Addio a Orazio Svelto, il visionario che ha illuminato la ricerca laser in Italia

Addio a Orazio Svelto, il visionario che ha illuminato la ricerca laser in Italia

Addio a Orazio Svelto, il visionario che ha illuminato la ricerca laser in Italia

Matteo Rigamonti

Gennaio 11, 2026

Milano, 11 gennaio 2026 – Orazio Svelto, uno dei padri della ricerca sui laser in Italia e protagonista di spicco nell’elettronica quantistica a livello mondiale, si è spento ieri a Milano a 89 anni. La notizia è arrivata dall’Accademia dei Lincei, di cui era socio nazionale, che ha voluto ricordare il suo ruolo fondamentale nella fisica moderna e il suo impegno nella formazione di tante generazioni di scienziati.

Un punto di riferimento per la fisica dei laser nel mondo

Nato a Maglie, in provincia di Lecce, il 21 febbraio 1936, Svelto si era laureato in ingegneria nucleare al Politecnico di Milano nel 1960. Subito dopo, ha scelto la strada della ricerca sperimentale, dividendo la sua attività tra Italia e Stati Uniti. Tra il 1961 e il 1963, con una borsa del Consiglio Nazionale delle Ricerche, ha lavorato alla Stanford University sulla fisica dei laser allo stato solido. Un’esperienza che ha segnato profondamente la sua carriera.

Tornato in Italia, ha continuato a lavorare al Politecnico di Milano, dove dal 1970 è stato direttore di ricerca presso l’Istituto di Fisica. Dal 1976 al 2010 ha insegnato Fisica della materia, guidando anche il Centro di elettronica quantistica e strumentazione elettronica del Cnr. “Ha segnato l’evoluzione della fisica moderna con la sua ricerca e una didattica di grande valore”, ha sottolineato l’Accademia dei Lincei nel messaggio di cordoglio.

‘Principles of Lasers’: il libro che ha cambiato tutto

Il nome di Svelto è legato al famoso trattato ‘Principles of Lasers’, uscito per la prima volta negli anni Settanta e tradotto in tante lingue. Quel libro è diventato un testo chiave per chi studia l’interazione tra radiazione e materia. “È stato il punto di partenza per la scienza degli attosecondi”, spiegano i colleghi del Politecnico, riferendosi a quel campo che nel 2023 ha portato al Nobel per la Fisica.

Ma Svelto non è stato solo ricerca. Ha fondato una vera e propria scuola italiana di ottica quantistica, riconosciuta in tutto il mondo. “La sua intelligenza e la sua onestà professionale sono state un esempio per tutti noi”, si legge nella nota dei Lincei.

Premi e riconoscimenti a un gigante della scienza

Nel corso della sua carriera, Svelto ha raccolto tanti premi importanti: dalla Quantum Electronics and Optics Medal della European Physical Society al Charles Hard Townes Award della Optical Society of America, fino al Premio Leonardo. Riconoscimenti che non solo confermano la qualità del suo lavoro, ma anche la stima che ha ottenuto a livello internazionale.

“Ho appreso con profonda tristezza la scomparsa di Orazio Svelto, scienziato straordinario e maestro generoso”, ha detto il ministro dell’Università e della Ricerca, Anna Maria Bernini. “La sua scuola di ottica quantistica ha formato tante generazioni di ricercatori e la sua produzione accademica è un punto di riferimento mondiale nello studio dell’interazione tra luce e materia”. Bernini ha definito l’eredità di Svelto un “immenso tesoro di conoscenza”.

Un maestro severo ma vicino agli studenti

Chi l’ha conosciuto lo ricorda come un docente severo, ma sempre pronto al confronto con studenti e colleghi. Nei corridoi del Politecnico di Milano – dove ha insegnato per più di trent’anni – le sue lezioni restano impresse: piene di dettagli tecnici, ma anche di storie personali. “Ci insegnava che l’eccellenza nasce dalla curiosità, dall’apertura e dal senso di responsabilità verso la comunità”, ha raccontato uno dei suoi ex allievi.

Svelto lascia la moglie, due figli e una comunità scientifica che oggi si stringe attorno al suo ricordo. I funerali si svolgeranno in forma privata a Milano nei prossimi giorni.