Petrolio in ripresa: New York registra un aumento a 58,26 dollari

Petrolio in ripresa: New York registra un aumento a 58,26 dollari

Petrolio in ripresa: New York registra un aumento a 58,26 dollari

Matteo Rigamonti

Gennaio 9, 2026

New York, 9 gennaio 2026 – Le quotazioni del petrolio sono tornate a salire oggi, con il prezzo del barile che a New York ha guadagnato lo 0,85%, arrivando a 58,26 dollari. Il rialzo si è visto già nelle prime ore della mattinata negli Stati Uniti e riflette diversi fattori internazionali e movimenti di mercato che continuano a muovere il settore energetico.

Petrolio in rialzo: cosa sta spingendo i prezzi

Gli operatori di Wall Street spiegano che l’aumento delle quotazioni del greggio è legato sia alle tensioni in alcune aree chiave di produzione, sia ai dati recenti sulle scorte americane. “Il mercato reagisce a numeri che mostrano una domanda più forte del previsto”, ha detto un analista di JP Morgan, raggiunto poco dopo l’apertura delle contrattazioni. Negli ultimi giorni si sono fatti sentire i timori per la produzione in Medio Oriente, mentre ieri l’Energy Information Administration ha segnalato una leggera diminuzione delle riserve negli Stati Uniti.

Il rialzo del petrolio fa muovere le borse

L’aumento del prezzo del petrolio si è riflesso anche sulle principali piazze finanziarie. A Wall Street il settore energia ha aperto in positivo, spinto dai titoli delle grandi compagnie come ExxonMobil e Chevron. In Europa, invece, la reazione è stata più prudente. “Gli investitori restano cauti, soprattutto per l’incertezza che c’è sull’economia globale”, ha commentato un gestore di fondi di Londra. Il prezzo di 58,26 dollari al barile è un livello che non si vedeva da settimane, dopo un periodo di oscillazioni tra 56 e 57 dollari.

Domanda globale sotto la lente: cosa ci aspetta

L’OPEC prevede che la domanda mondiale di petrolio rimarrà stabile nel primo trimestre del 2026. Però restano molte incognite legate alla crescita cinese e alle politiche energetiche americane. “Se la crescita rallentasse, potremmo vedere nuovi cali nei prezzi”, ha spiegato un economista della Columbia University. Per ora, però, il mercato punta su una ripresa graduale dei consumi, anche grazie alla stagione invernale nell’emisfero nord.

Cosa cambia per italiani e imprese

L’aumento delle quotazioni del greggio si farà sentire anche alla pompa in Italia. Assopetroli avverte che se il trend continua, i prezzi dei carburanti potrebbero salire già dalla prossima settimana. “Seguiamo con attenzione l’andamento internazionale”, ha detto il presidente Andrea Rossetti. Per le imprese che consumano molta energia – dalla logistica all’industria pesante – ogni aumento del petrolio significa costi più alti, che rischiano di aggravare situazioni già complicate a causa dell’inflazione.

Operatori cauti ma attenti: cosa succede ora

Tra i protagonisti del settore regna la prudenza. “Non ci aspettiamo scossoni improvvisi, ma il mercato resta molto sensibile alle tensioni geopolitiche”, ha raccontato un trader a New York. Ieri sera, infatti, alcune voci su possibili tagli alla produzione da parte di Paesi OPEC hanno già acceso l’attenzione degli investitori. Come spesso succede, però, solo i prossimi giorni diranno se questo rialzo è l’inizio di un trend o solo un episodio passeggero.

In attesa dei nuovi dati ufficiali, previsti per domani alle 16 ora italiana, il mercato resta all’erta. Gli occhi sono puntati sulle mosse dei grandi produttori e sulle decisioni delle banche centrali, che potrebbero avere un impatto anche sul settore energetico. Per ora, a New York, il petrolio si mantiene sopra i 58 dollari: una soglia che molti operatori considerano importante per capire quale direzione prenderanno i prezzi nei mesi a venire.