Stellantis: la necessità di decisioni audaci e flessibilità in Europa

Stellantis: la necessità di decisioni audaci e flessibilità in Europa

Stellantis: la necessità di decisioni audaci e flessibilità in Europa

Matteo Rigamonti

Gennaio 9, 2026

Bruxelles, 9 gennaio 2026 – L’industria automobilistica europea è a un punto di svolta. La pressione per decisioni rapide e concrete cresce giorno dopo giorno. Lo ha detto ieri Emanuele Cappellano, responsabile Europa di Stellantis, durante il Salone dell’auto di Bruxelles. “Il 2030 sembra lontano, ma il problema è adesso”, ha spiegato davanti a una platea di addetti ai lavori e giornalisti, sottolineando l’urgenza di scelte coraggiose da parte dell’Unione Europea.

Norme incerte frenano investimenti

Per Cappellano, l’incertezza sulle regole che si è creata negli ultimi mesi rischia di bloccare gli investimenti e lo sviluppo. “L’Europa deve decidere se andare avanti così, rischiando di non tornare più indietro, o se cambiare rotta per tornare ad essere un mercato attrattivo”, ha detto senza giri di parole. Il riferimento è alle politiche sul passaggio all’ecologico e alla scadenza del 2035 per dire addio ai motori a combustione, un obiettivo che, per molti, appare sempre più difficile da raggiungere senza conseguenze pesanti.

Serve più flessibilità subito

Cappellano ha chiesto all’Unione Europea di mettere in campo “più flessibilità nel breve periodo”. Non è una voce isolata: molti costruttori e fornitori condividono questa richiesta. “Non esiste una sola tecnologia che possa risolvere tutto”, ha ribadito. La transizione, ha spiegato, deve essere graduale e basarsi su più strade. “Nel breve e medio termine non si può parlare solo di auto elettriche a batteria. Servono anche soluzioni ibride: mild hybrid, full hybrid, range extender”. In sostanza, secondo Stellantis, la chiave è la multi-energia, per adattarsi alle diverse esigenze dei mercati europei.

Europa sotto pressione dalla concorrenza mondiale

Il dibattito sulla svolta energetica nel settore auto si inserisce in un quadro più grande. In Europa, le vendite di auto elettriche sono cresciute nel 2025, ma la quota di mercato resta bassa rispetto alla Cina. I dati dell’ACEA mostrano che nei primi nove mesi dello scorso anno le immatricolazioni di veicoli elettrici in Europa hanno toccato il 15%, mentre in Cina superano il 30%. “La concorrenza globale è durissima”, ha ammesso Cappellano. “Solo con regole chiare e incentivi mirati l’Europa può restare in gioco”.

Le richieste dell’industria al legislatore

Non è solo Stellantis a chiedere un cambio di passo. Anche altri gruppi automobilistici spingono l’Unione Europea a rivedere alcune scadenze e a mettere in campo strumenti di supporto. Gli incentivi per chi compra auto a basse emissioni restano un nodo centrale. In Italia, il governo ha annunciato nuovi fondi per il 2026, ma i dettagli sono ancora da definire. “Serve una visione chiara e condivisa tra istituzioni e industria”, ha detto Cappellano. “Senza certezze è difficile pianificare investimenti a lungo termine”.

Consumatori in attesa di risposte

Chi oggi sceglie un’auto si trova davanti a una situazione complicata. I prezzi delle elettriche restano alti rispetto ai modelli tradizionali, nonostante i progressi della tecnologia. E la rete di ricarica, in molti Paesi europei – Italia compresa – non è ancora abbastanza diffusa. “Bisogna accompagnare i consumatori in questa transizione”, ha ribadito Cappellano, “offrendo soluzioni diverse e accessibili”. Ecco perché la strategia della multi-energia punta a non lasciare indietro nessuno.

Un settore in attesa di scelte decisive

Il Salone dell’auto di Bruxelles si è confermato anche quest’anno un luogo di confronto tra industria e politica. Le parole di Cappellano hanno raccolto attenzione e qualche applauso tra gli addetti ai lavori. La sensazione che si respira tra gli stand e nei corridoi è che il tempo delle decisioni sia arrivato. Solo una maggiore flessibilità normativa può garantire all’Europa un ruolo da protagonista nella mobilità di domani.