Kiev in crisi: senza acqua e riscaldamento a causa dell’emergenza elettrica

Kiev in crisi: senza acqua e riscaldamento a causa dell'emergenza elettrica

Kiev in crisi: senza acqua e riscaldamento a causa dell'emergenza elettrica

Matteo Rigamonti

Gennaio 10, 2026

Kiev, 10 gennaio 2026 – Nella notte tra il 9 e il 10 gennaio, l’ente nazionale per l’energia ucraino, Ukrenergo, ha imposto un’interruzione urgente della corrente elettrica a Kiev. La capitale è rimasta senza servizi fondamentali come acqua, riscaldamento e trasporto elettrico. Poco dopo le 6 del mattino, l’amministrazione cittadina ha confermato la decisione, che ha subito colpito milioni di persone.

Blackout improvviso: acqua, riscaldamento e trasporti paralizzati

Da quanto riferito dall’amministrazione di Kiev, la mancanza di corrente ha fermato l’erogazione dell’acqua, gli impianti di riscaldamento e le linee del trasporto elettrico. “Abbiamo dovuto spegnere tutto per motivi di sicurezza e per mantenere stabile la rete”, ha detto un portavoce del Comune a alanews.it. La notizia è arrivata in una mattina gelida: alle 7 il termometro segnava -4 gradi nel quartiere Podil. Chi era in strada per andare al lavoro si è trovato di fronte tram e filobus fermi e fontane pubbliche asciutte.

Cause tecniche dietro il blackout

Ukrenergo non ha spiegato nel dettaglio cosa ha causato l’interruzione, parlando solo di “emergenza tecnica”. Le prime ipotesi indicano che la rete elettrica è sotto pressione da settimane, tra danni alle infrastrutture e picchi di consumo dovuti al freddo intenso. “La situazione è critica, lavoriamo per ripristinare il servizio il prima possibile”, ha scritto l’ente in una nota diffusa alle 8.30. In alcune zone, come Obolon e Darnytskyi, già la sera prima si erano registrati cali di tensione.

Cittadini in difficoltà, reazioni a caldo

Nei primi momenti del blackout, la gente ha reagito in modo diverso: c’è chi si è rifugiato nei bar ancora aperti per scaldarsi, chi ha aspettato per strada l’arrivo dei generatori mobili. “Non sapevamo nulla, solo quando il riscaldamento si è spento ci siamo resi conto che era grave”, racconta Olena, impiegata di 34 anni che vive vicino alla stazione centrale. Sui social sono piovute richieste di informazioni, segnalazioni di ascensori bloccati, semafori spenti e lunghe file davanti ai distributori d’acqua.

Ospedali e servizi essenziali sotto controllo

L’attenzione si è subito concentrata sugli ospedali e sulle strutture sanitarie. Il direttore dell’ospedale n. 12 ha spiegato che i gruppi elettrogeni di emergenza sono partiti pochi minuti dopo lo spegnimento della corrente. “Le sale operatorie funzionano, ma chiediamo di evitare il pronto soccorso se non in caso di reale emergenza”, ha detto il medico responsabile. Anche le scuole hanno sospeso le lezioni in presenza: la direzione scolastica ha invitato le famiglie a tenere i bambini a casa fino a nuovo ordine.

Trasporti pubblici bloccati: caos e attese

Il blocco del trasporto elettrico – tram, filobus e alcune linee della metropolitana – ha mandato in tilt la mobilità cittadina. Gli autobus rimasti in servizio sono affollati e rallentati. Alle 8.45, alla stazione Maidan Nezalezhnosti, decine di pendolari aspettavano informazioni. “Non sappiamo quando si tornerà alla normalità”, ha ammesso un controllore, indicando la folla davanti ai tornelli chiusi.

Misure d’emergenza e punti di supporto

Il Comune ha attivato un piano per assicurare almeno i servizi essenziali nelle prossime ore. Nei quartieri principali – Shevchenkivskyi, Pechersk, Solomianskyi – sono stati allestiti punti con generatori mobili, dove la gente può ricaricare i telefoni e scaldarsi per qualche minuto. “Facciamo tutto il possibile per contenere i disagi”, ha detto il sindaco Vitaliy Klitschko in un breve video diffuso sui canali ufficiali.

Situazione ancora incerta

Al momento, Ukrenergo non può dire con certezza quando tutto tornerà a funzionare normalmente. Le autorità invitano a seguire solo le comunicazioni ufficiali e a limitare i consumi energetici non indispensabili. In una Kiev già provata dal freddo, il 10 gennaio si apre all’insegna dell’incertezza, con la speranza che la luce torni presto nelle case e nelle strade della capitale.