Niguarda lancia un appello urgente: serve un incremento delle donazioni di pelle per aiutare gli ustionati di Crans-Montana

Niguarda lancia un appello urgente: serve un incremento delle donazioni di pelle per aiutare gli ustionati di Crans-Montana

Niguarda lancia un appello urgente: serve un incremento delle donazioni di pelle per aiutare gli ustionati di Crans-Montana

Matteo Rigamonti

Gennaio 10, 2026

Milano, 10 gennaio 2026 – All’Ospedale Niguarda di Milano, dove sono ricoverati quattro dei undici grandi ustionati vittime dell’incendio di Capodanno a Crans-Montana, è scattato un appello urgente: “Servono più donazioni di pelle”. In appena una settimana, i medici hanno già utilizzato oltre 13 mila centimetri quadrati di tessuto cutaneo per curare i pazienti più gravi. Un patrimonio, questo, che – spiegano i responsabili – si mantiene solo grazie alle donazioni post mortem. Eppure, nonostante i passi avanti fatti in altri settori, le scorte stanno per finire.

Donazioni di pelle: una risorsa preziosa che scarseggia

Dati della Banca dei Tessuti dell’ospedale mostrano che nel 2025 le donazioni di organi sono aumentate del 5%, mentre quelle di cornee hanno fatto un balzo del 15%. Un segnale positivo, che però non si riflette sulle donazioni di tessuti: qui si registra un calo del 25% rispetto all’anno scorso. “Abbiamo scorte per circa 50 mila centimetri quadrati, conservate a meno 80 gradi, ma vanno rinnovate costantemente”, spiega il dottor Giovanni Sesana, responsabile della Banca dei Tessuti e Terapia tissutale del Niguarda. La pelle donata serve a coprire le ferite, ridurre il rischio di infezioni e aiutare la rigenerazione nei pazienti ustionati. Solo così, dicono i medici, si può sperare in una vera guarigione.

L’appello delle istituzioni: “Serve uno sforzo in più”

In questa situazione arriva l’appello dell’assessore regionale al Welfare, Guido Bertolaso, che chiede di diffondere ancora di più la cultura della donazione. “La Lombardia – spiega Bertolaso – è in prima linea nella promozione della donazione, grazie al lavoro con il Centro Regionale Trapianti, le associazioni di volontariato e gli uffici anagrafe dei Comuni. Qui i rifiuti alla donazione sono meno della media nazionale. Ma non basta”. La Regione sta lavorando a un piano per rafforzare il sistema e attivare la donazione anche nelle strutture sanitarie private convenzionate. “Il mio appello è chiaro: dobbiamo aumentare le donazioni”, ribadisce l’assessore, sottolineando come tragedie come quella di Crans-Montana mostrino quanto siano fragili le scorte.

Gravità dei feriti: prognosi ancora riservata

Al Niguarda la situazione resta delicata. I medici confermano che la prognosi dei pazienti arrivati da Crans-Montana è ancora riservata. Alcuni sono in condizioni critiche: ustioni estese, danni ai polmoni per l’inalazione di fumo, e necessitano di supporto respiratorio meccanico. “Ci vorranno settimane, forse mesi, per uscire dal pericolo”, racconta un’infermiera del reparto grandi ustionati. Tra i ricoverati ci sono soprattutto minorenni; due eccezioni sono due donne di 29 e 55 anni. Giuseppe, 16 anni, è stato il primo a essere trasportato in elicottero dalla Svizzera la notte del primo gennaio. I familiari aspettano notizie nei corridoi del reparto, divisi tra speranza e paura.

Donare la pelle: un gesto che può salvare vite

La pelle donata dopo la morte è una risorsa insostituibile per chi ha ustioni gravi. “Non ci sono alternative altrettanto efficaci”, spiega Sesana. La Banca dei Tessuti del Niguarda collabora con altre strutture italiane ed europee, ma la richiesta è sempre alta. Emergenze come quella in Svizzera mettono sotto pressione tutto il sistema. Le procedure per donare sono semplici e possono essere attivate anche al momento della dichiarazione di volontà per organi e cornee, negli uffici anagrafe dei Comuni.

Un appello alla solidarietà

In questi giorni, l’ospedale rilancia la campagna per sensibilizzare i cittadini: “Donare la pelle significa dare una vera possibilità di guarigione a chi ha subito ferite gravissime”, si legge nei volantini distribuiti all’ingresso del Niguarda. Un gesto che può davvero fare la differenza tra la vita e la morte. E che oggi, di fronte all’emergenza degli ustionati di Crans-Montana, assume un valore ancora più urgente e concreto.