Roma, 9 gennaio 2026 – Il tema del fine vita torna a far parlare l’Italia, dopo le parole della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che durante la conferenza stampa di fine anno ha chiarito la posizione del governo. “Il compito dello Stato non è quello di favorire il suicidio, ma di alleviare la solitudine e le difficoltà di chi soffre per gravi malattie, e delle loro famiglie”, ha detto Meloni, rispondendo ai giornalisti nella sala stampa di Palazzo Chigi, poco dopo mezzogiorno.
Meloni: “Lo Stato deve combattere solitudine e abbandono”
La premier ha rimarcato che, secondo il governo, la priorità è prendersi cura dei malati e di chi li assiste. “Noi lavoriamo aumentando i fondi per le cure palliative e l’assistenza a domicilio”, ha spiegato, ricordando anche il prossimo disegno di legge sui caregiver familiari. Un provvedimento molto atteso dalle associazioni, che dovrebbe arrivare in Consiglio dei ministri entro febbraio.
Per Meloni, il punto chiave resta “combattere la solitudine e l’abbandono che spingono alcune persone a vedere nel suicidio assistito l’unica uscita”. Un messaggio ripetuto più volte nel corso della conferenza, mentre i giornalisti insistevano sul tema, soprattutto dopo le recenti sentenze della Corte costituzionale e le richieste di molte famiglie per una legge chiara.
La palla passa al Parlamento
Sul fronte delle leggi, la presidente del Consiglio ha chiarito che ora la decisione spetta al Parlamento. “Le scelte spettano al Parlamento”, ha detto Meloni, lasciando intendere che il governo non prenderà iniziative dirette in questa fase. In Senato sono depositate diverse proposte, sia della maggioranza che delle opposizioni, ma il percorso sembra ancora lungo e complesso.
Alla domanda se sia personalmente favorevole o contraria a una legge sul fine vita, Meloni ha evitato di sbilanciarsi: “Dipende da cosa ci sarà nei testi. Il Senato sta lavorando, non ci sono iniziative da parte del governo”. Una posizione che mostra la delicatezza del tema e la volontà di evitare divisioni nella maggioranza su un argomento così sensibile.
Cure palliative e assistenza domiciliare: i numeri sul tavolo
Durante la conferenza, la premier ha ricordato l’impegno del governo a potenziare le cure palliative e l’assistenza a domicilio. Secondo il Ministero della Salute, nel 2025 sono stati stanziati circa 400 milioni di euro per rafforzare i servizi sul territorio, con un’attenzione particolare al Sud, dove le carenze sono più evidenti. “Vogliamo garantire a tutti un accompagnamento dignitoso”, ha spiegato un funzionario del ministero guidato da Orazio Schillaci.
Le associazioni di pazienti hanno accolto positivamente l’aumento dei fondi, ma chiedono tempi certi per mettere in pratica le misure. “Servono risposte veloci per chi ogni giorno affronta la malattia in casa”, ha detto Paola Binetti, presidente dell’Associazione Italiana Cure Palliative.
Il nodo del suicidio assistito e le tensioni in Parlamento
Il suicidio assistito divide da anni il Parlamento. Dopo la sentenza della Corte costituzionale nel 2019 sul caso Cappato-Antoniani, la richiesta di una legge chiara è rimasta in sospeso. Oggi in Senato sono sul tavolo almeno quattro proposte diverse: tra queste, quella di Alfredo Bazoli (Pd) e quella di Maurizio Gasparri (Forza Italia), che partono da posizioni molto diverse su limiti e procedure.
Le opposizioni spingono per una legge veloce. “Non possiamo lasciare sole le famiglie”, ha detto Chiara Gribaudo (Pd). Dal centrodestra, invece, si insiste sulla necessità di proteggere i più fragili, senza aprire a rischi pericolosi. Il dibattito resta acceso anche fuori dal Parlamento: nelle ultime settimane, diverse associazioni hanno organizzato sit-in davanti a Montecitorio per chiedere tempi certi.
Caregiver familiari, la legge attesa entro febbraio
Nel frattempo, il governo punta a portare in Consiglio dei ministri entro febbraio il ddl sui caregiver familiari, una misura che interessa più di due milioni di italiani che assistono parenti non autosufficienti. Fonti vicine al Ministero del Lavoro assicurano che il testo riconoscerà i caregiver a livello giuridico e prevederà forme di sostegno economico per chi si prende cura di un familiare.
Solo dopo questo passo – spiegano dal governo – si potrà capire come queste misure influiranno sull’assistenza domiciliare e sulle scelte delle famiglie. Intanto, il dibattito sul fine vita resta aperto. E la parola definitiva spetta al Parlamento.
