Roma, 9 gennaio 2026 – Alla tradizionale conferenza stampa di fine anno, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha parlato dei rapporti tra Unione Europea e Russia, sottolineando l’importanza di una linea comune e prudente. “In questo caso penso che Macron abbia ragione, credo che sia il momento in cui anche l’Ue parli con la Russia”, ha detto Meloni, rispondendo a una domanda sulle recenti aperture del presidente francese. Ma ha subito avvertito: “Se l’Europa decide di parlare con solo una delle due parti in campo temo che il contributo che può portare sia limitato”.
Meloni: dialogo con Mosca solo se uniti
L’incontro con la stampa, iniziato poco dopo le 11 nella sala dei Galeoni di Palazzo Chigi, è servito a chiarire la posizione italiana sul possibile riavvio del dialogo con Mosca. “Il problema è chi deve farlo. Se facciamo l’errore di riaprire le trattative con la Russia e andiamo ognuno per conto suo, facciamo solo un favore a Putin. E l’ultima cosa che voglio fare nella vita è un favore a Putin”, ha detto la premier con tono deciso. Per Meloni, non si tratta solo di capire se parlare o no, ma di come farlo: “Serve una posizione europea condivisa, non iniziative isolate”.
L’inviato speciale Ue per l’Ucraina
A una domanda sulle possibili mosse diplomatiche dell’Unione Europea nel conflitto tra Russia e Ucraina, Meloni si è detta favorevole alla nomina di un inviato speciale Ue per l’Ucraina. “Sono favorevole all’indicazione di un inviato speciale dell’Ue sull’Ucraina”, ha confermato, lasciando intendere che una figura unica potrebbe aiutare a coordinare meglio gli sforzi diplomatici dei Ventisette. L’idea, proposta da alcuni Paesi membri nelle settimane scorse, è ancora in discussione a Bruxelles.
G7 e Russia: “Troppo presto per un ritorno”
Sul possibile rientro della Russia nel gruppo delle economie più avanzate, la premier ha frenato: “Mi pare prematuro parlare di un ingresso della Russia nel G7, ma sono temi che si affronteranno solo quando ci sarà la pace”. Il G7, che quest’anno si terrà in Italia, a Borgo Egnazia, dal 13 al 15 giugno, resta quindi congelato finché non si vedranno segnali concreti di fine delle ostilità in Ucraina. “Sono temi che si affronteranno solo quando ci sarà la pace”, ha ribadito Meloni, lasciando capire che per ora Mosca resta fuori dal tavolo delle grandi potenze occidentali.
Il quadro europeo: Macron e le divisioni tra leader
Le parole della premier arrivano dopo settimane di dibattito tra i leader europei sul ruolo dell’Ue nella crisi ucraina. Il presidente francese Emmanuel Macron aveva recentemente invitato Bruxelles a “non escludere il dialogo con Mosca”, scatenando reazioni contrastanti. In Germania e nei Paesi baltici, invece, si mantiene una linea più dura contro il Cremlino. Meloni, pur riconoscendo la necessità di un confronto, ha sottolineato che ogni apertura deve partire da una strategia comune: “Andare ognuno per conto proprio – ha spiegato – rischia solo di indebolire la posizione europea”.
Le reazioni e cosa aspettarsi
Le parole di Meloni sono state seguite con attenzione da osservatori internazionali. A Bruxelles, fonti diplomatiche hanno fatto sapere che la proposta dell’inviato speciale Ue sull’Ucraina sarà discussa al prossimo Consiglio Affari Esteri. Intanto, il governo italiano continuerà a sostenere le sanzioni contro Mosca e l’aiuto a Kiev, in linea con le decisioni finora prese dall’Unione Europea. “Non possiamo permetterci passi falsi”, ha confidato un consigliere diplomatico presente all’incontro.
Nel frattempo, resta alta la tensione tra chi spinge per riaprire i canali diplomatici e chi teme che ogni concessione venga vista come un segno di debolezza dell’Occidente. Per ora, la linea italiana è chiara: dialogo sì, ma solo se condiviso e senza concessioni unilaterali.
