Sorrentino: un viaggio nostalgico tra i politici del passato

Sorrentino: un viaggio nostalgico tra i politici del passato

Sorrentino: un viaggio nostalgico tra i politici del passato

Giada Liguori

Gennaio 10, 2026

Roma, 10 gennaio 2026 – Paolo Sorrentino, regista premio Oscar, ha presentato oggi a Roma il suo nuovo film, “La grazia”, che arriverà nelle sale italiane dal 15 gennaio con PiperFilm. Al suo fianco, nel foyer di un cinema del centro, gli attori Toni Servillo, Anna Ferzetti e Miriam Mariglia. Davanti a una platea di giornalisti e appassionati, Sorrentino ha parlato del legame tra politica e cinema, ma anche delle sue nostalgie: “Che nostalgia i politici di una volta! Quelli che vedevano la politica come una vocazione, non come un’occasione, come sembra succedere oggi”, ha detto il regista napoletano.

Un presidente immaginario e due richieste di grazia

Al centro di “La grazia” c’è un Presidente della Repubblica di fantasia, Mariano De Santis, interpretato da Toni Servillo (che ha già vinto la Coppa Volpi a Venezia per questo ruolo). Vedovo, cattolico e giurista, De Santis vive al Quirinale con la figlia Dorotea (Ferzetti), anche lei giurista. La storia si svolge negli ultimi mesi del suo mandato: il presidente deve decidere su due richieste di grazia legate all’eutanasia, mentre dentro di sé è ancora diviso tra il ricordo della moglie morta otto anni prima e un dubbio che non lo lascia in pace.

Sorrentino ha tenuto a chiarire: “Il film non è ispirato a Sergio Mattarella. Pensandoci bene, anche Scalfaro aveva una figlia, la formazione giuridica e la fede cattolica sono comuni a molti presidenti. Mariano De Santis è un personaggio del tutto inventato”. La precisazione è arrivata dopo alcune domande dei giornalisti su possibili riferimenti all’attuale Capo dello Stato.

Politica e riflessione: il tempo delle scelte

Durante l’incontro, Sorrentino ha riflettuto su come si vive oggi la politica: “Il mio rapporto con la politica? È piuttosto in crisi, come capita a tanti della mia generazione”. E a proposito di una frase ricorrente del presidente De Santis – “ho bisogno di un ulteriore tempo di riflessione” – ha aggiunto: “Oggi le decisioni politiche si prendono con estrema fretta, e spesso il giorno dopo si devono correggere o smentire”.

Un passaggio che sembra voler sottolineare l’importanza di fermarsi un attimo, di lasciare spazio al dubbio e alla riflessione anche dentro le stanze del potere. Toni Servillo, che con Sorrentino firma il loro settimo film insieme, ha raccontato: “Ho letto la sceneggiatura prima di girare ‘Parthenope’ e sono rimasto colpito dalla complessità psicologica del mio personaggio. Un uomo che dentro di sé dialoga continuamente con il tempo, la memoria e la responsabilità”.

Il legame Sorrentino-Servillo e le dinamiche familiari

Perché proprio Servillo nel ruolo del presidente? Sorrentino non ha esitazioni: “Quello che mi ha sempre colpito in Toni – e che si vede raramente negli attori – è qualcosa che potrei chiamare potenza. Una qualità che pochissimi hanno, non solo in Italia ma nel mondo”. Servillo ha ricambiato con stima: “Paolo è uno sceneggiatore eccezionale e per un attore questa è una vera libertà, una prateria dove muoversi con entusiasmo”.

Anna Ferzetti, che interpreta Dorotea De Santis, ha sottolineato il rapporto speciale tra padre e figlia nel film: “Sono due persone simili, che hanno un modo tutto loro di parlarsi e di dirsi ti amo… parlando di legge”. Un legame fatto di dialoghi intensi e silenzi pieni di significato.

Un appello ai politici: andate al cinema a riflettere

Prima di chiudere, Anna Ferzetti ha lanciato un messaggio diretto alla politica: “Spero che vadano in tanti e si facciano qualche domanda”. Un auspicio condiviso anche dal regista e dal cast, convinti che il cinema possa ancora spingere a riflettere su temi come la responsabilità, la scelta e il valore del dubbio nelle decisioni pubbliche.

Quanto al successo di Checco Zalone con “Buen Camino”, Sorrentino ha sorriso: “Io sono contento di come sto, non saprei gestire un successo così grande. Preferisco restare più sotto traccia”. Poi una stretta di mano agli attori e qualche battuta con i tecnici della sala. La conferenza è finita poco dopo le 13. In attesa dell’uscita, “La grazia” promette già di far parlare.