Trattori in piazza a Milano: la protesta contro l’accordo Ue-Mercosur tra balle di fieno e latte rovesciato

Trattori in piazza a Milano: la protesta contro l'accordo Ue-Mercosur tra balle di fieno e latte rovesciato

Trattori in piazza a Milano: la protesta contro l'accordo Ue-Mercosur tra balle di fieno e latte rovesciato

Matteo Rigamonti

Gennaio 10, 2026

Milano, 10 gennaio 2026 – Trattori in corteo, balle di fieno gettate sull’asfalto e latte rovesciato davanti al Pirellone. Così si è aperta ieri mattina la protesta degli agricoltori lombardi contro l’accordo di libero scambio tra Unione Europea e Mercosur. Una manifestazione che ha paralizzato il traffico nel cuore di Milano, tra clacson, bandiere tricolori e slogan gridati sotto le finestre del Consiglio regionale. Il messaggio era chiaro: “No alle speculazioni, no alla concorrenza sleale”. E mentre la città si svegliava, il rumore dei motori agricoli ha fatto sentire forte la voce della campagna.

Agricoltori in piazza contro l’accordo Ue-Mercosur

La protesta, organizzata da Coapi e Riscatto Agricolo Lombardia, è partita all’alba dalle campagne della provincia per arrivare in centro città. Poco dopo le 9, una ventina di trattori ha sfilato lungo viale Tunisia, rallentando il traffico già congestionato del mattino. In piazza Duca d’Aosta, davanti al Consiglio regionale, sono state scaricate balle di fieno e rovesciati a terra alcuni bidoni di latte. “Non vogliamo che i prodotti importati nell’Unione Europea mettano in difficoltà i nostri agricoltori abbassando i prezzi”, ha spiegato Cristian Bellon, portavoce di Riscatto Agricolo. “In più, questi prodotti spesso arrivano da coltivazioni e allevamenti che usano fitofarmaci vietati da anni in Europa. C’è un rischio serio per la salute”.

Prezzi sotto pressione e controlli insufficienti

Secondo chi protesta, l’accordo con i Paesi del Mercosur – Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay – mette a rischio le piccole aziende agricole italiane. “I controlli sono praticamente inesistenti: solo il 3% dei prodotti importati viene verificato”, ha sottolineato Bellon. Una percentuale troppo bassa, dicono gli agricoltori, che temono l’arrivo di carne e cereali trattati con sostanze proibite in Italia. “Così si favorisce la speculazione e si danneggiano sia gli agricoltori sia i consumatori europei e sudamericani”, si legge nel volantino distribuito ai passanti.

Politici in piazza e critiche al governo

Non sono mancati i volti noti della politica. Tra i primi ad arrivare, il senatore ed ex ministro dell’Agricoltura Gian Marco Centinaio e l’europarlamentare Silvia Sardone, entrambi della Lega. Ma la protesta ha puntato il dito anche contro l’esecutivo guidato da Giorgia Meloni. “Il governo cerca di comprarci con qualche soldo per farci stare zitti, ma non è questa la politica che vogliamo”, ha attaccato ancora Bellon. “Devono smetterla di parlare a vuoto di Made in Italy, perché l’agricoltura è fatta di micro, piccole e medie imprese che spesso non hanno la forza per entrare nel mercato del Made in Italy e rischiano di essere sempre l’ultima ruota del carro”.

Traffico in tilt e reazioni tra i cittadini

La manifestazione ha subito bloccato le strade intorno a piazza Duca d’Aosta. Dalle 8.30 alle 11, le principali vie sono rimaste chiuse. Molti automobilisti si sono infuriati per le lunghe deviazioni o per essere costretti a lasciare l’auto nei parcheggi sotterranei della Stazione Centrale. “Non capisco perché dobbiamo pagare noi per questa protesta”, ha sbottato una donna bloccata in coda su viale Vittor Pisani. Altri, invece, hanno mostrato solidarietà agli agricoltori: “Se non sono loro a difendere il cibo italiano, chi altro può farlo?”, ha commentato un pensionato in attesa sul marciapiede.

Tra Bruxelles e Roma: clausole di garanzia sotto accusa

Il governo italiano aveva assicurato di aver ottenuto le tanto richieste clausole di garanzia prima di dare il via libera all’accordo Ue-Mercosur. Ma questa promessa non ha convinto le associazioni agricole. Coldiretti e Confagricoltura – assenti ieri in piazza ma critiche sul tema – sostengono che le misure previste non bastano a proteggere la filiera italiana. A Bruxelles, intanto, il voto a favore dell’intesa ha diviso la maggioranza europea. Solo così si è capito quanto fosse diffuso il malcontento anche tra agricoltori francesi e spagnoli.

Proteste in arrivo: la battaglia continua

Gli organizzatori non intendono fermarsi. “Non molliamo”, ha detto Bellon prima di risalire sul trattore. Il presidio si è sciolto poco dopo mezzogiorno, lasciando dietro di sé balle di fieno sparse e qualche lattina vuota. Milano si è rimessa lentamente in moto, ma la questione resta aperta. Tra trattative europee e proteste locali, il futuro dell’agricoltura italiana sembra destinato a restare al centro del dibattito ancora per molto.