Mattarella: l’Italia unita nell’angoscia per la salute dei cittadini

Mattarella: l'Italia unita nell'angoscia per la salute dei cittadini

Mattarella: l'Italia unita nell'angoscia per la salute dei cittadini

Matteo Rigamonti

Gennaio 9, 2026

Zurigo, 9 gennaio 2026 – Questa mattina il presidente della Repubblica Sergio Mattarella si è recato all’ospedale universitario di Zurigo, dove sono ricoverati i due giovani italiani rimasti coinvolti nel grave incidente avvenuto pochi giorni fa in Svizzera. Il capo dello Stato ha voluto incontrare di persona i medici che li stanno curando, portando la solidarietà delle istituzioni e il sostegno di tutto il Paese alle famiglie colpite.

Mattarella a Zurigo: incontro con i medici e parola alle famiglie

Sono qui per ringraziarvi e per far sentire ai genitori dei ragazzi la partecipazione e il calore dell’Italia intera, che condivide l’angoscia per quanto accaduto e la speranza di una pronta ripresa per i giovani”. Così si è espresso Mattarella durante il colloquio con l’équipe guidata dal professor Hans Meier, responsabile della terapia intensiva. L’incontro è avvenuto poco dopo le 10 in una sala riservata dell’ospedale, lontano da occhi e telecamere. Presenti anche il console italiano a Zurigo, Giulia Ferrara, e alcuni membri della comunità italiana in Svizzera.

Il presidente ha parlato a lungo con i medici, chiedendo aggiornamenti sulle condizioni dei due ragazzi, entrambi di Bergamo. “Stiamo facendo tutto il possibile”, ha detto il dottor Meier, “le prossime ore saranno decisive”. Mattarella ha ascoltato con attenzione, annuendo più volte, poi ha chiesto di poter rivolgere un messaggio diretto ai genitori, ancora in Svizzera accanto ai figli.

Due ragazzi italiani: ore di attesa e condizioni delicate

L’ospedale riferisce che i due ventenni restano ricoverati in condizioni stabili ma gravi. Uno di loro ha subito un intervento chirurgico delicato nella notte tra lunedì e martedì; l’altro è sotto osservazione continua, con il personale medico sempre presente. “La prognosi è riservata”, si legge in una nota diffusa poco dopo la visita del presidente. Le famiglie, assistite dal consolato, hanno scelto di non rilasciare dichiarazioni.

Fuori dall’ospedale, alcuni connazionali si sono radunati in silenzio. “Siamo qui per mostrare la nostra vicinanza”, ha detto Marco Rossi, che vive a Zurigo da oltre dieci anni. “In momenti come questi la comunità italiana si stringe intorno a chi soffre”.

Il sostegno delle istituzioni e la risposta della comunità

La presenza di Mattarella a Zurigo è un segnale forte dell’attenzione delle istituzioni italiane verso i cittadini all’estero. Il presidente ha ribadito l’impegno dello Stato a seguire da vicino la vicenda, assicurando che “l’Italia non lascia soli i suoi figli”. Parole che trovano eco anche nel ministro degli Esteri, Antonio Tajani, che ha espresso “vicinanza e sostegno alle famiglie”, sottolineando la collaborazione tra autorità italiane e svizzere.

Intanto a Bergamo amici e conoscenti dei due giovani attendono notizie con ansia. Ieri sera si sono riuniti nella parrocchia di San Paolo per una veglia di preghiera. “Non resta che sperare”, ha detto don Luigi, parroco della zona. “La solidarietà è la risposta più vera davanti a queste tragedie”.

Incidente in Svizzera: ancora da chiarire le cause

Le cause dell’incidente che ha coinvolto i due ragazzi restano da accertare. Secondo le prime indagini della polizia cantonale, l’auto su cui viaggiavano è uscita di strada vicino a Winterthur, poco dopo le 23 di sabato scorso. Le autorità stanno esaminando le immagini delle telecamere di sorveglianza e ascoltando i testimoni. Non si esclude un malore improvviso o un guasto meccanico.

La Farnesina segue con attenzione la situazione, pronta a offrire tutto il supporto necessario alle famiglie. “Siamo in costante contatto con le autorità locali”, ha detto una fonte diplomatica italiana. Solo nelle prossime ore arriveranno aggiornamenti più chiari sulle condizioni dei ragazzi e sui dettagli dell’incidente.

In attesa di novità, la visita di Mattarella ha rappresentato un momento di conforto per chi, in questi giorni, vive nell’incertezza e nella preoccupazione. Un gesto concreto – sottolineano fonti del Quirinale – che mostra quanto le istituzioni italiane siano vicine ai cittadini colpiti da eventi così dolorosi.