Usa in azione: un’altra petroliera sotto sequestro

Usa in azione: un'altra petroliera sotto sequestro

Usa in azione: un'altra petroliera sotto sequestro

Matteo Rigamonti

Gennaio 9, 2026

Miami, 9 gennaio 2026 – Gli Stati Uniti hanno appena portato a termine il sequestro della petroliera Olina nel Mar dei Caraibi, come riportano funzionari americani all’agenzia Reuters. L’operazione si è svolta in acque internazionali, a sud di Porto Rico, ed è stata confermata dal Dipartimento di Giustizia USA. Secondo le fonti, il blitz nasce da presunte violazioni delle sanzioni internazionali.

Petroliera Olina: come è andata l’operazione nel Mar dei Caraibi

La petroliera Olina, battente bandiera liberiana e lunga più di 200 metri, era sotto controllo da giorni. La notte tra l’8 e il 9 gennaio, la Guardia Costiera americana è intervenuta, intercettandola e sequestrandola dopo il via libera del tribunale federale di Miami. A bordo c’era un equipaggio misto, con membri filippini, greci e di altre nazionalità. Nessun problema è stato segnalato durante l’abbordaggio.

Un funzionario del Dipartimento di Stato ha detto: “L’operazione fa parte degli sforzi per fermare il traffico illegale di petrolio e far rispettare le sanzioni imposte dagli Stati Uniti a certi Paesi”. Non sono stati però rivelati dettagli sul carico o sulla rotta seguita prima del fermo.

Sanzioni e traffico di petrolio: il quadro generale

Il sequestro della Olina arriva in un momento di stretta sorveglianza sulle rotte petrolifere internazionali. Negli ultimi mesi, gli Stati Uniti hanno alzato la guardia nel Mar dei Caraibi e nell’Atlantico meridionale, puntando il faro su navi sospettate di violare le restrizioni verso Paesi come Venezuela e Iran. Secondo la Guardia Costiera, “negli ultimi sei mesi sono state fermate almeno quattro navi sospette nella stessa zona”.

La storia della Olina ricorda altri casi recenti. Nel 2023, ad esempio, la petroliera Grace 1 fu bloccata a Gibilterra con l’accusa di trasportare petrolio iraniano verso la Siria, infrangendo le sanzioni europee. Anche allora, l’arresto avvenne in acque internazionali, dopo una lunga attività di intelligence.

Reazioni e sviluppi: cosa succede ora

Per ora, le autorità americane non hanno svelato i nomi degli armatori o della società proprietaria della Olina. Un portavoce della Guardia Costiera di Miami ha spiegato che “le indagini sono aperte e serviranno altri controlli per chiarire da dove viene il carico e dove sarebbe diretto”. L’equipaggio è stato trasferito in una struttura protetta a San Juan, Porto Rico, dove sarà ascoltato dagli investigatori federali.

Sul piano diplomatico, ancora nessuna risposta ufficiale dai governi coinvolti. Ma una fonte vicina al Ministero degli Esteri greco ha fatto sapere che “la situazione è seguita da vicino e si è in contatto con le autorità americane per tutelare i cittadini greci coinvolti”.

Geopolitica e sicurezza marittima: cosa significa tutto questo

L’arresto della petroliera Olina riporta al centro del dibattito la sicurezza delle rotte energetiche nel Mar dei Caraibi. Gli esperti ricordano che la regione è diventata un punto chiave per il traffico di petrolio, spesso al centro di tensioni tra Stati Uniti e Paesi sotto sanzioni. “Controllare queste vie marittime resta una priorità per Washington”, spiega un docente di diritto marittimo internazionale dell’Università della Florida.

Solo nelle prossime settimane si capirà se dal sequestro della Olina emergeranno nuove informazioni sulle reti che gestiscono il traffico illegale di greggio. Nel frattempo, la nave è ferma sotto stretta sorveglianza militare nel porto di San Juan. L’attenzione internazionale resta alta: “Ogni operazione come questa – conclude una fonte diplomatica europea – può influenzare l’equilibrio dei mercati energetici mondiali”.