Meloni esclude l’invio di truppe in Ucraina sotto l’ombrello dell’Onu

Meloni esclude l'invio di truppe in Ucraina sotto l'ombrello dell'Onu

Meloni esclude l'invio di truppe in Ucraina sotto l'ombrello dell'Onu

Matteo Rigamonti

Gennaio 9, 2026

Roma, 9 gennaio 2026 – La presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha fatto chiarezza oggi, durante la conferenza stampa di fine anno a Palazzo Chigi, sulla posizione dell’Italia riguardo all’ipotesi di invio di truppe internazionali in Ucraina. “Al momento non c’è nessuna opzione sul tavolo con un mandato delle Nazioni Unite”, ha detto Meloni, spiegando che il dibattito riguarda piuttosto una possibile forza multinazionale nel quadro della cosiddetta “coalizione dei volenterosi”, con l’obiettivo di rafforzare la difesa ucraina.

Niente soldati italiani in missione

La premier ha ribadito con decisione che il governo non prevede, almeno per ora, l’invio di soldati italiani in Ucraina. “La vera garanzia di pace è l’articolo 5 della Nato”, ha ricordato, riferendosi al sistema di difesa collettiva dell’Alleanza Atlantica. Solo se uno Stato membro venisse attaccato scatterebbe la risposta congiunta prevista dal trattato. “Quella è la principale forma di protezione per l’Ucraina”, ha aggiunto, lasciando intendere che ogni altra strada resta subordinata a questo principio.

Il Parlamento e il cambio di scenario

Durante l’incontro con i giornalisti, Meloni ha sottolineato che fino a poco tempo fa la posizione era praticamente condivisa da tutti in Parlamento. Ma nelle ultime ore sono arrivate voci diverse anche dentro il Partito Democratico. “Ora leggo che qualcuno nel Pd ha cambiato idea”, ha detto la presidente del Consiglio, spiegando che se arriverà una proposta alternativa in Parlamento, il governo la prenderà in considerazione e deciderà di conseguenza.

L’opinione pubblica e l’interesse nazionale

Meloni ha affrontato anche il tema di come viene percepita la questione dall’opinione pubblica. Secondo lei, “una larga parte degli italiani pensa che sia più facile tutelare l’interesse nazionale facendo un passo indietro in Ucraina”. Una posizione, ha aggiunto, che però rischia di allontanare la pace vera e duratura. “Io credo che per fermare la guerra bisogna stare accanto all’Ucraina”, ha detto, sottolineando che la chiave è la deterrenza.

Deterrenza: la chiave della pace secondo Meloni

La premier ha spiegato cosa intende con deterrenza, richiamandone le radici latine. “Significa essere abbastanza forti da far desistere il nemico dal pensare di attaccarti”, ha detto. Per Meloni, è proprio la forza che crea le condizioni per la pace. “Questa è la mia visione”, ha chiarito, lasciando però spazio a chi la pensa diversamente: “Chi ha un’idea diversa ha tutto il diritto di esprimerla, senza però accusarmi di essere filo qualcosa”.

Nessun mandato Onu in vista

Al momento non c’è nessun mandato delle Nazioni Unite per inviare una forza internazionale in Ucraina. La discussione resta dunque confinata alle alleanze occidentali e alle iniziative di singoli Paesi della Nato o dell’Unione Europea. Fonti diplomatiche italiane confermano che ogni passo avanti sarà deciso in stretto coordinamento con gli alleati e nel rispetto delle decisioni del Parlamento.

Cosa succederà nei prossimi giorni

Il tema della sicurezza in Europa e del sostegno all’Ucraina resta al centro dell’agenda politica italiana. Nei prossimi giorni sono previste nuove riunioni tra i leader europei e della Nato per discutere evoluzioni sul campo e strategie comuni. Intanto, il governo italiano mantiene la sua posizione prudente: niente coinvolgimento diretto con truppe, ma pieno sostegno politico e militare nei limiti degli accordi internazionali già stabiliti.

Il dibattito resta acceso, dentro il Parlamento e tra gli italiani. E mentre il conflitto in Ucraina continua senza segnali chiari di una svolta, la questione delle garanzie di sicurezza e del ruolo dell’Italia nel mondo resta uno dei nodi più delicati e divisivi.