Meloni e Rodriguez: un simbolo di pace e speranza per il ritorno degli italiani

Meloni e Rodriguez: un simbolo di pace e speranza per il ritorno degli italiani

Meloni e Rodriguez: un simbolo di pace e speranza per il ritorno degli italiani

Matteo Rigamonti

Gennaio 9, 2026

Roma, 9 gennaio 2026 – “Accolgo con grande gioia la liberazione degli altri italiani. Sono fiduciosa e voglio dire che il segnale lanciato dalla presidente venezuelana va nella direzione della pace, e noi lo cogliamo. Credo possa diventare un punto molto importante per i rapporti tra Italia e Venezuela”. Così la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, ha commentato ieri, durante la tradizionale conferenza stampa di fine anno a Palazzo Chigi, la vicenda che ha coinvolto Andrea Trentini e gli altri connazionali detenuti in Venezuela.

Liberati gli italiani in Venezuela: il commento di Meloni

La premier ha scelto un tono sobrio, quasi personale, per parlare della liberazione degli italiani ancora in carcere in Venezuela. Il caso di Andrea Trentini, imprenditore di Bologna, era diventato uno dei temi più delicati per la diplomazia italiana negli ultimi mesi. La notizia della scarcerazione degli altri connazionali è arrivata nella notte tra il 7 e l’8 gennaio, dopo settimane di trattative riservate tra la Farnesina e le autorità di Caracas.

Meloni ha voluto mettere in luce il valore simbolico del gesto della presidente venezuelana, Delcy Rodríguez, salita al potere da pochi mesi dopo le contestate elezioni di ottobre. “Il segnale dato dalla presidente venezuelana è un segnale di pace”, ha detto Meloni, lasciando intendere che il governo italiano vede in questa apertura un possibile cambio di passo nei rapporti bilaterali.

Un segnale di distensione tra Roma e Caracas

La liberazione degli italiani – tra cui ci sono anche Giuseppe Rinaldi e Luca Ferraro, secondo fonti diplomatiche – è stata accolta con sollievo dalle famiglie e dalla comunità italiana in Venezuela. La premier ha parlato di un “passo molto importante nei rapporti tra Italia e Venezuela”, facendo capire che Roma vuole sfruttare questa occasione per riprendere il dialogo con Caracas.

Fonti della Farnesina hanno confermato che la trattativa è stata lunga e complessa, portata avanti in stretto contatto con l’ambasciata italiana a Caracas. “Abbiamo lavorato senza sosta, anche nei giorni festivi”, ha raccontato un funzionario del ministero degli Esteri. Solo dopo settimane di silenzio e attese è arrivata la svolta: la scarcerazione degli italiani detenuti per motivi giudiziari ancora poco chiari.

Il caso Trentini resta aperto

Rimane aperta la situazione di Andrea Trentini, il cui caso – secondo fonti vicine alla famiglia – è ancora al centro di approfondimenti da parte delle autorità venezuelane. Meloni si è detta “fiduciosa” su un esito positivo, ma ha evitato di sbilanciarsi sui tempi. “Voglio sottolineare che sono fiduciosa”, ha ripetuto la premier, mostrando tutta la cautela necessaria per una situazione così delicata.

In queste ore, i legali di Trentini lavorano a stretto contatto con i diplomatici italiani per avere chiarimenti sulle accuse e accelerare il rilascio. “Non possiamo ancora cantare vittoria”, ha detto un avvocato della famiglia, “ma il clima sembra cambiato”.

Reazioni e passi avanti

La notizia della liberazione ha subito acceso le reazioni tra gli esponenti delle associazioni degli italiani all’estero. “È un passo avanti importante”, ha commentato Giovanni Piras, presidente del Comites di Caracas. “Ora ci aspettiamo che anche per Trentini si possa trovare una soluzione positiva”.

Intanto, la Farnesina resta vigile sulla situazione dei connazionali ancora trattenuti in Venezuela. Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, ha ribadito che “l’Italia non abbassa la guardia” e continuerà a impegnarsi per difendere i diritti dei suoi cittadini.

Solo nelle prossime settimane si capirà se questo gesto del governo venezuelano segna davvero l’inizio di una nuova fase tra Roma e Caracas. Per ora, come ha detto Meloni, “cogliamo il segnale”. E si guarda con attenzione al prossimo capitolo del caso Trentini.