Roma, 9 gennaio 2026 – Un fondo da 6,3 miliardi di euro per dare una mano alle imprese agricole europee, l’azzeramento dei dazi sui fertilizzanti e nuove regole sui controlli alle frontiere: sono questi i punti caldi dell’accordo firmato ieri dagli ambasciatori dell’Unione Europea e dai rappresentanti del blocco Mercosur. Un’intesa che, secondo il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, “assicura condizioni migliori per la produzione” alle aziende italiane ed europee.
6,3 miliardi per il settore agricolo e stop ai dazi sui fertilizzanti
Il via libera degli ambasciatori Ue all’intesa con il Mercosur — il mercato comune che comprende Brasile, Argentina, Uruguay e Paraguay — arriva dopo mesi di trattative serrate. Al centro del negoziato c’era la necessità di proteggere le filiere agricole europee dalle possibili conseguenze di una maggiore apertura verso i Paesi sudamericani. “Il fondo da 6,3 miliardi di euro per affrontare eventuali turbative di mercato è una risposta concreta alle preoccupazioni degli agricoltori”, ha spiegato Lollobrigida ieri pomeriggio, raggiunto al telefono da Bruxelles.
L’accordo prevede anche l’azzeramento dei dazi e degli oneri sui fertilizzanti previsti dal regolamento Cbam (Carbon Border Adjustment Mechanism), una misura che, secondo il ministro, “permette alle nostre imprese di reggere la concorrenza internazionale senza costi in più”. Il tema dei fertilizzanti era uno dei nodi più spinosi delle ultime settimane, con le associazioni di categoria che avevano chiesto a gran voce un intervento per evitare aumenti di prezzo.
Controlli più severi e soglia di allerta più bassa
Oltre agli aspetti economici, il nuovo accordo porta novità anche sul fronte dei controlli alle frontiere. In particolare, la soglia del cosiddetto “meccanismo di salvaguardia” scende dall’8 al 5%. “È una misura importante”, ha sottolineato Lollobrigida, “perché permette di intervenire più in fretta in caso di squilibri sul mercato”.
Il rafforzamento dei controlli sulle merci in arrivo nell’Unione europea è stato accolto con favore anche da alcune organizzazioni agricole italiane. Coldiretti, in una nota diffusa ieri sera, ha parlato di “passo avanti significativo”, pur sottolineando la necessità di tenere alta l’attenzione sulla qualità dei prodotti importati. Secondo fonti europee, i nuovi controlli dovrebbero partire già nei prossimi mesi, con una fase di monitoraggio fino all’estate.
Reazioni e scenari per le imprese italiane
L’accordo ha diviso il mondo agricolo italiano. Da un lato, il governo punta sui vantaggi per la competitività delle aziende. Dall’altro, alcune sigle sindacali restano caute. “Bisogna vedere come queste misure verranno messe in pratica”, ha detto ieri sera Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti. “La tutela del reddito degli agricoltori e la sicurezza alimentare devono rimanere priorità assolute”.
Secondo i dati del Ministero dell’Agricoltura, l’Italia esporta ogni anno verso i Paesi del Mercosur prodotti agroalimentari per circa 1,2 miliardi di euro. L’apertura del mercato sudamericano può aprire nuove opportunità, ma anche aumentare la concorrenza in settori delicati come carne bovina e cereali. “Siamo pronti a confrontarci con le nuove regole”, ha assicurato Lollobrigida, “ma vigileremo affinché non ci siano distorsioni”.
Cosa succederà adesso
L’accordo degli ambasciatori Ue deve ancora essere ratificato dal Parlamento europeo e dai singoli Stati membri. Fonti vicine al dossier parlano di un voto finale atteso entro la primavera. Nel frattempo, il Ministero dell’Agricoltura ha annunciato l’apertura di un tavolo tecnico con le associazioni di categoria per seguire da vicino l’impatto delle nuove misure.
“Solo con un confronto continuo potremo assicurarci che i vantaggi dell’accordo arrivino davvero alle nostre imprese”, ha concluso Lollobrigida. Per gli agricoltori italiani si apre così un periodo di attesa e attenzione: tra speranze di crescita e timori per il settore, il 2026 si profila come un anno decisivo per il futuro dell’agroalimentare nazionale.
