Terremoto di magnitudo 5.1 scuote Reggio Calabria: cosa sapere e come reagire

Terremoto di magnitudo 5.1 scuote Reggio Calabria: cosa sapere e come reagire

Terremoto di magnitudo 5.1 scuote Reggio Calabria: cosa sapere e come reagire

Matteo Rigamonti

Gennaio 10, 2026

Reggio Calabria, 10 gennaio 2026 – Un terremoto di magnitudo 5.1 ha scosso la città di Reggio Calabria e parte della Sicilia poco prima delle sei di questa mattina. Alle 5:53, la terra ha tremato per alcuni secondi, risvegliando preoccupazioni e domande tra la popolazione. Secondo l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv), l’epicentro si trovava in mare, al largo della costa ionica, a circa 65 chilometri di profondità. La scossa è stata chiaramente avvertita anche a Messina, dove molti sono scesi in strada, così come in vari comuni tra Calabria e Sicilia orientale.

Terremoto all’alba: paura e tensione tra la gente

Il boato, breve ma intenso, ha strappato migliaia di persone dal sonno. In via Marina, a Reggio Calabria, alcuni condomini hanno raccontato di aver sentito i vetri vibrare e le tapparelle sbattere. “Mi sono svegliata di colpo, il letto si muoveva”, dice una signora che abita al quarto piano di un palazzo vicino alla stazione. Scene simili anche a Messina: poco dopo le sei, in viale San Martino, gruppi di persone sono usciti in pigiama o con una giacca leggera, radunandosi sotto i portici. “Abbiamo avuto paura, ci è tornato in mente il terremoto del 2009”, confida un uomo, riferendosi a quello dell’Aquila.

Epicentro in mare, nessun danno segnalato

L’Ingv ha fatto sapere che la scossa si è originata a circa 30 chilometri dalla costa calabrese, in una zona di mare nota per frequenti attività sismiche. La profondità di 65 chilometri ha attenuato gli effetti sulla superficie. Al momento, la Protezione civile non segnala danni a persone o cose. I vigili del fuoco hanno ricevuto molte chiamate per informazioni e controlli, ma non sono stati necessari interventi urgenti.

Scosse avvertite fino a Catania e Catanzaro

Le onde del terremoto si sono propagate verso nord e ovest. Da Catania arrivano segnalazioni da parte di residenti dei quartieri alti che raccontano di lampadari che oscillavano. A Catanzaro la scossa è stata più lieve: “Un leggero tremore, niente di preoccupante”, spiega un impiegato comunale contattato telefonicamente. Tra paura e curiosità, i social si sono animati fin dalle sei del mattino, con centinaia di messaggi e foto di sveglie impazzite e libri caduti dagli scaffali.

Nessun rischio tsunami: le autorità tranquillizzano

Pochi minuti dopo il sisma, l’Ingv ha escluso il pericolo di uno tsunami lungo le coste ioniche. Anche la Prefettura di Reggio Calabria ha diffuso una nota per rassicurare: “Non sono stati rilevati danni strutturali né problemi ai servizi essenziali”, si legge nel comunicato inviato alle redazioni locali. Le scuole sono rimaste aperte, mentre alcune aziende hanno deciso di posticipare l’ingresso per permettere controlli agli edifici.

Una zona a rischio: il ricordo del terremoto del 1908

L’area dello Stretto è tra le più sismiche d’Italia. Il ricordo del devastante terremoto del 28 dicembre 1908, che distrusse Messina e Reggio Calabria causando oltre centomila morti, è ancora vivo. Gli esperti dell’Ingv ricordano che eventi come questo rientrano nella normale attività tettonica dell’area, ma invitano a non abbassare la guardia. “È fondamentale mantenere comportamenti corretti durante e dopo una scossa”, avverte il sismologo Alessandro Amato.

Monitoraggio costante e consigli per la popolazione

Nelle prossime ore continuerà il monitoraggio da parte di Ingv e Protezione civile. Gli esperti consigliano di evitare l’uso degli ascensori in caso di nuove scosse e di segnalare crepe o anomalie agli uffici tecnici comunali. “La prevenzione è la cosa più importante”, sottolinea il sindaco di Reggio Calabria, Giuseppe Falcomatà, invitando a informarsi sui piani di emergenza.

La situazione resta sotto controllo, ma questa notte rimarrà nella memoria di reggini e messinesi. Un risveglio brusco che ricorda la fragilità del territorio e la necessità di non abbassare mai la guardia.