa a Via XX Settembre.
Anche la Banca Centrale Europea ha giocato un ruolo nel rassicurare i mercati. Christine Lagarde, presidente della BCE, ha confermato che “le condizioni di finanziamento rimarranno favorevoli per sostenere la crescita nell’area euro”. Una frase che, secondo gli operatori interpellati da alanews.it, ha avuto un impatto diretto sulle quotazioni dei titoli di Stato italiani.
Mercati in movimento, ma con prudenza
A Piazza Affari la giornata è stata vivace, con scambi intensi sui titoli del debito sovrano. “Abbiamo visto acquisti importanti sui Btp a lunga scadenza”, racconta un trader di una banca italiana di primo piano. Ma il clima resta cauto: “Gli investitori aspettano i prossimi dati macro e le decisioni della BCE sui tassi”, aggiunge.
Secondo le stime di Refinitiv, il volume degli scambi sui titoli italiani è cresciuto del 15% rispetto alla media delle ultime settimane. Un segnale chiaro dell’interesse degli investitori internazionali verso il nostro debito pubblico in questa fase di relativa calma.
Cosa significa per famiglie e imprese
Il calo dello spread si riflette anche sulle condizioni di accesso al credito per famiglie e imprese. L’ABI (Associazione Bancaria Italiana) spiega che tassi più bassi sui titoli di Stato possono tradursi in mutui e finanziamenti più convenienti. “La riduzione del costo del debito pubblico aiuta tutta l’economia”, dice Antonio Patuelli, presidente dell’ABI.
Ma gli esperti avvertono: la situazione resta delicata. “Siamo in un momento in cui basta poco per cambiare tutto”, confida un economista romano. L’attenzione resta alta sulle mosse della BCE e sugli sviluppi internazionali.
Lo sguardo alle prossime settimane
Per ora, il dato di oggi è un segnale positivo per l’Italia e per l’Eurozona. Ma tra gli addetti ai lavori la prudenza è d’obbligo: “Solo se questa tendenza si confermerà nei prossimi mesi potremo parlare di vera svolta”, conclude un gestore sentito da alanews.it. Intanto, lo spread ai minimi dal 2008 è la notizia che oggi tiene banco nei mercati finanziari europei.
