Roma, 10 gennaio 2026 – Tre candidati, tre idee diverse per il futuro dei commercialisti a Roma. Claudio Miglio, Andrea Borghini e Federico de Stasio si preparano a sfidarsi per la presidenza dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Roma. Le elezioni si terranno il 15 e 16 gennaio. In ballo non c’è solo la guida dell’Ordine, ma anche 14 posti da consigliere, il collegio dei revisori e sei membri del Comitato pari opportunità. Sul tavolo temi importanti: intelligenza artificiale, giovani, aggregazione professionale e il ruolo sociale della categoria.
Rilanciare la professione e costruire una “casa comune”
Claudio Miglio corre con la lista “Insieme per Roma”. Il suo obiettivo? “Rendere più forte la professione del dottore commercialista e dell’esperto contabile, riconoscendo il loro valore sociale e difendendo la dignità del lavoro”. Con trent’anni nell’Ordine e una carriera da docente universitario, Miglio racconta di essere stato scelto dai colleghi a giugno scorso: “È una responsabilità grande, ma sento il dovere di restituire alla categoria ciò che ho ricevuto”.
Al centro del suo programma c’è il sostegno ai giovani: “L’inizio è duro e molti mollano. Serve una formazione al passo coi tempi e strumenti concreti per attirare i ragazzi in questa professione”, spiega. Miglio punta anche sulle pari opportunità, con misure reali per aiutare le colleghe in maternità e una formazione continua che includa innovazione e digitale. “Inclusione ed equità non devono restare parole: vogliamo giovani nelle commissioni, osservatori aperti a tutti”, aggiunge.
Il rapporto con il Consiglio nazionale è “positivo”, anche grazie al legame con il presidente Elbano de Nuccio. Miglio vede Roma come uno dei due Ordini più grandi d’Italia, con un ruolo chiave nelle scelte strategiche: “Dobbiamo anticipare i cambiamenti, guidare la professione verso la digitalizzazione senza lasciare indietro nessuno”.
Sull’intelligenza artificiale è chiaro: “Non ci toglierà il lavoro se sapremo gestirla. Serve formazione mirata e commissioni dedicate. Saremo noi a guidare l’innovazione”. Il suo appello ai colleghi è netto: “Andate a votare, qualunque sia la scelta. Questi quattro anni saranno decisivi per la professione”.
Strategia e collaborazione per affrontare il futuro
Andrea Borghini, con la lista “Impegno per la professione”, punta su una visione a lungo termine: “La categoria cambia in fretta, ma dobbiamo già oggi immaginare come sarà tra dieci anni e lavorarci su”. Ex segretario dell’Ordine e presidente della Fondazione Telos, Borghini si presenta come un volto di continuità.
Per lui il futuro è una professione “capace di offrire servizi specializzati e di valore”, con grande attenzione alle nuove tecnologie e alla collaborazione tra colleghi. “Solo stando insieme possiamo trovare nuove strade”, dice.
Roma è una sfida: “La città è varia, con tante attività diverse. Dobbiamo sostenere i colleghi nelle difficoltà quotidiane, anche nel rapporto con gli enti pubblici”. Ricorda gli sportelli gratuiti attivati in passato, un segno di vicinanza sociale, e promette di farli ripartire dopo lo stop causato dal Covid.
Il suo messaggio è chiaro: “Dobbiamo essere uniti e avere un piano comune per i cambiamenti che ci aspettano. Tra dieci anni la professione sarà diversa e dobbiamo costruirla insieme”.
Sfida digitale e aggregazione, il punto di de Stasio
Federico de Stasio, candidato con la lista “Orizzonte Comune”, mette al centro il tema dell’intelligenza artificiale e la necessità di ampliare le competenze dei commercialisti. “Il momento è complesso e serve dotarsi degli strumenti giusti. La professione non è in crisi, ma deve cambiare modo di lavorare”, spiega de Stasio, iscritto all’Ordine dal 1994.
Racconta di aver avviato percorsi formativi innovativi sull’intelligenza artificiale, coinvolgendo esperti esterni: “Quando si parla di temi trasversali, serve contaminazione di saperi”. Secondo lui la tecnologia cambia anche l’organizzazione degli studi: “Il professionista da solo farà sempre più fatica. Bisogna pensare a unire le forze e sviluppare nuove competenze”.
Per de Stasio, Roma deve tornare a essere “il centro della formazione scientifica della categoria”, un punto di riferimento a livello nazionale per il dibattito e la crescita professionale.
Un voto che vale per il futuro
Le elezioni del 15 e 16 gennaio rappresentano un momento decisivo per i commercialisti romani. Tre candidati, tre programmi diversi, ma un solo scopo: guidare la categoria attraverso le sfide della digitalizzazione, della rappresentanza sociale e dell’innovazione tecnologica. Il voto dei prossimi giorni – hanno ricordato tutti – segnerà la strada per i prossimi anni.
