Intrighi e omicidi a Venezia: il misterioso video hot che scuote la città

Intrighi e omicidi a Venezia: il misterioso video hot che scuote la città

Intrighi e omicidi a Venezia: il misterioso video hot che scuote la città

Matteo Rigamonti

Gennaio 10, 2026

Venezia, 10 gennaio 2026 – Un video compromettente girato dentro il night club Cocò di Tessera potrebbe essere la chiave dietro l’omicidio di Sergiu Tarna, il barman moldavo di 25 anni trovato senza vita all’alba del 31 dicembre nella zona di via Pallada, a Malcontenta, tra Venezia e Mira. Al centro dell’inchiesta dei carabinieri del nucleo investigativo di Venezia c’è Riccardo Salvagno, ex agente della polizia locale, ora accusato di omicidio. Secondo quanto emerge, la paura che quel video venisse diffuso potrebbe aver spinto Salvagno a un gesto estremo.

Un video “hot” e minacce su Telegram

Gli investigatori puntano tutto su un video hot che coinvolge proprio Salvagno. Il filmato, girato con uno smartphone nel night club frequentato da entrambi, sarebbe finito nelle mani di Tarna. “Aveva paura che lo pubblicassero”, racconta una fonte vicina alle indagini. Il rischio di uno scandalo, sia sul lavoro che nella vita privata, avrebbe fatto salire la tensione tra i due. A rafforzare questa pista ci sono anche alcuni messaggi minacciosi inviati da Salvagno su Telegram il giorno di Natale: “Ti darò la caccia”, avrebbe scritto.

Una testimone sentita dai carabinieri ha raccontato di una lite violenta tra i due, avvenuta tra il 26 e il 27 dicembre, davanti a un terzo uomo – un pusher di cocaina con cui Tarna avrebbe un debito di circa 2 mila euro. “Si accusavano a vicenda di mentire”, ha detto la donna agli investigatori.

La telefonata e l’ultima notte di Tarna

Nelle ore prima del delitto, Salvagno avrebbe provato ancora a parlare con Tarna. La mattina del 30 dicembre, secondo gli inquirenti, l’ex agente avrebbe cercato un contatto con toni più calmi, senza però ricevere risposta. Poi, nella notte tra il 30 e il 31 dicembre, verso le 2.15, Tarna si trovava in un bar di via Miranese quando ha ricevuto una telefonata breve – poco più di un minuto – proprio da Salvagno.

Da qui, secondo le prime ricostruzioni, il giovane sarebbe stato caricato con la forza su un’auto, mentre cercava di scappare. Con lui ci sarebbe stato un complice. Il veicolo ha poi preso la direzione di Malcontenta, dove, in un campo isolato al confine tra Venezia e Mira, Tarna è stato ucciso con un colpo di pistola alla fronte. Il corpo è stato trovato poche ore dopo dai carabinieri.

Tra droga, rancori e tensioni sentimentali

L’ipotesi del video compromettente è stata confermata da amici della vittima e dalle parole dello stesso Salvagno durante l’interrogatorio davanti al gip Claudia Ardita. Assistito dall’avvocato Guido Galletti, l’ex vigile aveva parlato solo in modo vago di “vicende personali” per spiegare i contrasti con Tarna. Ma ora gli elementi raccolti sembrano dare peso a questa pista.

Dietro c’è però un quadro più complesso: intrecci con droga, vecchi rancori e tensioni sentimentali. Non si esclude che tra i due ci fossero anche attriti legati a una o più donne. Alcune testimonianze raccolte indicano che Salvagno avrebbe corteggiato la titolare di un noto locale nel centro di Mestre, portandola spesso a eventi e feste. Un dettaglio che potrebbe aver fatto salire ulteriormente la tensione.

L’inchiesta va avanti

Gli inquirenti stanno ora passando al setaccio i telefoni sequestrati e i tabulati delle ultime settimane per ricostruire con precisione i rapporti tra Tarna e Salvagno. “Stiamo valutando tutte le piste”, spiega una fonte della procura di Venezia. Nel frattempo, la comunità moldava di Mestre resta sotto shock: “Era un ragazzo tranquillo”, confida un amico della vittima davanti al bar dove Sergiu lavorava fino a pochi giorni prima della tragedia.

Il prossimo passo sarà capire se quel video esiste davvero e che peso abbia avuto nella vicenda. Intanto, Riccardo Salvagno resta in carcere con l’accusa di omicidio volontario aggravato.