Eleonora Palmieri: la sua toccante testimonianza dalla terapia intensiva di Crans-Montana

Eleonora Palmieri: la sua toccante testimonianza dalla terapia intensiva di Crans-Montana

Eleonora Palmieri: la sua toccante testimonianza dalla terapia intensiva di Crans-Montana

Matteo Rigamonti

Gennaio 10, 2026

Milano, 10 gennaio 2026 – Eleonora Palmieri, 29 anni, veterinaria di Cattolica, ha scelto i social per mandare le sue prime parole dalla terapia intensiva del Niguarda di Milano. È lì, dopo il rogo di Capodanno a Crans-Montana, in Svizzera, che lotta per la vita. “Stiamo combattendo per guarire giorno dopo giorno… ma un pensiero va agli angeli che non ce l’hanno fatta. Non smettete mai di onorare la vita!”, ha scritto. Il messaggio, poi rimosso, ha fatto il giro della rete in poche ore, toccando centinaia di persone.

Dal letto d’ospedale, la voce di chi non si arrende

Nel breve post, accompagnato da un video con immagini che vanno dal prima della tragedia al bar Le Constellation, a momenti dal letto di ospedale, Eleonora mostra il volto segnato dalle ustioni, il corpo coperto di bende. Racconta senza filtri la sua esperienza. “Dietro ogni articolo e ogni titolo di giornale, c’è stata la vita vera”, scrive. Parole semplici, ma che fanno capire cosa significa davvero affrontare paura, dolore e speranza. “Paura, sì, ma soprattutto coraggio e forza per andare avanti”, aggiunge.

I medici del Niguarda confermano che le sue condizioni sono gravi, ma stabili. Il cammino sarà lungo, dicono, ma le prime risposte alle cure sono incoraggianti. La famiglia – la madre Paola e il padre Giorgio – non si allontana mai dalla terapia intensiva. “Non ci aspettavamo una tragedia così”, ha detto il padre ai giornalisti fuori dall’ospedale. “Ma Eleonora è forte, lo è sempre stata”.

La fuga dall’inferno: il salvataggio di Filippo

La notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio, un incendio improvviso ha trasformato la festa al locale Le Constellation di Crans-Montana in una corsa disperata verso l’uscita. Eleonora era lì. A salvarla è stato il fidanzato, Filippo Bonifacio, 24 anni, di Rimini. Le prime ricostruzioni parlano di Filippo che l’ha cercata tra la folla e l’ha trascinata fuori dal locale, riportando anche lui ustioni alle mani e al volto.

“Non ho pensato a nulla”, ha raccontato Filippo agli amici. “Volevo solo trovarla e portarla via”. Entrambi sono stati portati d’urgenza all’ospedale di Sion e poi trasferiti in Italia. Eleonora è entrata subito in terapia intensiva per le ustioni. Filippo, invece, è stato dimesso dopo qualche giorno di osservazione.

Un grazie che arriva dal cuore

Nel suo messaggio sui social, Eleonora non ha dimenticato di ringraziare i medici e tutto il personale sanitario che l’ha assistita. “Se oggi sono qui a raccontarlo, è anche merito vostro”, ha scritto. Un pensiero speciale è andato alla famiglia, “il mio porto sicuro”, e al fidanzato Filippo, che “è rimasto con me anche in quella stanza d’ospedale”.

Il direttore sanitario del Niguarda, dottor Marco Rinaldi, ha spiegato: “Eleonora sta affrontando con grande determinazione un percorso difficile. Il sostegno della famiglia e degli amici è fondamentale”. Anche gli infermieri si sono stretti intorno a lei. “Ci colpisce la sua forza d’animo”, ha detto una di loro.

Il ricordo delle vittime e la voglia di rialzarsi

Eleonora non ha dimenticato chi non ce l’ha fatta. “Un pensiero va agli angeli che non ce l’hanno fatta”, ha scritto, riferendosi alle vittime del rogo. Le autorità svizzere parlano di tre giovani morti quella notte; altri sette sono ancora gravi in ospedale.

“Non smettete mai di onorare la vita!”, ha concluso. Parole che hanno commosso amici e conoscenti, molti dei quali hanno lasciato messaggi di incoraggiamento sotto il post prima che sparisse. “Siamo tutti con te”, si legge tra i commenti.

La procura svizzera continua a indagare sulle cause dell’incendio. Le prime ipotesi parlano di un corto circuito nell’impianto audio del locale. I risultati ufficiali arriveranno nei prossimi giorni.

Intanto, nel reparto di terapia intensiva del Niguarda, la lotta di Eleonora continua. Giorno dopo giorno. Con accanto chi non l’ha mai lasciata sola.