Genova, 11 gennaio 2026 – È fissata per il 20 gennaio l’autopsia sul corpo di Emanuele Galeppini, il sedicenne genovese morto nella notte di Capodanno durante l’incendio al locale Le Constellation di Crans-Montana, in Svizzera. La procura di Genova, su delega dei colleghi di Roma, ha aperto un fascicolo per fare chiarezza sulle cause del decesso del giovane, promessa del golf italiano. A svolgere l’esame sarà il professor Francesco Ventura, docente universitario, chiamato a stabilire se il ragazzo sia morto per le ustioni, per il fumo o per altre ragioni ancora da verificare.
L’autopsia al centro delle indagini sulla morte di Galeppini
Dagli atti della procura emerge che l’autopsia sarà un passaggio cruciale nell’inchiesta aperta a Roma, al momento contro ignoti. Le prime ricostruzioni parlano di tre ragazzi italiani trovati fuori dal locale, mentre altri trentasette erano all’interno, molti vicino alle scale. Secondo i pm, Emanuele Galeppini potrebbe essere stato uno di quei tre fuori strada. Un primo esame del corpo non ha mostrato ustioni gravi, ma solo qualche escoriazione ed ecchimosi: segni che potrebbero indicare una fuga frettolosa e la calca durante l’evacuazione.
Il 19 gennaio, un giorno prima dell’autopsia, sul corpo del ragazzo sarà effettuata una TAC per controllare eventuali lesioni da schiacciamento. Solo dopo questo esame, spiegano fonti giudiziarie, si potrà avere un quadro più chiaro sulle dinamiche della tragedia.
Nuovi accertamenti sulle altre vittime italiane
Intanto, anche per le altre vittime italiane di Crans-Montana sono stati disposti nuovi controlli. La procura di Bologna ha ordinato la riesumazione di Giovanni Tamburi per eseguire l’autopsia, mai fatta in Svizzera. Sono state sospese le tumulazioni di Chiara Costanzo e Achille Barosi, in attesa di ulteriori decisioni. Una scelta che riflette i dubbi ancora aperti sulle cause dei decessi e la volontà degli inquirenti italiani di fare piena luce su quanto accaduto nella notte tra il 31 dicembre e il 1° gennaio.
Porte bloccate e responsabilità sul tavolo
Sul fronte svizzero, l’inchiesta avanza con nuovi dettagli. La tv locale RTS ha riportato che il proprietario del Constellation, Jacques Moretti, ha ammesso agli investigatori che la porta di emergenza del seminterrato era bloccata dall’interno. Moretti ha anche detto di aver sostituito lui stesso la schiuma fonoassorbente che ha preso fuoco durante la serata. Dopo l’incendio, il proprietario ha raccontato di aver sbloccato la porta e di aver trovato diversi corpi ammassati davanti all’uscita.
Moretti e la moglie, Jessica Maric, sono ora sotto misura cautelare. Le accuse sono pesanti: omicidio colposo, incendio colposo e lesioni personali colpose. Gli inquirenti svizzeri stanno cercando di ricostruire con precisione cosa è successo e se ci sono state mancanze nella sicurezza del locale.
La città di Genova in attesa e nel dolore
A Genova, la comunità è ancora sotto choc. Il funerale di Emanuele Galeppini si è tenuto pochi giorni fa nella chiesa di San Fruttuoso, tra lacrime e ricordi degli amici e dei compagni di scuola, ma anche del circolo golf dove si allenava. “Era un ragazzo pieno di vita, sempre con il sorriso”, ha detto uno degli allenatori. I genitori aspettano risposte: “Vogliamo solo sapere cosa è successo davvero”, hanno detto ai giornalisti fuori dalla chiesa.
Nei prossimi giorni saranno decisivi gli esiti degli esami medico-legali e delle indagini, in Italia e in Svizzera. Solo allora si potrà forse capire cosa è davvero accaduto quella notte a Crans-Montana e dare un senso al dolore che ha colpito tante famiglie.
